Si è spento Mario Ponsetti, per oltre 60 anni geometra e punto di riferimento a Nus

L’ultimo saluto a Mario Ponsetti, 95 anni, si terrà mercoledì 8 aprile alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Nus. Il Santo Rosario sarà celebrato martedì 7 aprile alle ore 20.30.
Mario Ponsetti
En souvenir

Per molti anni squadre, compassi, teodoliti e matite hanno scandito il tempo di Mario Ponsetti, storico geometra di Nus.
95 anni, di cui oltre 60 trascorsi a progettare: Ponsetti si è spento nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 aprile.

Nato e cresciuto a Nus, dove nel 1952 aprì il suo studio, si allontanò dal paese solo in gioventù. Fu la madre, insegnante, a mandarlo prima a Cuorgné per frequentare le scuole medie e poi a Casale Monferrato, in collegio, dove conseguì il diploma di geometra.

Mario era l’unico dei tre figli rimasti: i genitori avevano infatti perso le sue sorelle, morte da piccole per la polmonite. Una malattia che colpì anche lui, lasciandogli dei segni, ma dalla quale riuscì a salvarsi. Ricordava spesso di quando i genitori lo mandarono su un mulo a Lignan, per fargli respirare aria buona: un luogo che gli rimase sempre nel cuore, perché – diceva – gli aveva salvato la vita.
Furono anni difficili, segnati anche dalla guerra, di cui conservò ricordi dolorosi, come la presenza dei nazisti in paese.

Dopo il diploma tornò in Valle d’Aosta e iniziò a muovere i primi passi nella professione nello studio del geometra Vesan di Châtillon. Nel 1952 si iscrisse al Collegio dei geometri della Valle d’Aosta e, nello stesso anno, aprì il suo studio a Nus. Erano gli anni in cui aiutava la famiglia, prima di costruire la propria.

Nel 1955 conobbe Alba Longhi, arrivata da Milano per accompagnare la sorella che aveva ottenuto la licenza per la farmacia del paese. Sarebbe diventata sua moglie e la madre dei suoi quattro figli: Paola, Alessandra, Rita e Marco. Compagna di vita per 66 anni, lo affiancò anche in studio occupandosi della contabilità. Per alcuni anche la figlia Rita collaborò con il padre, prima di diventare insegnante.

Il lavoro fu il centro della vita di Mario Ponsetti. Non c’erano Natali, Pasque o feste che potessero allontanarlo da quella che sentiva come una responsabilità, ma anche una passione profonda. Preciso, rigoroso, pignolo nel senso più nobile del termine, era capace di restare sveglio anche tutta la notte pur di portare a termine un incarico. Ai figli ha trasmesso soprattutto questo: il rispetto per il lavoro, la puntualità, il senso di responsabilità.

La domenica, quando non lavorava, si dedicava alle bocce, l’altra sua grande passione, che lo portò a vincere numerose coppe e ad arbitrare diverse gare.

Portano la sua firma opere importanti come la strada del Colle San Pantaleone e quella de La Magdeleine, il progetto delle scuole medie di Châtillon e numerosi interventi nei comuni di Chamois, Antey, Verrayes e Saint-Denis.

Nel 2014, a 84 anni, già in pensione, continuava ancora a utilizzare il suo amato timbro. Fu il commercialista a convincerlo a chiudere l’attività, poco prima che diventasse poco economica. Un momento difficile: dovette restituire il timbro, simbolo di una vita di lavoro, vedendolo distruggere davanti ai suoi occhi.

Nel 2016 il Collegio dei geometri e l’amministrazione comunale di Nus lo omaggiarono per i suoi 60 anni di iscrizione.

La passione per il lavoro non lo abbandonò mai. Anche in pensione continuò a studiare progetti, prendere appunti e seguire cantieri, facendosi accompagnare negli ultimi anni dalla figlia – aveva guidato fino a 93 anni – dopo aver rinunciato alla patente. Grande lettore, con il comodino sempre pieno di libri, mantenne fino all’ultimo una memoria lucidissima, tanto da essere spesso consultato dai colleghi per risolvere pratiche complesse.

L’ultimo saluto al geometra di Nus si terrà mercoledì 8 aprile alle ore 15 nella chiesa parrocchiale. Il Santo Rosario sarà celebrato martedì 7 aprile alle ore 20.30.

Oltre alla moglie Alba, ai figli Paola, Alessandra, Rita e Marco, Ponsetti lascia i nipoti Isotta, Alessandro, Federica, Diana, Davide e Oscar.

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