Un aumento a regime di di 85 euro, il contratto a tempo determinato per il sostegno all’occupazione e una reale semplificazione nella flessibilità della distribuzione dell’orario. Sono alcune delle novità contenute nel nuovo contratto di lavoro commercio e servizi, valido fino al 31 dicembre 2017.
Nei periodi di picco di lavoro le imprese potranno chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in più senza che il via libera del sindacato né del lavoratore stesso e senza che si paghi lo straordinario. Le ore in più lavorate saranno recuperate durante l’anno ma in periodi che per l’azienda sono meno impegnativi.
L’intesa prevede anche norme sul sotto inquadramento nel caso di assunzione di persone ‘deboli’ come i disoccupati o coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con un sotto inquadramento di due livelli e 6 mesi con un sotto inquadramento di un livello. Il sotto inquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Fino al 31 marzo prosegue la vigenza del vecchio contratto (teoricamente doveva scadere a fine 2013) ma per il 2014 e i primi tre mesi del 2015 non sono previste ‘una tantum’.
