La notizia della riduzione ai trasferimenti per gli enti locali, annunciata martedì scorso dal Presidente Rollandin, durante una riunione al Celva, come riflesso agli ingenti tagli imposti dal Governo Berlusconi (che per la Valle d’Aosta l‘anno prossimo oscilleranno tra i 110 e i 140 milioni di euro), non è piaciuta ai vertici del Partito Democratico valdostano.
“Si comincia a parlare di ulteriori tagli ai comuni per circa 8 milioni di euro – ha commentato il segretario regionale del movimento, Raimondo Donzel – senza avere il quadro complessivo della manovra regionale. Siamo stupefatti che i sindaci possano dire di sì o di no ai nuovi tagli senza rendersi conto di come siano distribuiti i tagli nel complessivo bilancio regionale”.
Per il Partito Democratico, “non possiamo applicare in Valle d’Aosta lo stesso metro del Governo di destra, che ha realizzato pochi sacrifici a livello nazionale e ha scaricato molti costi sugli enti locali. Se crediamo nell’autonomia comunale, nel federalismo nella sussidiarietà non possiamo ridurre ulteriormente le risorse “certe” agli enti locali dei comuni valdostani che, ancorché piccoli, sono indispensabili e fanno fatica a garantire l’ordinaria amministrazione”.
Inoltre, per il segretario del PD, “i comuni sono obbligati a una gestione integrata dei servizi che può portare alla scomparsa di interi uffici sul territorio, senza che si sia pensato minimamente al riordino della gigantesca macchina amministrativa regionale”.
Per questo motivo, il partito chiede al Governo regionale “un piano di riorganizzazione del bilancio e dell’amministrazione regionale. Per quanto riguarda i tagli, prima di diminuire i fondi ai comuni, il Governo regionale attui i tagli ai compensi della Giunta e del Consiglio regionale”.
