In Francia René Frégni è considerato l’erede di Jean Claude Izzo, scrittore ineguagliabile di noir ambientati per lo più nella torbida malavita di Marsiglia, sarà perché in qualche modo ricostruisce le stesse atmosfere e racconta le stesse realtà, ma anche perché i due, finché Izzo era in vita, erano molto amici e un certo rapporto tra maestro e allievo si era stabilito.
In Italia a pubblicare René Frégni è la casa editrice Meridiano Zero. Nella traduzione in italiano, la lettura non è così affascinante come accade nello scorrere le pagine dei romanzi di Izzo. Ma questa difficoltà corrisponde al tentativo di Frégni di descrivere in modo originale realtà sociali e soprattutto mentali ben più complesse. Tentativo che gli riesce bene ne “La città dell’oblio”. Frégni racconta le ossessioni dei due protagonisti intrecciandole alla perfezione e riuscendo a farci sorridere anche di fronte alla follia distruttiva e alla morte. La storia si svolge all’interno di un carcere di Marsiglia, in piena estate. L’incontro tra i due protagonisti, un uomo che tiene un corso di scrittura creativa e un detenuto che vive con l’immagine, a lui sempre presente, della donna amata che lui stesso ha ucciso, è disarmante: ci coglie piuttosto impreparati, noi che siamo legati a schemi di comportamento quanto più possibile razionali e accettati dalla società in cui siamo immersi.
Eppure questo incontro, dagli esiti a dir poco imprevedibili, riesce a sconvolgerci, così come sconvolge la vita, già del resto buttata per aria fin dall’inizio della storia, della guardia carceraria che sogna di scoprire in quel carcerato, consumato dalla sua ossessione, il talento letterario che non ha scoperto in se stesso.
Titolo: La città dell’oblio
Autore: René Frégni
Editore: Meridiano zero
Anno: 1999
Prezzo: 7,00 euro
A cura di Filotea libreria cattolica editrice – Aosta (filotealibreriaeditrice@tin.it)