L’Italia non avrà disputato nemmeno una partita di questo Mondiale 2026, ma c’è anche un po’ di Valle d’Aosta nel cuore di New York, uno dei centri principali della competizione, dove, al Rockefeller Plaza, campeggia la più grande costruzione mobile in mattoncini LEGO mai realizzata.
L’imponente replica della Coppa del Mondo FIFA 2026, alta circa 8,5 metri e composta da oltre 1,36 milioni di mattoncini, nasce infatti da un progetto firmato da Christophe Vietti, designer LEGO originario di Aosta che oggi lavora nella sede del gruppo a Billund, in Danimarca.
Vietti è il designer del set ufficiale dedicato al trofeo della FIFA World Cup, dal quale è stata sviluppata la monumentale installazione esposta a New York: “La Coppa del Mondo FIFA è il più grande evento sportivo dell’anno e, per celebrarlo, LEGO ha realizzato la più imponente costruzione mobile di mattoncini di sempre”, racconta.
Il compito di Vietti è stato progettare il modello destinato alla vendita, mentre la gigantesca versione in scala 25:1 è stata costruita dal team di Model Production LEGO di Kladno, nella Repubblica Ceca, e presentata al Rockefeller Plaza insieme alla leggenda del calcio brasiliano Cafu. Dietro il risultato finale c’è un lungo lavoro di squadra: “Come ogni prodotto LEGO – continua il designer -, è stato un intenso lavoro di model designer, graphic designer ed element designer che ha richiesto circa otto mesi, dal primo schizzo alla realizzazione del set. Una volta completato il prodotto, il team marketing e PR ha dato vita a una campagna mediatica straordinaria, iniziata con il video promozionale insieme a Ronaldo, Mbappé, Messi e Vinícius Jr. e culminata con il trofeo gigante a New York”.

Le difficoltà, per un progetto così ambizioso, non sono mancate: “Le principali sfide sono state la stabilità del modello, per permettere a ogni bambino, e anche a diversi adulti, di costruire e poi sollevare la coppa come fanno i loro giocatori preferiti, e la fedeltà nella riproduzione di un oggetto dalla forma molto complessa e organica, ricco di dettagli iconici e texture difficili da ricreare con i mattoncini”.
Tra gli elementi di cui Christophe Vietti va più orgoglioso ce n’è uno nascosto all’interno della coppa: “La parte che mi è piaciuta di più progettare è stata la scenetta interna, che può essere rimossa dalla parte superiore del trofeo e che rappresenta un piccolo campo da calcio con il logo della Coppa del Mondo 2026 sullo sfondo e una minifigure LEGO che tiene in mano una mini coppa. Il mio dettaglio preferito è la presenza sia della testa di un bambino sia di quella di una bambina, così che chiunque possa identificarsi nel personaggio e celebrare la propria passione per il calcio”. Un’inclusività che, senza dubbio, è uno dei pilastri della nazione dove ora il giovane designer vive e lavora: la Danimarca. Il percorso che lo ha portato fino in Danimarca è iniziato proprio in Italia; dopo gli studi universitari, Vietti ha lavorato a Torino come fashion designer per Kappa, per poi trasferirsi a Strasburgo come freelance e sette anni fa è arrivata la chiamata di LEGO, che lo ha portato a Billund, la città dove è nata l’azienda: “La Danimarca è il posto perfetto per questo periodo della mia vita; ho due bambini piccoli e l’equilibrio tra lavoro e vita privata mi permette di trascorrere molto tempo con loro. Ad Aosta torno spesso per vedere amici e famiglia e, quando posso, per fare snowboard, ma, onestamente, non vedo nel mio futuro lavorativo un ritorno in Italia”.
Eppure è in Italia che tutto è cominciato, proprio con una passione coltivata da bambino: “Ero già un discreto costruttore – scherza il designer -, e ogni occasione, come un vaccino fatto, un bel voto a scuola, era buona per convincere i miei a regalarmi un set LEGO. Mai avrei immaginato che un mio progetto sarebbe finito al posto dell’albero di Natale in uno dei luoghi più iconici di New York e del mondo”.

