“A differenza di Ingroia io sono contento di essere in Valle d’Aosta, uno dei paradisi dell’Europa”. Il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri ha battezzato ieri sera, al Jardin de l’Ange di Courmayeur, la campagna elettorale del Pdl valdostano.
“La mia presenza qui a sostegno della vostra campagna elettorale non è casuale – ha spiegato Gasparri – ma è frutto di una lunga collaborazione di cui sono stato protagonista come capogruppo al Senato nella scorsa legislatura. Ho sempre dato ascolto alle esigenze di questo territorio e continuerò ad agire vicino a voi quando saremo al governo di questa regione.”
Prima di salire a Courmayeur, Gasparri accompagnato dal neo europarlamentare del Pdl, Fabrizio Bertot, ha avuto modo di ascoltare dai protagonisti del mondo economico e produttivo valdostano i problemi valdostani, primo fra tutti, quello dei trasporti. Al Jardin de l’Ange il vice presidente del Senato ha, quindi, annunciato di aver contattato, dopo gli incontri del pomeriggio, il neo ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi “per poter dare corso alle intese che il presidente Berlusconi aveva sottoscritto”.
Sull’autonomia Gasparri ha voluto poi sgomberare il campo da dubbi. “Il popolo della libertà non mette assolutamente in discussione le prerogative dell’autonomia speciale della Valle d’Aosta. Qualcuno però oggi si illude che in un mondo globale alcune norme siano sufficienti da sole a garantire benessere e sviluppo. Bisogna invece rimboccarsi le maniche e valorizzare quanto c’è di positivo, soprattutto nelle potenzialità turistiche ma farlo anche con le infrastrutture, con un accesso più facile a questa realtà”.
E sulla presenza del Pdl nel governo regionale, Gasparri ha parlato di “contributo prezioso e generoso. Non abbiamo offerto impegno in cambio di qualche posto di potere ma abbiamo lavorato al servizio della popolazione della Valle e continueremo a farlo per impedire che vi sia la sinistra al governo. "
Spazio negli interventi di Alberto Zucchi e Massimo Lattanzi agli 8 punti del programma del Pdl valdostano, fra cui spicca l’elezione diretta del Presidente della Regione. "“Lo Statuto di autonomia – ha sottolineato il vice presidente del Senato – in questo caso non deve essere un motivo di ritardo ma semmai un motivo di progresso".

