Aumentano i donatori di sangue in Valle d’Aosta

In controtendenza la città di Aosta, dove si registrano soltanto 700 donatori. “Nei comuni più piccoli funziona bene il passaparola, mentre per il capoluogo ci stiamo attivando per sensibilizzare maggiormente i giovani,con iniziative mirate nelle scuole".
Giornata Mondiale del Donatore di Sangue
Società

“Ogni donatore è un eroe”. E’ questo lo slogan scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per celebrare quest’anno la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. In Valle d’Aosta, nel 2011, gli “eroi” sono stati 3723, una cifra che negli ultimi cinque anni è aumentata di ben mille unità. A fornire un quadro sulla situazione regionale sono stati questa mattina dall’Assessore alla sanità Albert Lanièce, dal responsabile del Servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Ospedale Parini, Pierluigi Berti, e dal presidente dell’AVIS regionale, Giancarlo Civiero.

“Nel dettaglio – ha spiegato Berti – il totale dei donatori, rispetto al 2010 (3679), è aumentato di 53 unità. Si tratta di volontari periodici (3497 sul totale), anonimi e non remunerati, con un’età media che si aggira sui 41 anni. Nel complesso sono numeri importanti, che collocano la Valle d’Aosta al primo posto per invio di plasma all’industria e al terzo posto in Italia per donazioni ogni mille abitanti (dietro soltanto a Friuli ed Emilia Romagna) e che garantiscono non solo l’autosufficienza regionale, ma che allo stesso tempo concorrono a quella nazionale”.

Già, perché se il fabbisogno locale è soddisfatto, ciò che avanza viene inviato a chi invece non riesce a far fronte alle necessità. “Lo scorso anno abbiamo raccolto qualcosa come 8700 sacche di sangue – ha continuato Civiero – utilizzandone soltanto 6100: il resto è stato spedito in Sardegna, che è la Regione con la più alta richiesta”.

“In ogni caso – ha aggiunto Lanièce – puntiamo a mantenere la raccolta di plasma a livelli adeguati anche perché i dati segnalano, a livello locale, una crescente necessità di albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione”. In particolare, amministrazione, enti e associazioni dovranno lavorare sulla città di Aosta, territorio dove si registrano soltanto 700 donatori. “Nei comuni più piccoli funziona bene il passaparola – ha concluso Civiero – mentre per il capoluogo ci stiamo attivando per sensibilizzare maggiormente i giovani, con iniziative mirate nelle scuole.”

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