Dopo il passaggio in IV Commissione Consiliare sono state approvate questo pomeriggio all’unanimità dal Consiglio Comunale di Aosta le modifiche che disciplinano le agevolazioni Tasi e Tari previste per l’anno 2014.
Cambia di fatto la normativa nazionale e il Comune di Aosta tenta di correre ai ripari modificando la sua stessa deliberazione emanata il 25 febbraio 2014. A illustrare la proposta di modifica è Lorella Zani, consigliera in quota Union Valdôtaine: “Fino ad ora l’accesso alle agevolazioni sulle tariffe si basava sugli indicatori regionali Irsee. Da febbraio si deve utilizzare però l’indicatore Isee che entrerà in vigore a giugno. Il nuovo modello Isee ha inserito parecchie novità per evitare possibili abusi: da quest’anno non ci sarà più infatti una ampia possibilità di autocertificazione, che verrà utilizzata solo per una parte dei dati, mentre la parte fiscale verrà compilata direttamente dall’amministrazione per ridurre gli accessi indebiti. Nel conteggio del reddito saranno inclusi inoltre anche i regimi sostitutivi a titolo d’imposta e i redditi per gli immobili non locati. L’indicatore Irsee è superato da nuove disposizione, ma i suoi tempi di utilizzo non saranno così immediati, come sostengono anche i CAF, e questa delibera propone che i criteri di accesso 2014 siano regolati attraverso il rapporto del numero che compone il nucleo familiare e legato al suo reddito”.
Reddito quindi come indicatore sostitutivo, prima dell’effettivo utilizzo dei nuovi Isee, individuato come quello più credibile per regolamentare le agevolazioni: “La ‘ratio’ di fondo di questa delibera – spiega in conclusione l’Assessore comunale alle Finanze Carlo Marzi – è legata al rincorrersi delle normative nazionali. Avremmo potuto considerare Isee Irsee solo per una parte del tributo ma gli sgravi fiscali si applicano anche alla Tari. Il parametro di riferimento sarebbe stato diverso tra Isee e Irse. E le sigle sindacali stesse ci hanno sollecitato al non utilizzo dell’Irsee quest’anno visti tutti i cambiamenti in corso d’opera che si accavallano”.
