Un fotoromanzo in francoprovenzale: perché no? Si tratta di un genere popolare tramontato da molti anni, ma che si presta ad essere recuperato con un’operazione "vintage", soprattutto se viene fatto in chiave ironica. I ragazzi delle compagnie teatrali La Pégna Rigolada e Lé Fripón sono stati felici di fare da cavie per il primo esperimento mai tentato in questo senso. Si chiama Dapertotte la pubblicazione edita dall’assessorato regionale all’istruzione e distribuita nelle biblioteche, nelle scuole, ma soprattutto in occasione di eventi legati al patois, come la recente Rencontre des petits patoisants, a Cogne. Le foto sono state scattate durante gli spettacoli delle compagnie.
“La Pégna Rigolada”, di Gignod, ha portato in scena “Le Barbyì de Couliye”, pièce ricca di colpi di scena che evoca, già dal titolo, il più noto barbiere di Siviglia, mentre la compagnia di Valtournenche “Lé Fripón”, con “Zou-Zou lo joueur dé cazoù”, ha inventato una fiaba moderna dai risvolti umoristici.
Questo è solo il primo numero: presto saranno le compagnie degli adulti ad animare le pagine di Dapertotte.


