“Ciò che fa l’originalità di un uomo è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono”. L’uomo originale descritto dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche non conosceva però Google e i social network. Nell’agorà 2.0, grazie ad un po’ di pazienza e alcuni link per addetti ai lavori, è possibile facilmente verificare l’originalità di un testo, una fotografia o una grafica. E quando a finire sotto i riflettori è una locandina realizzata per una grossa manifestazione regionale, la Saison Culturelle nel caso specifico, la polemica si alimenta altrettanto facilmente.
Il progetto scelto dalla Regione, con una gara d’appalto e una giuria composta da Elmo Domanine, Isabelle Godecharles, Emanuela Lagnier e i due esperti Christine Valeton e Alberto Bonetti, è stata realizzata dalla 3bite di Aosta. Per la realizzazione grafica dell’opuscolo generale, contenente il programma della manifestazione, del manifesto contenente l’intero calendario e dei singoli manifesti la Giunta regionale ha deliberato una spesa di 14mila euro.
La locandina raffigura un uomo con il volto interamente coperto da un "grappolo" di palloncini. Lo slogan scelto è "Trent’anni e non sentirli", in omaggio ai tre decenni di vita della manifestazione. Un’immagine che a molti ha dato la sensazione di "déjà vu", confermata dal sito internet satirico zentabaga.com, che l’ha scovata all’interno di un portale online (shutterstock.com) che ospita oltre 40 milioni tra foto, video e tracce audio utilizzabili previo pagamento. L’immagine "a-man-holding-a-balloon" corrisponde a quella utilizzata per la locandina, con la differenza che il palloncino è uno solo, ed è scaricabile in alta risoluzione al costo di 15 euro.
Anche l’idea stessa di utilizzare una persona il cui volto è celato da alcuni oggetti è qualcosa di già visto online, in occasione di un’altra rassegna culturale: in questo caso al posto dei pallonicini sono stati utilizzati un violino, una maschera teatrale, un pennello, un ciak e un mazzo di fiori. Per trovarla basta digitare "saison culturelle" sulla ricerca per immagini di google: è il primo risultato.
Insomma, gli ingredienti per una polemica ci sono tutti. “Da tempo non partecipo più al bando per la realizzazione di un progetto grafico-pubblicitario per la Saison culturelle – dice la grafica Genny Perron, coinvolta in una discussione su facebook – anche perché vincono sempre più stessi personaggi. Il problema comunque è a monte ovvero nella giuria tecnica che tecnica non è. Se devo essere infatti giudicata sul mio lavoro vorrei che lo facesse qualcuno con delle competenze altrimenti possono tornare a fare come si faceva anni fa, ovvero affidare il progetto grafico a rotazione evitando così di far perdere del tempo a chi partecipa”.
Sulla stessa linea Davide Bongiovanni. “Io non critico chi ha presentato quel lavoro, avrebbero potuto presentare anche una banana, critico chi l’ha fatto vincere perché hanno decretato che non esiste più un criterio, ridicolizzando la Saison. Una giuria seria dopo aver decretato un vincitore dovrebbe, prima di annunciarlo, fare un minimo di ricerca per capire ad esempio se il progetto è originale”. Bongiovanni, arrivato secondo quest’anno al concorso, non risparmia critiche al manifesto. “I palloncini vanno bene per il luna park”.
Ha preferito invece non rilasciare commenti Piefrancesco Grizi, altro partecipante al bando di quest’anno, così come anche Thomas Linty, di Metro Studio, che si è limitato a constatare che "la giuria ha fatto le proprie valutazioni, noi abbiamo accettato serenamente il loro verdetto". Sulla stessa linea anche Tullio Macioce, vincitore in ben tre occasioni negli ultimi anni. "Non ho visto gli altri manifesti e quindi non posso giudicare il caso specifico: di sicuro però si può riflettere sul fatto che l’avvento del digitale ha generato un appiattimento generale dei lavori grafici, diventati ormai un’attività ‘combinatoria’ più che artistica". Tagliente invece Caterina Di Iulio, grafica, anche lei in lizza con un progetto. "Giusto per essere chiari – scrive su facebook – a scattare quella foto ci volevano cinque minuti, ma se sei già sicuro di vincere, chi te lo fa fare di impegnarti e sprecare energie?".


