Con l’entrata in vigore del “Pacchetto Igiene”, le nuove norme in materia di sicurezza alimentare hanno cambiato le carte in tavola, individuando come primo responsabile della salubrità degli alimenti il produttore che dopo anni di “tutoraggio” da parte di medici, veterinari e vigili sanitari, si ritiene abbia ormai raggiunto le competenze necessarie per assumersi questa responsabilità.
La nuova normativa europea lo responsabilizza concedendogli maggiore iniziativa personale rispetto al passato e chiedendogli di adattare il suo sistema di produzione al fine di produrre un alimento sicuro.
Agli organi di controllo del Dipartimento di Prevenzione, invece, viene chiesto di vigilare sui produttori, per valutare se le misure adottate siano idonee e vengano attuate, verificando per mezzo di controlli ufficiali la loro efficacia.
“I cittadini – ha spiegato il direttore generale dell’Usl, Stefania Riccardi, illustrando i dati riguardanti l’attività dell’USL nel 2010 – sono sensibili a questo problema. Dietro alla sicurezza alimentare c’e’ un grande lavoro, con una catena di attori che tutela il settore sia nella parte sanitaria sia in quella veterinaria”.
Un grande lavoro svolto dalle strutture complesse di Igiene alimenti e nutrizione, Alimenti di origine animale, Sanità animale e Igiene allevamenti e produzione zootecniche.
I controlli in cifre
La prima, lo scorso anno ha effettuato 579 ispezioni. Di questi, 473 sono stati svolti nel campo della ristorazione (pubblica e collettiva), 60 nella distribuzione (dettaglio e ingrosso), 39 tra i produttori confezionatori e 7 tra i produttori primari. Sono state emesse 39 sanzioni e disposte 23 sospensioni temporanee delle attività. Nell’ambito dell’attività della struttura, sono anche state gestite 45 allerte con 111 sopralluoghi e sono stati controllati 925 campioni di acqua potabile (381 non conformi con 225 richieste di provvedimenti).
Per quanto riguarda invece la struttura complessa Alimenti di origine animale, sono state effettuate 2.247 ispezioni (17 produttori primari, 1.788 confezionatori, 104 distributori, 231 produttori che vendono al dettaglio). Le infrazioni rilevate sono state 17. Sono state anche gestite 22 allerte alimentari. Le ispezioni al macello hanno riguardato 8.401 bovini, 630 ovini e caprini, 131 suini.
Inoltre, sono stati compiuti campionamenti per il morbo della mucca pazza, blue tongue, tubercolosi, brucellosi, malattia vescicolare, peste suina, malattia di Aujeszky, oltre alla ricerca del parassita Trichina su suini macellati e su cinghiali cacciati. La struttura ha inflitto 25 sanzioni amministrative, per un totale di 66.934 euro, segnalato 10 notizie di reato, sequestrato 1.055 kg di salumi e 1.500 di prodotti lattiero-caseari.
La struttura complessa Igiene allevamenti e produzione zootecniche ha effettuato 184 ispezioni in aziende per la verifica del mantenimento dei requisiti igienico-sanitari per la produzione di latte e 78 per la verifica del corretto uso degli alimenti zootecnici, oltre a 325 controlli sull’etichettatura dei mangimi. Infine il Servizio veterinario di Sanità animale e sicurezza degli alimenti ha compiuto 73.969 ispezioni sui capi e 3.849 sulle aziende, con 2.439 disinfezioni ed elevando quattro sanzioni.
