Il sottosuolo di Aosta regala nuove ed eccezionali scoperte. Nei giorni scorsi in via Saint-Martin-de-Corléans gli scavi del teleriscaldamento hanno riportato alla luce una nuova tomba risalente all’età del ferro. Un tumulo funerario, simile a quello del guerriero celtico ritrovato durante gli scavi per il cantiere del nuovo ospedale, anche se più piccolo.
“Proprio per le dimensioni sappiamo che appartiene a qualcuno di un lignaggio meno importante” spiega il Sovrintendente ai Beni culturali, Roberto Domaine.
Non la tomba monumentale di un guerriero ma per questo non meno importante sotto il profilo del ritrovamento. La scoperta offre infatti agli studiosi un panorama interessante e più complesso sull’età del ferro.
Le informazioni sul tumulo sono al momento limitate. Si presume abbia un diametro di 9 metri e dovrebbe risalire ad un’epoca più recente rispetto a quella scoperta nello scavo dell’ospedale, la seconda età del ferro, ovvero circa 2500 anni prima di Cristo. Inoltre nei pressi del tumulo sono state trovate tracce di focolare, piccoli fuochi con valenza rituale che serviranno agli esperti per datare la scoperta. Nessuna informazione è invece disponibile sulla persona sepolta all’interno e sull’eventuale corredo funerario. La camera funeraria è infatti al di sotto della strada e al momento non sono previsti ulteriori scavi. “Sto aspettando la relazione scientifica e in ogni caso non posso chiudere via Sain-Martin per eseguire degli scavi archeologici per i quali dovrei comunque prima trovare i fondi, che al momento non ho” aggiunge Domaine.
La tomba celtica potrebbe confermare l’esistenza di un’area funeraria più ampia. “E’ probabile che le due aree dell’ospedale e di Saint-Martin fossero collegate” sottolinea il Sovrintendente.
Per il momento, quindi, il ritrovamento verrà protetto e ricoperto. Già oggi al di sopra è stato posto uno strato di tessuto, seguirà poi una delimitazione dei lati, riempita con sabbia. Il tutto sarà seguito dalla società Akhet di Roisan che già oggi sovrintende i lavori di scavo.
Il destino dell’eccezionale ritrovamento dipenderà poi dall’esito dei lavori del pool di esperti chiamato nei mesi scorsi dalla Giunta regionale ad esprimere un parere sui reperti del cantiere/scavo del presidio unico ospedaliero Parini di viale Ginevra ad Aosta. “Abbiamo fatto una prima riunione a cui a breve ne seguirà una seconda e poi altre man mano che arriveranno i risultati delle analisi richieste” spiega il Sovrintendente.
Nel frattempo la scoperta porterà Telcha a modificare i programmi dei lavori del teleriscaldamento che dovranno proseguire più a sud rispetto al ritrovamento.


