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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
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Giro d’Italia Aosta Pila (Quart) – Foto Roberto Roux
Oggi tutti ciclisti. La febbre da Giro in Valle d’Aosta è altissima per la Aosta – Pila, tappa tutta valdostana del Giro d’Italia che da giorni focalizza l’attenzione della comunità. Non serve essere appassionati di ciclismo per farsi contagiare, perché la festa coinvolge tutti, dai bambini ai meno giovani, pronti ad accogliere al meglio il passaggio della Corsa Rosa.
Basta fare un giro in centro ad Aosta anche tre ore prima della partenza per capire come tutto oggi, sabato 23 maggio, ruoti attorno ad uno dei pochi eventi che unisce tutto lo Stivale, con il colore rosa che spicca ovunque, tra bandierine e vestiti. E andando a cercare lo “spot” ideale per fare foto e intervistare le persone sul percorso, i ciclisti – quelli veri e quelli “della domenica”, quelli “muscolari” e quelli “elettrici” – sono a centinaia, tra chi cerca di ripercorrere l’intera tappa e chi sceglie di affrontare una sola salita. C’è chi arriva da Ivrea facendo il giro al contrario, chi da Sarre sale a Saint-Barthélemy per poi rincontrare i campioni nella salita verso Pila, ma tutti vogliono sentirsi parte dell’evento.
A Quart c’è tanto fermento. Ognuno ha addobbato la propria casa o il proprio villaggio con bici, palloncini rosa, striscioni, scritte sull’asfalto. La Pro Loco ha allestito un vero e proprio banchetto con birre e panini, pronti ad offrire un meritato ristoro a chi inizia a faticare – il caldo si farà sentire per tutto il giorno – e ad accogliere con un grande tifo il passaggio del Giro. A Ville-sur-Nus i protagonisti sono i bambini della frazione, che per la prima volta saranno testimoni di un evento che ricorderanno per mesi, e anche di più. La vista da Trois Villes è da mozzare il fiato: si vede la Plaine di Aosta, ma anche Becca di Nona, Emilius e le altre vette iconiche della media Valle. E l’accoglienza non è da meno, con campanacci e megafono, musica e vettovaglie, ed il tifo che si scalda col passaggio della Carovana – avvistata qualche tornante più sotto da alcune sentinelle con il binocolo – e che continua anche per i ciclisti amatoriali che salgono verso Lignan, salutati come se fossero loro i campioni della giornata.
Un tifo che cresce esponenzialmente man mano che i minuti passano e la gara vera e propria si avvicina. I cellulari si sintonizzano su RaiPlay per seguire l’andamento: “Sono passati davanti casa di nonna! Ho visto zia! Hanno appena passato il cimitero!”. Si sente l’elicottero della tv, le sentinelle col binocolo annunciano: “Sono qui sotto, un minuto e sono qui!”. Passano i due atleti in fuga, poi i vari grupponi, le ambulanze, le ammiraglie, le macchine della polizia. Tutti sono accolti con applausi, campanacci, megafoni. È la magia del Giro d’Italia, che per alcuni continuerà su altre strade, per altri davanti alla tv.






















