Valle Virtuosa, già raccolte centinaia di firme per il referendum

Il Comitato ha 90 giorni per raggiungere le 5237 firme necessarie per portare i valdostani al voto. “Dalla prossima settimana distribuiremo i moduli in tutti i Comuni della Valle così chiunque potrà recarsi in municipio e appoggiare la nostra battaglia".
Conferenza stampa Valle Virtuosa
Politica, Società

Abbiamo iniziato con il piede giusto, ma un po’ per scaramanzia e un po’ per non condizionare il seguito dell’iniziativa, non vogliamo rivelare il numero delle firme raccolte durante la prima giornata di attività”.

Al di là delle cifre (si parla comunque di qualche centinaia di firme, probabilmente più di 500) è trapelata una buona dose di ottimismo dalle parole e dai sorrisi dei rappresentanti del Comitato Valle Virtuosa che nel tardo pomeriggio hanno lanciato ufficialmente la campagna di raccolta firme per il referendum propositivo contro i trattamenti a caldo nella gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta.

I primi banchetti sono spuntati domenica al Marché au Fort, a Bard, alla Sagra della Castagna di Donnas e a MeleVallée, ad Antey. “Dalla Bassa Valle abbiamo ricevuto una risposta molto positiva – ha commentato Manuela Bergamasco, consigliere comunale a Quart – a dimostrazione del fatto che il tema non sta a cuore soltanto ai cittadini della Plaine”.

Ora il Comitato ha 90 giorni per raggiungere le 5.237 firme necessarie ad avviare l’iter politico-amministrativo che potrebbe portare al voto i valdostani. “Dalla prossima settimana – ha aggiunto Jeanne Cheillon, rappresentante dei cittadini e in particolare delle famiglie con figli – distribuiremo i moduli in tutti i 74 Comuni della Valle, così chiunque potrà recarsi in municipio e appoggiare la nostra battaglia. E poi, vogliamo comunque portare un banchetto in ogni località”.

Inoltre, in questa fase Valle Virtuosa ha deciso di chiedere l’aiuto dei partiti. “Abbiamo inviato una lettera a tutte le segreterie – ha continuato Bergamasco – per chiedere un aiuto soprattutto di natura logistica e finanziaria, quando non d’intenti: siamo aperti a ogni sostegno, perché crediamo che il referendum propositivo sia uno strumento di democrazia trasversale”.

Durante l’incontro, si è discusso anche della recente presa di posizione della III Commissione consiliare, che da un lato ha lasciato aperta la porta a un confronto tra tecnici, respingendo dall’altro la richiesta di moratoria.

“Siamo in parte soddisfatti – ha concluso Paolo Meneghini, uno dei cittadini firmatari della petizione esaminata – ma prima di tutto vorremmo che fosse rispettata la normativa, e che quindi s’iniziasse seriamente a pensare a quel 65% di raccolta differenziata da raggiungere, secondo l’Unione Europea, entro il 31 dicembre 2012. Al momento la media valdostana si attesta al 41%: se fosse raccolto anche l’umido, si guadagnerebbe un ulteriore 20% e ci si avvicinerebbe all’obiettivo”.

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