“Fulmini in linea retta”: musica e danza per curare la mente

I Tamtando, insieme a Gilson Silveira, saliranno sul palco del Teatro Giacosa di Aosta, sabato 11 giugno prossimo, per uno spettacolo proposto dagli ospiti del Centro Diurno, frequentato da persone in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale.
Società

Musica e danza per curare la mente, abbattere le barriere dei pregiudizi e azzerare le differenze. E’ questo l’obiettivo principale dello spettacolo che sabato 11 giugno, al Teatro Giacosa di Aosta (ingresso libero), concluderà il percorso musicale intrapreso durante l’anno dagli ospiti del Centro Diurno di Via Innocenzo V Papa ad Aosta, frequentato da persone in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale della Valle.

All’evento, organizzato dalla cooperativa sociale Arc en Ciel in collaborazione con l’assessorato alla Sanità, parteciperanno anche i Tamtando e Gilson Silveira, noto percussionista brasiliano, oltre ovviamente ai “Fulmini in linea retta”, cioè il gruppo di trenta percussionisti composto da educatrici, musicisti dilettanti e persone che frequentano proprio i Centri Diurni di Aosta e di Donnas.

“Vogliamo mescolare le carte – ha spiegato Marco Giovinazzo, percussionista dell’associazione culturale Tamtando – e far sì che il pubblico non riesca a far distinzioni tra educatori e “pazienti”: non ci saranno gruppi spalla e gruppi principali, ma suoneremo insieme proprio per promuovere l’integrazione e la partecipazione di tutti”.

“Questi centri – ha spiegato il responsabile della cooperativa, Salvo Collura – offrono la possibilità di non stare da soli di giorno, di pranzare in compagnia di altre persone, d’imparare a cucinare, di avere un aiuto nella ricerca di un lavoro, di occuparsi del benessere della propria persona, di gestire un orto, d’impratichirsi nell’utilizzo del computer, di fare volontariato a favore di famiglie bisognose, di visitare mostre, di partecipare ad iniziative culturali e di organizzare gite in Valle e fuori Valle”.

La cooperativa opera grazie ad una convenzione con l’Azienda USL, in stretta collaborazione con i medici, gli infermieri e gli educatori del Servizio di Salute Mentale, I Servizi Sociali Territoriali, il Centro per l’impiego, le famiglie.

“Si tratta di un’iniziativa importante – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche sociali, Albert Lanièce – che ha favorito l’integrazione sociale non solo tra persone con disturbi psichici ma in tutto il mondo della disabilità. Inoltre, stiamo cercando di fare un salto di qualità, passando da un centro diurno ad uno residenziale: in questo modo si favorisce il mantenimento della presa in carico da parte delle famiglie”.

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