Crisi politica: maggioranza e opposizione compatte sulle proprie posizioni, e lo stallo continua

Pomeriggio di riunioni a Palazzo regionale, la maggioranza si ricompatta e la minoranza chiude la porta: "Non siamo sul mercato delle poltrone".
Consiglio regionale del 23 aprile 2014
Politica

Nulla si muove. Lo “stallo alpino” che sta inchiodando la politica regionale da quasi quaranta giorni non accenna a sbloccarsi, né le posizioni dei contendenti ad ammorbidirsi.

Nel pomeriggio di oggi infatti si sono riuniti a Palazzo regionale sia i consiglieri della maggioranza che quelli dell’opposizione, ribadendo la compattezza dei rispettivi schieramenti.

Nessuna apertura e tutte le bocche rigorosamente cucite mentre la minoranza, che nel frattempo ha deciso di non rilasciare più dichiarazioni ai giornali, ha emanato un comunicato stampa che lascia pochi dubbi. I 17 infatti “ribadiscono di non essere sul mercato delle poltrone e – si legge nella nota congiunta – invitano chi tenta disperatamente di mantenere il proprio potere ormai perduto ammiccando a qualche singolo Consigliere di opposizione, a non perdere tempo invano”.
Una chiusura che va in una direzione sola, quella che vede cioè nel documento ‘Renaissance valdôtaine’ l’unica possibilità per superare l’impasse politico e denuncia “gli attacchi e l’aggressività dell’Union Valdôtaine, aggressività derivante probabilmente dal timore di un ritorno anticipato alle urne e ricordano che ad oggi esiste ancora una soluzione immediata a questo stallo rappresentata dal documento della ‘Renaissance valdôtaine’, progetto politico aperto al confronto che avanza una serie di proposte e di soluzioni concrete per contrastare la crisi politica, economica e occupazionale che vive oggi la Valle d’Aosta".

Una crisi che, secondo i diciassette, ha un solo colpevole e “nasce dal fallimento politico e dalle pesanti responsabilità dell’ex Presidente Rollandin il quale, mai dimessosi malgrado i proclami, continua di fatto ad occupare con arroganza e spregiudicatezza le istituzioni dimenticandosi di non essere più numericamente in grado di garantire la governabilità, paralizzando in questo modo l’azione amministrativa”.

Una garanzia di compattezza che potrebbe avere però anche un secondo fine, quello cioè di mettere definitivamente a tacere le voci su possibili sponde in Alpe ad un governo regionale affidato ad Antonio Fosson.

Nessuna dichiarazione, o quasi, neanche dalla maggioranza: “Ci siamo confrontati con i colleghi di maggioranza – spiega il Capogruppo di Stella Alpina Stefano Borrello – ed il mio movimento ha comunicato che ha convocato per oggi stesso la Direzione ed il Coordinamento per trovare una soluzione, in primis, con questa maggioranza”.
Dichiarazione che diverge invece con quella rilasciata, evitando gli appostamenti dei cronisti, proprio da Antonio Fosson che si lascia sfuggire un “Si è deciso di aprire un dialogo con la ‘Renaissance’” che però non trova conferme né smentite in nessuno degli altri consiglieri di maggioranza.

Lo ‘stallo alpino’ quindi continua, così come il muro contro muro politico delle parti in gioco. L’unica intesa raggiunta per ora, questa sì larghissima e addirittura totalmente bipartisan, è quella delle bocche cucite. 

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