Forze dell’ordine compatte contro i tagli del governo

“Vogliamo far conoscere ai cittadini la presa in giro che stiamo subendo da quando si è insediato il Governo: alle promesse mai mantenute di maggiori investimenti è seguito invece il blocco degli stipendi e un continuo attacco ai nostri diritti".
Protesta forze dell'ordine
Politica, Società

Tre miliardi di tagli in tre anni e per le forze dell’ordine è scattato l’allarme rosso: non ci sono più fondi per la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico. A segnalare la situazione difficoltà di tutto il comparto sono stati i sindacati della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, con il supporto del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco, che questa mattina si sono dati appuntamento in Piazza Chanoux ad Aosta per protestare contro le “continue sforbiciate del Governo”.

La protesta
In un primo momento, hanno spiegato le loro ragioni in una conferenza stampa al Caffè nazionale, per poi trasferirsi all’esterno per distribuire ai cittadini dei volantini, impaginati come obbligazioni, attraverso le quali si chiede una donazione al Fondo assistenza del Ministero dell’Interno, di almeno 1 euro, per l’acquisto della benzina.

“Più che una raccolta di fondi vera e propria – ha spiegato Massimo Denarier, segretario del SAP – si tratta di una provocazione, anche perché ormai l’unica arma a nostra disposizione è quella della protesta. Vogliamo far conoscere ai cittadini la presa in giro che stiamo subendo dall’aprile del 2008, cioè da quando si è insediato il Governo Berlusconi: alle promesse mai mantenute di maggiori investimenti per la sicurezza è seguito invece il blocco degli stipendi e un continuo attacco ai nostri diritti”.

I sindacati, portando avanti questa protesta in maniera compatta anche a livello nazionale, lamentano il “totale azzeramento anche delle risorse base, necessarie ad acquistare la benzina per far girare le auto delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico che garantiscono prima di tutto l’incolumità dei cittadini, ma anche il funzionamento della macchina giudiziaria: i processi si fermano se non possiamo garantire neanche i trasferimenti ai tribunali”. La soluzione, secondo il segretario regionale dell’UGL, Dimitri Calcagnile, è semplice: “Iniziamo a tagliare le auto blu e i privilegi della casta politica”.

La situazione in Valle
La situazione, a quanto pare, anche in Valle d’Aosta presenta diverse criticità. “Molti colleghi della Polizia di Frontiera attendono da oltre 5 anni il pagamento delle indennità di missione all’estero (Francia e Svizzera, ndr) – ha continuato Denarier – per un totale di circa 160 mila euro di arretrati. Stessa situazione anche per gli 80 poliziotti che da inizio 2011 stanno aspettando il versamento delle indennità di bilinguismo”.

A livello logistico e strutturale poi, i problemi sono tanti. “In Questura non abbiamo i soldi neanche per le pulizie degli uffici, che ognuno si gestisce praticamente da sé – ha concluso Denarier – così come non ci sono i fondi necessari per la manutenzione degli ascensori, uno dei quali è fermo da più di 8 mesi”. Difficoltà evidenziate anche da Giovanni Seghi, segretario regionale del SIULP. “Siamo costretti a centellinare anche la carta per stampare: utilizziamo ormai solo quella riciclata, tranne i casi in cui il protocollo richieda il foglio bianco”.

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