I dipendenti dell’Inps e dell’ex Inpdap hanno dichiarato lo stato di agitazione. La protesta arriva dopo l’emazione del Ddl Stabilità che prevede il taglio di 300 milioni di euro alle risorse destinate alla contrattazione integrativa (c.d. Progetti speciali).
"Verrebbe così a mancare – si legge in una nota – il finanziamento di attività lavorative che sono già state in buona parte svolte dalle lavoratrici e dai lavoratori. Tali attività hanno consentito di mantenere gli standard di produttività dell’Ente, garantendo conseguentemente il mantenimento del livello di qualità dei relativi servizi resi ai cittadini." Inoltre denunciano i sindacati il decreto sulla Spending review mette a rischio circa 4000 posti di lavoro.
Oltre allo stato di agitazione, i sindacati annunciano l’astensione dei dipendenti dallo svolgimento delle mansioni superiori per i lavoratori appartenenti alle aree A e B e l’indizione di assemblee settimanali fino alla fine dell’anno (o comunque alla diversa data in cui le problematiche dovessero essere risolte) che potrebbero portare all’interruzione temporanea dei servizi.
Per i Sindacati "è improcrastinabile – si legge nella nota – provvedere a sensibilizzare il Governo nazionale e regionale sulla necessità, PRIMA di proseguire nell’applicazione indiscriminata di tagli lineari, a provvedere, con il doveroso senso civico richiedibile soprattutto a livello politico, ad eliminare gli sprechi posti in essere a qualunque livello, facendosi parti attive nella segnalazione degli stessi".
