La vittoria “annunciata” è arrivata. Jonas Vingegaard ha vinto in solitaria la 14ª tappa del Giro d’Italia 2026, l’Aosta-Pila, prendendosi anche la maglia rosa al termine di una giornata disegnata, controllata e finalizzata dalla Visma | Lease a Bike.
Il danese, grande favorito della vigilia – con due vittorie di tappa nei giorni scorsi – ha chiuso la sua gara in 3h53’01”, staccando Felix Gall di 49 secondi e Jai Hindley di 58. Ai piedi del podio di giornata Davide Piganzoli, compagno di squadra di Vingegaard, e Giulio Pellizzari, entrambi a 1’03”. Per Vingegaard si tratta della terza vittoria in questo Giro e, soprattutto, del colpo che cambia definitivamente la corsa.
“Avevamo segnato questa tappa con una X per prendere il controllo del Giro e prendere la maglia rosa”, ha spiegato Vingegaard dopo l’arrivo. “I compagni di squadra mi hanno messo nelle migliori condizioni per fare ciò che avevamo programmato. Volevo la tappa e la maglia. È andata anche meglio del previsto, visti i distacchi”.
La tappa era partita da Piazza Chanoux ad Aosta, in una città vestita di rosa e piena di pubblico, prima del chilometro zero a Saint-Christophe. La corsa si è accesa presto, con una maxi fuga nella quale si sono inseriti, tra gli altri, Giulio Ciccone, Enric Mas, Einer Rubio, Aleksandr Vlasov, Wout Poels, Jan Hirt, Koen Bouwman e Igor Arrieta.
Dopo la salita di Saint-Barthélemy, i passaggi di Doues, Lin Noir e Verrogne hanno progressivamente selezionato il gruppo di testa. Ciccone si è mostrato tra i più attivi, passando per primo al Gpm di Lin Noir e poi anche a Verrogne, ma dietro la Visma non ha mai davvero lasciato spazio. Il vantaggio dei fuggitivi, salito fino a oltre tre minuti, è stato ridotto con metodo dai compagni di Vingegaard.
La salita finale verso Pila, 16,5 chilometri al 7,1% di pendenza media, era il terreno atteso per il verdetto. Ai meno 10 chilometri il gruppo dei migliori era già ridotto, con la Visma ancora in pieno controllo. Prima il lavoro di Campenaerts, poi quello di Kuss e Piganzoli hanno messo in difficoltà molti uomini di classifica.

La vecchia maglia rosa Afonso Eulálio ha iniziato a perdere contatto, così come Ben O’Connor e Derek Gee, tra i grandi sconfitti della giornata. Davanti, i superstiti della fuga sono stati ripresi ai cinque chilometri dal traguardo. Poi, a 4,6 chilometri dall’arrivo, Vingegaard ha accelerato. Nessuno è riuscito a seguirlo.
Da quel momento la corsa è diventata una prova di forza. Il danese ha proseguito da solo, dando persino l’impressione di non essere al limite. Alle sue spalle Gall ha provato a inseguire, mentre Hindley, Piganzoli e Pellizzari hanno lottato per contenere il distacco. Proprio Pellizzari, dopo le difficoltà dei giorni scorsi, ha dato segnali incoraggianti: ha perso terreno nel tratto più duro, ma è riuscito a reagire e a chiudere quinto, rimanendo pienamente in corsa per le posizioni importanti della generale.
La nuova classifica vede ora Jonas Vingegaard in maglia rosa con il tempo di 56h08’41”. Secondo Afonso Eulálio, staccato di 2’26”, terzo Felix Gall a 2’50”. Seguono Thymen Arensman a 3’03”, Jai Hindley a 3’43” e Giulio Pellizzari a 4’22”. In top ten anche Davide Piganzoli, decimo a 6’13”, protagonista di una tappa di grande spessore al servizio del capitano.
A Pila, dunque, il Giro ha trovato il suo nuovo padrone. La Valle d’Aosta ha regalato alla corsa rosa una giornata spettacolare, con il pubblico delle grandi occasioni e una tappa che potrebbe pesare in maniera decisiva sulla classifica finale. Vingegaard voleva tappa e maglia. Le ha prese entrambe, con autorità.
