Continua la polemica sulla riorganizzazione interna dell’AUSL valdostana. CGIL, CISL, UIL e SAVT rispondono oggi con una nota congiunta all’Assessore Albert Lanièce, che in Consiglio regionale, lo scorso 21 settembre, in merito al mancato parere da parte dei sindacati sulle modifiche all’atto aziendale deliberato ad agosto dal Direttore Generale dell’azienda e poi dalla giunta regionale, aveva dichiarato che tutte le rappresentanze sindacali erano state sentite.
“Da parte aziendale – precisano in una nota le quattro sigle – non è mai giunta la richiesta formale di fornire un parere su tali modifiche”. Le riflessioni, quindi sono state affidate a una lettera, inviata dai sindacati all’assessore e alla direzione dell’AUSL, dalla quale emerge un parere fortemente negativo. “Il nostro parere è previsto da specifica legge regionale, chiediamo quindi di indicarci quali sono gli effetti concreti della sua mancata richiesta e se le modifiche apportate all’atto aziendale siano da ritenersi nulle”.
In particolare, entrando nel merito delle modifiche, i sindacati sottolineano la difficoltà nell’avvallare “l’ipotesi di un risparmio concreto dalla soppressione delle strutture complesse del 118, Anestesia e FPI, non avendo avuto un prospetto analitico” sul quale effettuare le valutazioni, e contestano la “creazione di due cabine di regia in ambito chirurgico, eccessiva per un ospedale di piccole-medie dimensioni come quello regionale”.
Inoltre, secondo le OO.SS., “lo sdoppiamento della struttura Personale, effettuata con un’altra modifica non inserita tra le quattro principali segnalate a maggio, andrà ad aggravare la già complessa situazione di gestione a più mani che è tipica solo dell’USL”.
Anche sulla questione dei precari, che non sanno se potranno continuare a lavorare nell’AUSL della Valle d’Aosta e “se mai potranno accedere ai concorsi di stabilizzazione promessi dall’Azienda entro fine anno”, i sindacati hanno espresso parere unanime sulla volontà di “eliminare al più presto tutti gli sprechi in essere e con i risparmi di gestione investire in politiche incentivanti del personale”.
