Non è mai tardi per imparare. Lo sa bene Germano Bionaz che, dopo una vita trascorsa tra i luppoli in birreria, a 60 anni ha deciso di “tornare a scuola” e lo ha fatto con un maestro d’eccezione, Franco Crestani. Oggi ha 94 anni e una trentina di Fiere alle spalle.
“La passione per il legno ce l’avevo già da piccolo: mi divertivo, mi tagliavo anche le dita. Poi però non ho più fatto niente per tanti anni, perché non avevo tempo. Ma il legno mi è rimasto addosso: mi piaceva costruire cose semplici, come le mucche. Ho ricominciato quando sono andato in pensione, a 60 anni”, racconta.
Per tre anni segue Crestani: il legno diventa un passatempo per riempire le giornate, ma anche un modo per raccontare la Valle d’Aosta, la vita rurale, la fede e il folclore, come spiega il dépliant trilingue sul suo banco in via Croce di Città. “Per fare questo lavoro ci vuole un po’ di testa, un po’ di mani e soprattutto tanta pazienza: poi ognuno fa quello che può, con quello che ha imparato”, aggiunge.
Accanto all’orgoglio di essere tra i decani della Fiera con i suoi 94 anni, Germano tiene a ricordare un altro traguardo: “Con mia moglie quest’anno festeggiamo 72 anni di matrimonio”.
Nel laboratorio di Senin, a Saint-Christophe, prendono vita allevatori, uomini che trasportano la Fontina, alpini, taglialegna e tanti personaggi della vita di un tempo. Un’opera dedicata al suo comune è esposta proprio a Saint-Christophe. Germano si dedica anche ai santi e agli gnomi e, più di recente, alle maschere tipiche dei carnevali delle vallate laterali. Una di queste, alla Foire d’Été del 2012, vinse il premio del pubblico. “Stavo camminando nel bosco e ho inciampato su un pezzo di legno: l’ho raccolto e ci ho visto una maschera. È piaciuta così tanto che l’ho venduta subito”, ricorda.

Anche quest’anno le maschere arricchiscono il suo banco, dove Germano, nonostante il freddo, è presente fin dalle prime ore del mattino ad accogliere amici e visitatori. “Alla Fiera vengo da tantissimo tempo, ormai da trent’anni abbondanti. Non mollo: patisco poco sia il freddo sia il caldo e, soprattutto, mi diverto. È vero, i primi anni si vendeva di più; adesso forse c’è anche tanta offerta, il legno è ovunque. Ma restano due giorni speciali, diversi dagli altri. È un appuntamento a cui non rinuncio. Ogni anno penso “magari è l’ultimo”, poi però eccomi di nuovo qui: finché si può, si va avanti”.

Ad accompagnarlo c’è il figlio Corrado, che condivide la stessa passione. “La cosa bella è che se le opere non piacciono possono al massimo finire nella stufa”, scherza. Ora le speranze di Germano sono rivolte ai pronipoti: “Oggi viene in Fiera, perché è in vacanza. Ha 7 anni e mi sembra interessata al legno”.

Una risposta
… nella stufa ci butterei ben altro, caro Sig. Germano!!!
I miei complimenti!