Tre voti in più e Fini che perde pezzi, il Cavaliere è soddisfatto: ‘Lo sapevo’

Assediato dai suoi deputati il Cavaliere risponde con un sì a chi gli chiede se si aspettava questo risultato a Montecitorio.
News Nazionali

Roma, 14 dic. (Adnkronos) – Assediato dai suoi deputati il Cavaliere risponde con un sì a chi gli chiede se si aspettava questo risultato a Montecitorio. Silvio Berlusconi ha il volto tirato ma è soddisfatto, si annoda la cravatta e fa ‘due vasche’ nel corridoio dei passi perduti. Protetto da un cordone formato dai commessi di Montecitorio, ha stretto la mano e salutato i deputati del Pdl che lo invocavano. ‘Silvio sei forte!’, grida un parlamentare azzurro. Il premier si rivolge a Nunzia De Girolamo e si sfoga così: ‘E’ fatta!’. Poi il premier si reca nella sala del governo e assicura: ‘Sono sereno ora come lo sono sempre stato…’.

Dopo la vittoria il premier ha chiesto alla Lega il via libera politico all’allargamento della maggioranza all’Udc e il Senatur gliel’ha accordato: ‘Non c’e’ nessun veto all’ingresso dei centristi’. In cambio, raccontano, il Carroccio ha avuto garanzie sul federalismo e sul fatto che se con pochi voti non si riuscirà a governare la strada obbligata sono le elezioni. La Lega, infatti, non demorde e spinge per il voto (per Calderoli ‘il governo non mangerà la colomba’), convinta che una maggioranza così risicata può solo logorare e non certo far governare il Paese. Berlusconi (che oggi salirà al Colle per riferire sul voto) è pronto a rafforzare la squadra di palazzo Chigi ed è già iniziato il ‘corteggiamento stretto’ di Pier Ferdinando Casini per favorire un rimpasto in tempi brevi. Nel Pdl circolano voci secondo le quali il premier potrebbe chiedere a ministri e sottosegretari di rimettere nelle sue mani il mandato così da procedere a quel ‘rafforzamento’ già annunciato. Il ricambio, spiegano, potrebbe essere quindi anche più ampio rispetto ai ‘posti’ vacanti lasciati dai finiani nell’esecutivo.

Parato il colpo il Pdl passa al contrattacco di Fli, e invita Gianfranco Fini a trarre le conseguenze con le dimissioni. Dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: ‘Ora il presidente della Camera deve riflettere attentamente su quello che pacatamente gli abbiamo detto in aula’. “E’ stato sconfitto un disegno di destabilizzazione”, aggiunge poi. A questo punto “sono impossibili il governo cosiddetto di responsabilità o tecnico”. Il capogruppo spiega che la fase che si apre ora “si basa sul nucleo Berlusconi-Pdl e Lega che deve fare i conti con i problemi della società italiana e con i numeri”.

‘Questa era una sfida che non ammetteva il pareggio e ha vinto Berlusconi’, ha aggiunto poi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. ‘Intendiamo continuare a governare, a seguire il programma della legislatura, vista l’autosufficienza dal punto di vista parlamentare che non è ampia ma è quella che oggi serviva per vincere’. Quanto all’apertura annunciata ieri dal premier ai moderati, il ministro dice: ‘non ho un solo dubbio che ciò accadrà. Berlusconi ha annunciato che lo farà e, dopo la fiducia concessa, sarà coerente. Farà il lavoro che il capo di un partito e il capo di un governo può fare per dare una grande casa ai moderati, che sono dal 1948 la maggioranza degli italiani’.

Il ministro per la Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, non usa mezze parole: ‘Ora Fini dovrebbe dimettersi dalla presidenza della Camera. Chi si è reso artefice e responsabile di questa’ spaccatura all’interno della maggioranza che ha portato a un nuovo voto di fiducia, ‘deve trarne le dovute conseguenze. Le dimissioni, secondo me, si impongono’.

A puntare il dito contro Fini è anche il sottosegretario all’Attuazione del programma, Daniela Santanché: “Auguro una bella giornata anche per Gianfranco Fini. Si dimetta per ritrovare la dignità e l’onore anche nella sconfitta, e i valori di destra che lui aveva perso per strada”.

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