Vingegaard incoronato a Pila, ma il circo del Giro riparte — e dorme — lontano dalla Valle

Il danese vince e convince a Pila. La Corsa rosa si trasferisce a Milano: ieri sera poche squadre hanno dormito in Valle.
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Game, set, match. Jonas Vingegaard vince a Pila, rispettando i pronostici, veste la maglia rosa e ipoteca il Giro d’Italia. L’Aosta-Pila di oggi è stata la messa in scena di un copione che la Visma aveva scritto nei giorni precedenti e che ha eseguito senza sbavature. Regia di Victor Campenaerts, il belga già recordman dell’ora, che ha fatto muovere la sua squadra in modo preciso e puntuale. La fuga — numerosa — ha provato a ribaltare le sorti della tappa, ma la Visma e la Bahrain l’hanno tenuta sotto controllo. Vantaggio di 3’40” a Doues, calato prima sul Lin Noir e poi su Verrogne. Quindi, nelle prime rampe di Pila, il gruppo — o quello che ne era rimasto — è rientrato grazie al forcing della Visma.

Il ritmo imposto da Davide Piganzoli è bastato a far saltare la maglia rosa di Afonso Eulálio, che ha avuto comunque la brillantezza e la lucidità di non andare fuorigiri e di difendersi nella parte finale del tracciato, mantenendo un secondo posto in classifica che merita gli applausi del pubblico del ciclismo.

Applausi che esplodono quando sul palco del vincitore sale Jonas Vingegaard: prima per la vittoria di tappa, poi per la maglia rosa e infine per la maglia blu dei Gran Premi della Montagna. Il Giro ha trovato il suo dominatore: non che ci fossero dubbi, a dirla tutta, ma nel mondo dello sport va sempre e comunque di moda il motto “mai dire mai”.

Signori, si chiude: la corsa punta dritto su Milano

Qualche minuto dopo la premiazione, l’unico altro rumore che si sente a Pila — oltre a quello della folla che cerca di raggiungere l’ovovia per scendere ad Aosta — è il metallo che sbatte contro altro metallo. Sono le transenne, sapientemente posate in mattinata negli ultimi chilometri del percorso e ora ritirate in fretta e furia dagli addetti alla logistica.

Lavorano senza sosta, mentre la gente quasi non bada a loro: bisogna smontare tutto e ripartire il prima possibile, perché domani mattina a Milano, in corso Venezia, bisogna allestire un’altra linea d’arrivo. Per di più al termine di una tappa per velocisti, e pure in un circuito. Ergo, fare presto. Prestissimo.

Succede lo stesso con i mezzi della televisione, che, una volta ultimata la premiazione, fanno scendere le antenne e mettono in moto, e con il resto della logistica. È successo lo stesso poche ore fa ad Aosta, perché il gruppo partenze — una volta ultimata la passerella degli atleti da piazza Chanoux al chilometro zero — ha impacchettato tutte le infrastrutture presenti nel salotto buono di Aosta e ha fatto rotta verso Voghera.

Si dice che il fascino del ciclismo, per chi non è necessariamente appassionato di questo sport, sia sostanzialmente aspettare ore e ore a bordo strada i corridori e vederli passare in pochi secondi. Se l’ha scritto in una sua canzone pure quel genio di Paolo Conte, c’è da crederci.

La logistica che segue il Giro fa più o meno la stessa cosa, quasi fosse un circo in perenne movimento: arriva, spunta in fretta in mezzo a una piazza o su una montagna, aspetta i corridori, si sgonfia immediatamente e se ne va.

C’è chi ha aspettato anche ieri, venerdì, che le squadre del Giro arrivassero in Valle d’Aosta, ma è rimasto un po’ deluso. Alcune formazioni sono spuntate a Châtillon — la Ineos Grenadiers di Filippo Ganna ha dormito all’Hotel Rendez-Vous — e a Montjovet, dove camion, pullman, furgoni, pulmini e ammiraglie gialle della Visma | Lease a Bike di Jonas Vingegaard hanno riempito i parcheggi dell’Hotel Castello di Champérioux. Poco più sotto, all’Hotel Napoleon, che sorge ai piedi della Mongiovetta, hanno fatto tappa la UAE Emirates e la Groupama-FDJ.

Le altre sono rimaste fuori Valle. L’organizzazione di RCS ha mandato parecchie formazioni nella cintura di Torino, altre sono rimaste a metà strada tra l’arrivo di ieri a Verbania e la partenza odierna di Aosta. La più felice è sicuramente l’Astana, che ha festeggiato la vittoria di Alberto Bettiol a Verbania all’Agriturismo Greppi di Crescentino ieri sera e tornerà nello stesso hotel stasera.

Il motivo? Qualcuno tirerà in ballo la “centralità” del Vercellese rispetto a Verbania — arrivo di venerdì —, Voghera — partenza di domenica — e la Valle d’Aosta. Ma la verità è verosimilmente un’altra, e va cercata sotto la voce “risparmio”: perché i prezzi fuori Valle sono verosimilmente più bassi e RCS Sport, per far quadrare i conti, non guarda in faccia a nessuno. Neanche a una Regione come la Valle d’Aosta, che ha investito fior di quattrini per la tappa che ha consegnato la maglia rosa a sua maestà Jonas Vingegaard.

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