Feste in piscina, tornano le polemiche

Ad un anno di distanza la prima festa organizzata alla piscina scoperta giovedì 12 giugno alza un polverone su volumi e orari. A chiederne conto un'interrogazione firmata dai consiglieri di Alpe.
Il Consigliere Alpe Gianpaolo Fedi
Politica

Torna l’estate e tornano le polemiche sulle feste alla piscina scoperta di Aosta.
Come l’anno scorso la prima festa organizzata in piscina, quella di giovedì 12 giugno, alza un polverone che arriva dritto in Consiglio Comunale.

E come lo scorso anno è un’interrogazione del gruppo Alpe a chiedere conto sia dei limiti orari che di quelli di decibel della musica: “Il problema – spiega il consigliere Gianpaolo Fedi – è nuovamente emerso con la prima di queste feste organizzate, e attraverso moltissime segnalazioni dei cittadini. Il Comune ha un piano acustico e vorremmo sapere se ci siano state delle deroghe continuative e senza vincoli di orari. Noi capiamo la vocazione di città turistica ma vorremmo sapere anzitutto quante siano serate programmate nel corso dell’estate, quali soggetti e società abbiano fatto richiesta per questi eventi, quali siano i volumi autorizzati e gli orari decisi per la chiusura”.

A stretto giro arriva la risposta dell’Assessore al Turismo Patrizia Carradore: “Le serate calendarizzate sono quattro, su oltre 100 giorni di apertura della struttura, ed il soggetto autorizzato è sempre la cooperativa Regisport, che ha regolarmente presentato la domanda. Il volume decibel prevede l’autorizzazione nel rispetto della valutazione impatto acustico e previo parere positivo dell’Arpa: ovvero il rispetto di non riprodurre musica a piena potenza per oltre cinque ore in orario notturno, ed è previsto che i gestori controllino il livello di diffusione sonora. Gli Uffici hanno già predisposto la misurazione di livello di emissione sonora durante la prima serata i cui risultati devono pervenire. Da parere Arpa le serate devono inoltre svolgersi a partire dalle 19 e fino, al massimo alle 3 del mattino. L’organizzazione si è già resa disponibile a contenere le serate e ad abbassare il volume dopo la mezzanotte”.

Spazio poi ad una considerazione, sulla falsariga di quella che la stessa Carradore ha rilasciato lo scorso anno: “Aosta ha vocazione turistica che però deve essere più condivisa, soprattutto su eventi che attraggono anche turisti e non solo gente dal territorio”.

Una risposta che lascia comunque scettica la minoranza: “Il problema permane – conclude Fedi – ed il riposo notturno è qualcosa di estremamente delicato. È possibile cercare di proporre limitazioni ai volumi e agli orari non solo chiedendo un ‘favore’ a chi gestisce le attività ma anche in maniera più esplicita, sin dall’atto di autorizzazione”. 

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