Napolitano: “Dalla Valle d’Aosta grande identità autonomista e attaccamento allo Stato”

Sugli sviluppi per il futuro, il Presidente della Repubblica ha espresso “l’augurio che a livello nazionale cresca l’attenzione per le vostre peculiarità, identità ed esigenze di sviluppo”.
Politica, Società

“Se c’è una Regione che negli anni ha dimostrato di avere una grandissima identità autonomista e allo stesso un fortissimo attaccamento allo Stato, è la Valle d’Aosta”. Il Presidente della Repubblica ha iniziato così il suo discorso a Palazzo regionale, questo pomeriggio, di fronte alle autorità regionali.

Napolitano ha elogiato “la capacità dei valdostani di trasmettere dei valori alle giovani generazioni, fondamentale per ritrasmette un’identità storica, culturale e civile”.Il presidente ha poi affrontato il tema dell’autonomia, sostenendo “l’importanza dei decreti luogotenenziali del 1954”, definiti “una grande intuizione, con la nascita delle Regioni a Statuto speciale”.

Il Presidente ha inoltre ricordato l’importanza per la storia italiana non solo di Emile Chanoux ma anche Federico Chabod, al quale “siamo tutti debitori nel nostro percorso europeista”.

Tornando all’attualità, il Capo dello Stato ha poi focalizzato l’attenzione sulla necessità di “non esitare circa il dovere costituzionale di attuare il titolo quinto della Costituzione. E’ essenziale fare con serietà, ponderazione, equilibrio il pezzo di strada che manca per un assetto autonomistico e federalistico”.

In ogni caso, secondo Napolitano, la Valle d’Aosta “ha dimostrato grande ricchezza non solo culturale, ma anche creatività e originalità nel costruire modello di autonomia e di sviluppo: la nostra nazione è fatta di tante diversità e percorsi come questo, ma guai a contrapporre una parte del paese a un’altra, guai a contrapporre un’idea di autonomia e anche di ispirazione federalista all’esigenza di unità italiana”.

Sugli sviluppi per il futuro, il Presidente della Repubblica ha espresso “l’augurio che a livello nazionale cresca l’attenzione per le vostre peculiarità, identità ed esigenze di sviluppo”, prima di chiudere il suo intervento con un saluto in francese: “Mes voeux les plus sincères à vous tous”.

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