Thor ha cinque anni, è un lupo cecoslovacco e ha raggiunto insieme al suo proprietario, Carlo Costa, 32 anni, originario di Cuorgné, nel Canavese, 20 vette sopra i 4.000 metri. L’ultima è stata l’Alphubel, in Svizzera. Un percorso che potrebbe valere al cane il record europeo, e forse mondiale, per il maggior numero di 4.000 metri raggiunti.
Costa intende presentare la richiesta per il riconoscimento al Guinness World Records, ma il traguardo nasce soprattutto da una storia iniziata quasi per caso, cinque anni fa, quando Thor è entrato nella sua vita a soli due mesi e mezzo.
Dalla depressione alla montagna
“Torello”, come Carlo lo chiama affettuosamente, “è arrivato da me per caso, durante un brutto periodo”, racconta. Dopo aver contratto il Covid, Costa ha attraversato un periodo di depressione. Proprio in quella fase, mentre iniziava anche a vivere da solo, l’arrivo del cucciolo ha segnato un cambiamento nelle sue giornate e nelle sue abitudini.
“Non ero mai andato in montagna prima di Thor. È iniziato tutto con lui, anche per il tipo di cane che è. Aveva bisogno di fare parecchia attività all’aperto”.
Così, passo dopo passo, le escursioni sono diventate un percorso condiviso. Carlo e Thor hanno raggiunto vette in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Svizzera. In Valle d’Aosta hanno affrontato diversi 4.000 metri, tra cui il Gran Paradiso e la Punta Gnifetti, dove si trova la Capanna Margherita. Il Monte Bianco resta invece l’unica grande eccezione. Tra le prossime mete in programma ci sono anche le Dolomiti.
Ogni percorso viene studiato per Thor
Prima di affrontare una nuova vetta, Costa studia con attenzione il percorso, consultando tracce Gps, pagine dedicate alle escursioni in montagna e guide alpine. L’obiettivo non è soltanto capire se la salita sia tecnicamente possibile, ma soprattutto valutare se Thor possa affrontarla in sicurezza.
“Ogni cosa che fa Thor deve farla con le sue zampe”, sottolinea Costa. In alcuni casi, la coppia ha dovuto rinunciare e tornare indietro. È successo, per esempio, durante un tentativo sul Gemello del Breithorn, a causa della presenza di numerosi crepacci.
“Alle quote elevate non si va mai da soli”, precisa Costa, che ringrazia le persone che lo hanno sostenuto durante questo percorso e, in particolare, il duo di @walkingwolf_official, composto da Thomas Colussa e Numb, il cane lupo che per primo ha affrontato il Monte Bianco. “Sono i nostri maestri”, dice.
“La priorità è il benessere di Thor”
Le escursioni e le conquiste di Carlo e Thor vengono raccontate anche sulla pagina Instagram @6_zampe_in_montagna, dove la coppia condivide immagini e contenuti delle proprie esperienze in quota. L’impresa ha raccolto numerosi apprezzamenti, ma non sono mancate le critiche. Secondo Costa, alcune persone, comprese alcune guide alpine, non comprendono fino in fondo il senso del percorso intrapreso con Thor.
“Thor è un lupo cecoslovacco, una razza molto predisposta alla montagna. Può essere un’attività adatta a questi cani e un modo per creare un legame con l’animale”, spiega.
Il record, infatti, resta un obiettivo secondario. “Tutto quello che faccio lo faccio per il benessere di Thor. Quando è lassù è un altro cane. Le priorità sono la sua salute, il suo benessere e la sua sicurezza. Il record viene dopo”.
La stessa attenzione riguarda la libertà di movimento del cane durante le escursioni. Thor può muoversi liberamente quando le condizioni lo consentono, ma Costa valuta ogni volta i rischi legati al percorso e all’ambiente.
“Bisogna fare attenzione e valutare che i luoghi siano sicuri. Il cane deve avere la libertà di muoversi, ma senza rischiare di mettersi in pericolo”.
Ora la coppia presenterà la richiesta al Guinness World Records. Intanto, Carlo e Thor continuano a vivere la montagna come un percorso da affrontare insieme: vetta dopo vetta, con la sicurezza e il benessere del cane prima di ogni altro obiettivo.











