“Esserci, la scelta della cura”: ad Aosta il Festival degli infermieri

Il Festival proporrà tre giorni di incontri, laboratori gratuiti e momenti di confronto aperti alla cittadinanza per parlare di salute, diritti e professione infermieristica.
Da dx Michele Tranquilli, Paola Ascolese e Rossana Olzer
Sanità

A pochi giorni dalla Giornata internazionale degli infermieri, la professione si ferma per riflettere insieme alla comunità su cosa significhi prendersi cura, ma anche sulla scelta della cura. Lo farà con un Festival in programma il 22, 23 e 24 maggio al Plus di Aosta. I dettagli dell’iniziativa sono stati presentati questa mattina dai promotori.

“L’evento nasce in occasione della Giornata internazionale degli infermieri del 12 maggio – spiega Paola Ascolese, presidente dell’Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche della Valle d’Aosta –. Quest’anno volevamo però fare qualcosa di più che parlare in maniera diffusa degli infermieri. Da qui l’idea del Festival e del titolo ‘Esserci, la scelta della cura’, perché noi infermieri siamo una presenza attiva in tutti i contesti, dal territorio al domicilio, dall’ospedale al carcere. Esserci significa stare accanto alla persona assistita nei momenti di bisogno, sempre con umanità, professionalità e competenza. La scelta della cura deve essere invece una scelta consapevole, un impegno etico, relazionale e scientifico che l’infermiere rinnova ogni giorno”.

In Valle d’Aosta si contano circa 970 infermieri. Un numero che oggi appare stabile, ma che nei prossimi anni potrebbe risentire fortemente dell’ondata di pensionamenti. La fascia d’età più rappresentata è infatti quella tra i 50 e i 60 anni, mentre risultano meno numerosi i professionisti tra i 25 e i 40 anni.

“Il corso di laurea in infermieristica di Aosta bisogna però ricordare – sottolinea ancora Ascolese – continua a registrare il tutto esaurito, anche grazie alle attività di orientamento e comunicazione promosse da istituzioni e sistema sanitario. La professione, inoltre, si presenta sempre più articolata: dalla libera professione al lavoro in ospedale, sul territorio, nelle cooperative e anche all’estero, come nel caso di chi opera in Svizzera pur mantenendo l’iscrizione all’ordine”.

Il Festival proporrà tre giorni di incontri, laboratori e momenti di confronto aperti alla cittadinanza per parlare di salute, diritti e professione infermieristica.

Si parte venerdì dalle 16 alle 18 con un laboratorio gratuito di manovre BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), tenuto dall’infermiera del 118 Maria Laura Lemma, in collaborazione con l’Usl. L’incontro, a numero chiuso (circa 20 posti, prenotazione obbligatoria), punta a fornire competenze fondamentali per intervenire in caso di arresto cardiaco, un evento che in Italia ha ancora una percentuale molto bassa di esiti positivi (circa l’8%).

Alle 18.30, al Plus Café, spazio al primo talk. Il tema sarà “Salute e diritti: una nuova sanità a misura di tutti”, con un focus su medicina di genere e contrasto alla violenza. Interverranno Katya Foletto, consigliera, Katia Vallet, infermiera, referente per la medicina di genere, Antonia Billeci, medica, referente sul tema della violenza di genere, e Roberta Francorsi, avvocata esperta in diritto civile. Modera Fabiola Megna.

Il sabato si apre alle 16 con un laboratorio di infermieristica pediatrica dedicato alla disostruzione delle vie aeree nei bambini, condotto dall’infermiera pediatrica Nicole Arbaney. Un tema cruciale, considerando che ogni anno tra i 30 e i 40 bambini muoiono per ostruzione delle vie respiratorie.

Alle 17 prende il via il primo talk, dedicato a una figura sempre più centrale: “L’infermiere di comunità nell’ecosistema dell’assistenza territoriale”. Un modello rafforzato anche dai recenti interventi normativi e dal PNRR, che individua nell’assistenza domiciliare il vero setting di cura. Interverranno Federica Duò, Hélène Imperial, Mauro Lucianaz e Debora Barrel.

A seguire, un secondo incontro guarderà al futuro della professione: “La professione infermieristica fra nuovi assetti e sfide future”. Si parlerà di libera professione, nuovi percorsi formativi e lauree magistrali, ma anche delle opportunità per le nuove generazioni. Tra gli ospiti Claudio Delli Carri, Laura Plati, Monia Janel e Claudio Perratone. Modera Jean Frassy.

La giornata si concluderà alle 20.30 al Teatro Giacosa con “Un soffio di tempo”, organizzato dalla Lega italiana Fibrosi cistica Valle d’Aosta, uno dei partner dell’iniziativa insieme alla Consigliera di Parità regionale e ai patrocinatori (Regione, Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, Azienda Usl e Università di Torino, nell’ambito della quale è attivo il corso di laurea in infermieristica di Aosta).

La performance di danza, musica e parole è curata da Paola Corti con Elena Pisu, insieme ad Alessia Presta, Alice Gallo, Fabienne Jacquemod, Matteo Anile, Rachele Bosco ed Elisa Volentieri. La serata sarà anche l’occasione per presentare in anteprima la campagna informativa curata da Michele Tranquilli con alcuni giovani.

“Abbiamo voluto fortemente questa partnership – racconta la presidente Rossana Olzer – per un progetto, Uniti in un respiro, che rivolgiamo ogni anno agli studenti delle classi terminali delle scuole valdostane, per accrescere la consapevolezza non solo sulla fibrosi, ma su tutte le malattie genetiche che interessano l’apparato respiratorio e per promuovere la donazione di organi”.

Domenica alle 15 si terrà un laboratorio dedicato alla prevenzione oncologica femminile, con tecniche di autopalpazione del seno, a cura dell’infermiera Debora Barillaro. Un’iniziativa importante se si considera che una donna su otto sviluppa un tumore al seno nel corso della vita.

Gran finale domenica dalle 18 alle 20.30 al Teatro Plus con “Esserci – la cura che ci unisce”, presentato da Michele Tranquilli. L’evento sarà articolato in tre panel: il primo darà voce agli infermieri, con testimonianze dirette su temi come aggressioni sul lavoro, benessere psicologico e il lavoro in contesti complessi (pronto soccorso, carcere, psichiatria); il secondo sarà dedicato al confronto multiprofessionale tra OSS, infermieri, medici e tecnici, per approfondire le dinamiche del lavoro in équipe; il terzo guarderà al futuro, con l’obiettivo di “riscrivere insieme la cura”.

Tra gli ospiti l’Assessore alla Sanità Carlo Marzi, rappresentanti nazionali della professione, coordinatori infermieristici e dirigenti sanitari. L’evento sarà arricchito da intermezzi teatrali e da un video realizzato dagli studenti del corso di laurea in infermieristica di Aosta, che offrirà uno sguardo autentico sulle nuove generazioni e sulla dimensione umana della professione.

ESSERCI locandina
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A curare l’immagine del Festival è Michele Tranquilli, che si è ispirato al kintsugi, la tecnica giapponese che ripara gli oggetti rotti valorizzandone le crepe con l’oro: “Una mano che è stata riparata ha ricevuto attenzione e cura, ed è proprio questa l’attenzione che l’Ordine degli infermieri vuole esprimere” racconta Tranquilli.

Il programma completo del Festival sarà disponibile sul sito dell’Opi, dove saranno indicati anche i contatti per iscriversi ai laboratori e agli eventi.

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