Mense comunali: “Vivenda rispetti il Contratto Nazionale di Lavoro”

Il Consiglio comunale dei Aosta approva una mozione che chiede di tenere alta l'attenzione sul rispetto del Contratto Nazionale da parte di Vivenda. Paron: "Sulle scelte aziendali purtroppo non possiamo interferire, ma sul principio etico sì".
Il Consiglio Comunale
Politica

Vivenda, l’azienda che si occupa del servizio mense ad Aosta, torna ancora ad accendere la discussione in Consiglio comunale. A far discutere questa volta è una mozione firmata dal consigliere Vincenzo Caminiti di Stella Alpina e da Aldo di Marco dell’Union Valdôtaine che punta dritta ad un questione lavorativa, oltre che sui soliti disservizi già segnalati all’assemblea e alle commissioni.

Il nodo della questione è il non rispetto, da parte di Vivenda, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro: “Sulle criticità del servizio – spiega Caminiti illustrando la mozione – il Consiglio è già stato messo a conoscenza sia dai rilievi della minoranza che da quelli della maggioranza. Per la scadenza dell’appalto, fissata al 30 giugno, dobbiamo chiedere che l’azienda rispetti il CCNL in vigore, altrimenti l’amministrazione avvalliamo il fatto che si possa non rispettare”.

La mozione si riferisce al fatto che il Contratto Nazionale abbia individuato in 15 il minimo di ore settimanale per i dipendenti part-time, un minimo secondo i consiglieri non rispettato dall’azienda: “Il mancato rispetto dell’orario minimo di lavoro previsto dal CCNL – si legge nella mozione – mortifica i lavoratori con conseguente ricaduta negativa sul servizio erogato agli utenti delle mense. Tale difformità non rappresenta solo una questione giuridica, ma implica l’inidoneità del servizio, in quanto l’orario di lavoro assegnato alle singole lavoratrici si rivela insufficiente per espletare l’erogazione dei pasti ed un servizio accettabile dagli utilizzatori delle mense”.

In risposta l’Assessore all’Istruzione Andrea Edoardo Paron, che ammette un limite del raggio d’azione amministrativo ma si impegna nel ‘forcing’ su Vivenda: “La mozione è accoglibile perché impegna al rispetto delle leggi – spiega – e dove possibile il Comune di Aosta ha fatto la sua parte. È opportuno che il Comune di Aosta possa essere ancora più incisivo nel rispetto delle regole, dato che eroga servizi, ma il rispetto del contratto è delle aziende, e non solo sulle refezioni. Noi siamo chiamati a far rispettare le norme contrattuali ma il problema dell’aggiunta di ore di servizio nei fatti non è nostra”.

Il ‘fuoco’ del problema però è un altro ed il rinnovo della convenzione con Vivenda passa tutto da qui: “Le parole dell’assessore ci confortano – spiega Salvatore Luberto del Gruppo misto – ma si rinnova questa convenzione? Nel momento di un rinnovo per necessità il Comune deve esercitare il suo potere contrattuale e nel rinnovo dobbiamo parlare del fatto che questi problemi si superino”.

Voto favorevole annunciato da tutto il Consiglio, puntando proprio sulla ‘moral suasion’ sul rispetto delle regole da parte di Vivenda: “L’Amministrazione deve fare una ‘pressione morale’ – spiega Carlo Curtaz di Alpe – affinché l’azienda rispetti i diritti dei lavoratori. Il Comune dovrà prendere contatto con Vivenda e chiederle di attenersi alle leggi e di rispettare il contratto di lavoro”.

“A volte con l’azienda è difficile anche interloquire – conclude l’Assessore Paron – ma il nostro obiettivo è quello di tenere sempre sotto pressione l’azienda. Sulle scelte aziendali purtroppo non possiamo interferire, ma sul principio etico sì perché ci vanno di mezzo i nostri cittadini ed è importante che tutti trovino soddisfazione sia nel servizio che lavorandovi all’interno, ed è ciò che ci siamo prefissati”.
 

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