Per celebrare il settantesimo anniversario di Les Badochys de Courmayeur, nasce un progetto fotografico, Les Badochys de Courmayeur: 70 ans de mémoire en mouvement, che tramanda una tradizione radicata nel passato, ma sempre viva e in continua evoluzione.
La mostra gratuita en plein air, realizzata dal Comune di Courmayeur e dal Courmayeur Turismo con il sostegno del Consiglio Valle, che sarà inaugurata venerdì 18 luglio alle 18 al Jardin de l’Ange di Courmayeur, rimarrà aperta fino al 21 agosto.
Un’esibizione di Les Badochys de Courmayeur e Les Petits Badochys de Courmayeur accompagnerà l’inaugurazione. Si terrà in seguito un talk consacrato ai 70 anni di storia del gruppo che permetterà di raccontarne il valore culturale e il ruolo fondamentale nella conservazione del folklore locale.
Grazie agli scatti del fotografo di Courmayeur Ricardo Vitorino Espinheira e alla direzione artistica di Courmayeur Turismo, la rappresentazione dei Badochys diventa inedita. I protagonisti non sono ritratti negli usuali contesti folkloristici, ma, sempre indossando gli abiti tradizionali, vengono fotografati durante la quotidianità del comune ai piedi del Monte Bianco: pattinano al Courmayeur Sport Center, giocano a tennis, frequentano le piste di fondo della Val Ferret o il comprensorio sciistico. Uno sguardo per inserire l’elemento tradizionale in un contesto contemporaneo, mostrando l’autentica convivenza tra passato e presente.
Il progetto non ha l’obiettivo di presentare la storia dei Badochys come una celebrazione immutabile, ma come la dimostrazione di una realtà in costante movimento. La tradizione può continuare ad essere vissuta e interpretata da bambini, adolescenti e adulti che insieme costruiscono un’identità collettiva, provando che i costumi attraversano le generazioni senza perdere il loro significato.
Dal punto di vista visivo, le fotografie ritraggono realtà spontanee che creano un’armonia tra corpi, spazi e paesaggi alpini. Così l’abito tradizionale diventa l’elemento caratteristico che consente di leggere in maniera alternativa l’identità culturale, posta fuori dal contesto abituale.
Il quadro ideale per questo racconto è sicuramente Courmayeur che, caratterizzata dal turismo internazionale, deve affrontare una sfida quotidiana per preservare la propria storia e la propria unicità senza però rinunciare al confronto con il presente.
La mostra è costruita come un percorso espositivo che si diffonde nel centro di Courmayeur. Oltre alle fotografie al Jardin de l’Ange e in due punti nel centro del paese, altre immagini sono istallate nelle frazioni di Dolonne, Entrèves, La Saxe e Villair, invitando i visitatori a scoprire la storia dei Badochys passo dopo passo, attraverso una camminata a cielo aperto.
Ad arricchire ulteriormente l’evento sarà l’esposizione presso la Biblioteca Comunale dell’opera L’amore in testa – L’Amoù én téiha di Chicco Margaroli, artista valdostana invitata dal gruppo per la realizzazione del manifesto dell’anniversario, donato da lei stessa ai Badochys e messo a disposizione dei visitatori che potranno interagire con esso.
L’opera, realizzata con il supporto del Guichet Linguistique della Regione per quanto riguarda testi e traduzioni, si concentra principalmente sulla tipica cuffia indossata dalle donne del gruppo che, tradizionalmente, era mantenuta in posizione dalla lettera dell’innamorato, custodita nella parte posteriore del copricapo.
Seguendo questo racconto popolare, Chicco Margaroli presenta i Badochys come un simbolo d’amore, celebrando attraverso la sua arte la storia del gruppo destinata a continuare.
Il progetto Les Badochys de Courmayeur: 70 ans de mémoire en mouvement è quindi un racconto attraverso immagini sull’importanza della tradizione e sulla capacità di una comunità di custodire la propria identità rendendola una componente essenziale del presente e del futuro.












