Mentre da una parte Valle Virtuosa prosegue la raccolta delle firme per il referendum propositivo che mira a impedire la realizzazione e l’utilizzo nella nostra regione d’impianti a caldo per il trattamento dei rifiuti, dall’altra continua anche l’iter della gara d’appalto per la gestione degli stessi, servizio che comprende anche l’utilizzo del tanto discusso pirogassificatore.
In lizza per l’assegnazione è rimasto un solo raggruppamento d’imprese, rispetto ai due iniziali: la Commissione tecnica ha infatti ammesso il gruppo di società Noy Ambiente Spa; Rea Dalmine Spa; Valeco Spa; Gea Srl; Cogeis Spa; I.v.i.e.s. Spa, escludendo Aimeri Ambiente Srl e Sct Sorain Cecchini Tecno Srl per non avere tutti i requisiti tecnici ed economici richiesti.
La procedura prevede ora la valutazione dell’offerta tecnica riguardante il progetto degli impianti e dei servizi e la verifica dei requisiti minimi stabiliti dal capitolato speciale di appalto.
Approvata la risoluzione della maggioranza
L’argomento è approdato in aula questo pomeriggio e l’atmosfera si è scaldata subito (tanto che il vicepresidente Lanièce è riuscito con grande fatica a mantenere l’ordine tra i banchi del Consiglio), quando l’assemblea si è dovuta esprimere su due risoluzioni, presentate da maggioranza e opposizione.
Con 26 voti a favore e 7 contrari, è stata approvata la proposta dei Consiglieri di maggioranza della terza Commissione consiliare (Comé, Bieler, Prola, Tibaldi, Agostino), che accoglie una delle richieste avanzate dalla petizione proposta da Valle Virtuosa, cioè l’organizzazione di un confronto tecnico-scientifico tra esperti per comparare il sistema di trattamento a freddo dei rifiuti (Tmb) con quello a caldo (pirogassificazione).
L’assemblea ha invece respinto una risoluzione sullo stesso argomento, presentata da Alpe e Pd, che oltre ad accogliere la richiesta di confronto, invitava la Giunta regionale a non procedere all’aggiudicazione provvisoria dell’appalto.
Il dibattito
Dopo l’esposizione del Presidente della terza Commissione, Dario Comé (SA), diversi consiglieri hanno voluto dire la loro. Per la Capogruppo del PD, Carmela Fontana, "la scelta di bruciare o gassificare i rifiuti era, e rimane, una soluzione parziale in assenza di politiche forti”, mentre secondo Enrico Tibaldi (PdL) "la discarica è prossima alla saturazione ed è inevitabile che si proceda celermente all’individuazione di una soluzione”.
Pensiero condiviso anche da Leonardo La Torre (FA), secondo il quale “se non si procederà subito, contribuiremo ulteriormente a inquinare il nostro ambiente”. Un allarmismo che invece non ha convinto Raimondo Donzel (PD): “Gridare oggi all’emergenza – ha spiegato – non ci onora come classe politica, visto che l’emergenza se c’è è responsabilità dell’Amministrazione. L’atteggiamento giusto dovrebbe essere quello di fermare l’aggiudicazione della gara in attesa del confronto”. Inoltre, ha aggiunto Alberto Bertin (Alpe), "sarebbe stato più utile confrontarsi prima con la popolazione, perché questo è un settore delicato per il quale la partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale”.
L’Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena ha voluto invece ricordare che "il Consiglio, a larghissima maggioranza, si era espresso a favore del pirogassificatore. Noi crediamo che le decisioni assunte a suo tempo vadano nella giusta direzione e siamo disponibili a un confronto serio per dare una correttezza di informazioni di cui i cittadini sentono il bisogno”.
Un confronto che secondo Roberto Louvin (Alpe), “si propone come un’impegnativa leggera, quasi a volersi togliere un dente che duole, ma che si disattende nella sostanza a quanto richiesto dalla petizione, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di moratoria del bando di gara che noi invece riteniamo necessaria."
L’ultima parola, è spettata al Presidente della Regione, Augusto Rollandin: “Si tratta dell’ennesimo invito a non procedere ma noi siamo convinti della bontà delle nostre scelte e quindi non possiamo che respingere questa richiesta”.


