Si moltiplicano le proteste degli artigiani. Dopo i teli bianchi contro il provvedimento che detta nuove regole in tema di artigianato di tradizione e dopo il malcontento per il secondo padiglione di piazza San Francesco che avrebbe “ghettizzato il settore equiparato”, a essere presa di mira è ora la Veillà.
Una raccolta firme promossa dagli artigiani e attualmente in corso, chiede l’abolizione della Veillà o il suo posticipo al 31 gennaio.
Le motivazioni, si legge nel testo della petizione, sono il disagio che questa crea agli artigiani che sono costretti a smontare il banco la sera del 30, la scarsa presenza di gruppi folcloristici ad animare la fiera, perché tutti concentrati la sera della veillà, la distribuzione gratuita di bevande alcoliche che snatura il significato tradizionale della manifestazione e invita i giovani a snobbare la fiera e a recarsi nel borgo solo dopo il tramonto.” “Vie e viuzze del centro storico – continua la petizione – sono poi trasformate la mattina del 31 in latrine a cielo aperto, che certo non regalano una bella immagine ai visitatori. Visitatori che si lamentano poi del fatto che molti bar il 31 rimangono chiusi fino a metà mattina perché hanno lavorato fino a notte fonda.”
Nel frattempo, i cartelli di protesta “NO alle modifiche, SI alla tutela e valorizzazione dell’artigianato valdostani” appesi ai banchi degli artigiani incuriosiscono i visitatori. “Le persone ci chiedono le ragioni del cartello e molti ci esprimono solidarietà” dice Dario Coquillard, artigiano professionista.
Parlando invece delle aperture al dialogo fatte dall’Assessore La Torre e dal Presidente Caveri questa mattina, Coquillard sottolinea come “gli artigiani sono assolutamente per il dialogo e sperano che questo possa avvenire quanto prima perché molti oggi non sanno più su quale tipo di produzione continuare a lavorare”.
Erik Fisanotti, scultore hobbista sottolinea invece “tutti noi vogliano che l’artigianato di tradizione venga tutelato ma devono esserci delle aperture verso la modernità anche perché spesso sono queste evoluzioni a portare visitatori alla Fiera”
Solidarietà agli artigiani che verrano toccati dalle nuove regole dettate dalla Regione, arriva da molti banchi di professionisti e hobbisti presenti in Fiera. Ivo Borre, intagliatore commenta “sono solidale con la protesta di alcuni artigiani anche se alcune regole bisogna metterle perché forse la fiera sta uscendo dai confini."
Esprime solidarietà e se la prende con la mancanza di dialogo, anche Luca Ronco, artigiano orafo, presente al padiglione di piazza San Francesco che ricorda come il mancanto coinvolgimento degli artigiani da parte delle istituzioni, si possa vedere anche nella collocazione assegnata al settore equiparato. “Il collegamento fra i due Atelier è invisibile. In questi quattro giorni la gente che è entrata a curiosare è stata pochissima.”
“Auspico per il futuro un maggiore coinvolgimento degli artigiani e che le decisioni non vengano più prese sopra le nostre teste”



