ISIP: proclamato lo stato di agitazione. Che ne sarà della sede di Viale Federico Chabod

Conoscere dove saranno dislocate le classi dell’Istituto nel prossimo anno scolastico, sia per dare risposte esaurienti e credibili agli alunni attualmente iscritti e alle loro famiglie, sia per procedere ad una...
Società

Conoscere dove saranno dislocate le classi dell’Istituto nel prossimo anno scolastico, sia per dare risposte esaurienti e credibili agli alunni attualmente iscritti e alle loro famiglie, sia per procedere ad una seria attività di orientamento nelle scuole medie a partire dal mese di novembre; mantenere il più possibile l’unitarietà dell’Istituzione scolastica e conoscere il piano di intervento sull’attuale struttura (ristrutturazione? demolizione e successiva ricostruzione?) e i tempi di realizzazione.
Sono queste le richieste emerse dall’Assemblea sindacale unitaria dell’ISIP di Aosta che venerdì scorso 28 settembre, ha proclamato lo stato di agitazione all’interno dell’Istituzione Scolastica di Istruzione Professionale di Aosta a seguito della situazione di disagio conseguente alla chiusura della sede di viale Federico Chabod. Le motivazioni sono diverse. Prima di tutto vengono considerati poco chiari i motivi che hanno portato in maniera tanto imprevista alla chiusura della scuola, considerate le numerose perizie effettuate ripetutamente negli anni e i lavori compiuti sui pilastri portanti nel corso degli ultimi sei mesi.

L’edificio di Viale F.Chabod è stato infatti chiuso per l’anno scolastico in corso dopo gli esiti di monitoraggi e analisi sulla struttura che hanno messo in evidenza problemi strutturali a pilastri e murature, originati a seguito della scossa sismica di magnetudo 2.5 della scala Richter verificatasi il 31 marzo scorso. Oggi i 663 alunni dell’ISIP sono dislocati su tre sedi: sede di Place Soldats de la Neige (indirizzo turistico, aziendale, sociale, percorsi integrati e corsi serali) presso l’ITC Manzetti (indirizzo elettrico-elettronico) e presso il Centro di Alta Formazione di Corso Padre Lorenzo (sezioni meccaniche e legno).

Gli insegnanti si dicono disposti ad operare in situazione di emergenza limitatamente all’anno scolastico in corso, in attesa di precisi impegni da parte dell’Amministrazione regionale.
L’attuazione improvvisa del provvedimento – scrivono in una nota i rappresentanti dell’assemblea sindacale unitaria – certamente legittimo a garanzia della sicurezza degli allievi e del personale, e il clima di emergenza in cui tutte le componenti della scuola si sono trovate ad operare sembrano sottolineare la mancanza di una seria programmazione degli interventi di ristrutturazione e di adeguamento delle scuole superiori di Aosta, considerata l’assenza di una struttura scolastica che, transitoriamente, possa accogliere in maniera adeguata un intero istituto”.
Le RSU tuttavia riconoscono all’Amministrazione di aver proceduto con efficacia alla sopravvenuta emergenza e di aver informato gli allievi con incontri nelle classi oltre che l’enorme lavoro del Dirigente e dei suoi collaboratori, del personale di segreteria, del personale ausiliario e di molti docenti, senza l’impegno dei quali non sarebbe stato possibile un regolare avvio dell’anno scolastico.

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