Pontboset rischia il crack: deve pagare entro 30 giorni 1,8 milioni di euro

Ora si rischia il commissariamento ad acta dalla Banca d'Italia. Il Comune lo scorso maggio aveva chiesto una sospensiva al tribunale amministrativo, che è stata negata la settimana scorsa. Restano trenta giorni per trovare la somma.
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«Nei prossimi trenta giorni noi dovremo verificare le nostre risorse: se non possiamo solvere il debito ci sarà un commissariamento ad acta, da parte del direttore generale della sede torinese della Banca d’Italia, che si occuperà soltanto della sua estinzione». Paolo Chanoux, sindaco di Pontboset, riassume così la sentenza dello scorso 17 giugno del tribunale amministrativo del Piemonte.

Il Tar obbliga definitivamente il Comune a risarcire un milione e 884 mila euro alla famiglia del torinese Ilario Favretto, che durante l’alluvione del novembre del 2000 fu travolto in auto da una frana sulla strada tra le località Biel e Courtil, morendo sul colpo.

Pontboset non dispone della cifra richiesta e lo scorso maggio aveva cercato di sospendere la sentenza definitiva del 2015 della Corte d’Appello di Torino. Ora però dovrà pagare: «Ma noi abbiamo appena 100 mila euro da parte – aveva commentato il sindaco Paolo Chanoux – e chiaramente non riusciremo ad arrivare a quella cifra».

Se dovesse avvenire il commissariamento della Banca d’Italia si occuperebbe, almeno in una prima fase, soltanto di cercare una strada per estinguere il debito, lasciando la Giunta e il Consiglio comunale al loro posto: «Pontboset – spiega Chanoux – non sarebbe toccato a livello di amministrazione».

Non è ancora chiara la strada che si intraprenderà per pagare il dovuto, se si potrà ad esempio accendere un mutuo o cercare di redigere un piano alienazioni, l’unica cosa certa resta l’incarico che lo stesso Comune aveva dato ai suoi avvocati per rivalersi eventualmente sui legali che si erano occupati del caso di Ilario Favretto.

«Secondo noi non hanno chiamato in causa la nostra assicurazione prima che incorressero i tempi di prescrizione per farlo – racconta Chanoux – non abbiamo ancora deciso di procedere, ma abbiamo l’obbligo di verificare tutte le possibilità». Un’ultima strada sarebbe quella di cercare di capire dall’assicurazione se c’è qualche margine per ricevere l’indennizzo anche dopo la scadenza dei termini.

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