Mentre la finanziaria 2015/2017 ed il bilancio regionale previsionale per lo stesso triennio passano – quasi – indenni dal tritacarne dell’assemblea dei sindaci (il primo con 39 voti favorevoli, 6 contrari e 17 astenuti, dopo una votazione ripetuta due volte per discrepanza tra il numero dei voti e il numero dei presenti, e il secondo con 46 favorevoli, 13 astenuti e un solo voto contrario), gli Enti Locali rispediscono al mittente l’autoemendamento illustrato direttamente dal Presidente della Regione Augusto Rollandin al bilancio triennale che sbarcherà a breve in Consiglio Valle.
Non vanno proprio giù agli amministratori quei 7 milioni di euro, avanzo di amministrazione dei comuni che non rientrano nel Patto di Stabilità, che dovranno essere spesi prima di poter accedere a nuovi finanziamenti. Rollandin è chiaro nella sua disamina: “Il risultante dell’avanzo 2013 dei comuni – ha spiegato – porta a dire che abbiamo 54 milioni di avanzo globale, tra i fondi non impegnati e quelli vincolati. Non c’è ad oggi un Comune senza avanzo d’amministrazione, e i fondi non vincolati tra tutti i comuni sono pari a 7 milioni per i 41 comuni fuori dal Patto e 34 fra tutti. Prima di mettere a disposizione nuovi fondi abbiamo predisposto che vengano utilizzati fondi di avanzo amministrativo”. Fondi che, nei piani regionali, resteranno a disposizione degli Enti Locali e che verrebbero risparmiati dalla Regione ma che, a detta dei Sindaci, impedirebbero alle amministrazioni di chiudere i propri bilanci.
Emendamento stroncato in modo inequivocabile dal voto dell’Assemblea, dopo un’animata discussione e qualche momento di confusione con 23 astenuti e 28 voti contrari.
La situazione resta comunque molto preoccupante, ed il Presidente del CPEL Bruno Giordano la descrive attraverso le fredde cifre: “La lettura dei macronumeri delle risorse affidate agli enti locali – ha spiegato – ci dice che, a fronte dei 91 milioni di euro senza vincolo di destinazione trasferiti a Comuni e Comunità montane per il 2014, 23 milioni ce li ritroviamo congelati per il Patto di stabilità, mentre ammontano a ben 37 milioni di euro le risorse incassate nel 2014 dai Comuni come gettito IMU che dovrà essere trasferito alle casse dello Stato. L’addizione è elementare: 23 milioni più 37 fa 60, e questi sono i soldi che non possiamo spendere. Con queste cifre com’è possibile pensare oggi di dare certezza al bilancio attuale e di dare prospettiva a quelli del prossimo anno?”.
Il CPEL però non prende soltanto atto, ma cerca di aprirsi a delle proposte: “Nel 2012 lo Stato ci ha chiesto indietro 11 milioni di euro, nel 2013 questa richiesta è più che duplicata a 24 milioni, mentre per il 2014 il dato è triplicato a 37 milioni di euro. Per il 2015 si parla di ‘local tax’, che dovrebbe essere introdotta con un auto emendamento del Governo al disegno di legge di stabilità 2015, che si appresta ad essere discusso in Aula. Chiediamo che i responsabili finanziari certifichino i propri dati sull’extragettito IMU, perché le stime del Ministero sono gonfiate; interventi urgenti per il 2014 rispetto a un riconoscimento certo delle spese socio-sanitarie, con un conseguente alleggerimento dei saldi di bilancio e, in materia di Patto di Stabilità, risulta necessaria l’apertura di spazi orizzontali e verticali di compensazione fra gli enti del comparto unico”.


