E’ valdostana la prima assoluta de “Una stagione informale. Capolavori della Collezione Reverberi”

Una delle più ampie collezioni private di arte informale si svela in prima assoluta grazie all’iniziativa dell’Assessorato regionale alla Cultura che è riuscito a rendere pubblica una collezione sino ad ora concessa solo all’ammirazione di pochi.
Karel Appel
Cultura

E’ in assoluta una delle più ampie collezioni private di arte informale e fino ad oggi sono stati solo pochi intimi amici della famiglia Reverberi a goderne. Ora invece grazie al progetto espositivo dell’Assessorato regionale alla Cultura i capolavori di tale collezione si aprono al pubblico per la mostra dal titolo “Una stagione informale. Capolavori della Collezione Reverberi” che sarà inaugurata venerdì 20 giugno, alle ore 16 al Museo Archeologico Regionale di Aosta. In esposizione fino al 26 ottobre 2014 c’è la travolgente passione di Gian Piero Reverberi per l’arte, una passione che nel tempo ha messo insieme tante opere e capolavori internazionali.

Il nome del musicista, arrangiatore e produttore Gian Piero Reverberi è noto in campo musicale perché alla sua firma si devono alcuni tra i maggiori successi di cantautori italiani e non, come Gino Paoli, Luigi Tenco, Fabrizio De André, New Trolls, Lucio Battisti, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Paul Anka, Patty Pravo e Sergio Endrigo, oltre che fondatore del gruppo Rondò Veneziano. Stessa inarrestabile passione ebbe per l’arte e oggi la famiglia gestisce e incrementa la sua collezione, costituita nell’arco di circa tre decenni, con un’attenzione particolare per la pittura informale. Su questa declinazione si sono concentrati i curatori della mostra, Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini, che hanno selezionato per l’occasione circa novanta opere di 58 artisti tra le oltre 300 raccolte da Gian Piero Reverberi. La “Stagione Informale” presenta così ad Aosta opere di Burri, Fautrier, Afro, Perilli, Santomaso, Marfaing, Appel, Jorn, Dorazio, Olivieri, Bargoni, Lindstrom, Shiraga, Manzoni, Schumacher, Nitsch, De Maria, Francis, Hartung e altri, grazie alle quali il progetto espositivo riesce a offrire uno spaccato di altissimo livello italiano, europeo ma anche internazionale.

Nata nel decennio tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta, l’arte informale si pone è posta infatti sin dagli esordi in contrapposizione con tutto ciò che, in qualche modo, può essere riconducibile ad una forma, sia questa figurativa o anche puramente astratta. Il concetto di "informale" in particolare racchiude in sé il disagio di coloro che uscivano della Seconda Guerra mondiale. Disagio che si è concretizzato nella perdita di fiducia nella razionalità, nel dialogo e in ogni forma di conoscenza, arrivando quindi al rifiuto di qualsiasi forma logica, all’interno di un contesto artistico.

“Si tratta di proseguire un approfondimento sulle importanti correnti artistiche e pittoriche del ‘900 – commenta Daria Jorioz, Dirigente Attività espositive Regione Valle d’Aosta – quindi non si tratta di una scelta di controtendenza ma piuttosto di proseguimento, perché se l’anno scorso abbiamo fatto una mostra dedicata a Renato Guttuso, che è un esponente del realismo e della figura, allo stesso modo ci sono altre correnti di altri pittori molto importanti nella seconda metà del ‘900 e l’informale è una di questa”. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano e francese pubblicato da Silvana Editoriale con i testi di Beatrice Buscaroli, Bruno Bandini, Gian Piero Reverberi e Daria Jorioz 

Per ulteriori informazioni: www.regione.vda.it 

 

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