Da Mare fuori alle esperienze imprenditoriali valdostane: il carcere si racconta

Appuntamento mercoledì 17 maggio con le storie degli ex detenuti di Paola Corti, le iniziative professionali del panificio Brutti e buoni e della lavanderia di Brissogne e le testimonianze biellesi e napoletane di Fausto Uberto Bona e Antonio Franco.

Analizzerà la complessa e contraddittoria tematica del lavoro in ambito carcerario il primo appuntamento dell’anno della rassegna #VdAlavora, dedicata a rendere imprenditorialità e professionalità nelle loro diverse sfaccettature centrali nel dibattito regionale. Alle 17,30 del prossimo mercoledì 17 maggio, presso l’auditorium del Conservatoire de la Vallée d’Aoste – un tempo parte della Torre dei Balivi, sino al 1984 prigione della città di Aosta – è in programma il convegno “Per un lavoro fuori. Il lavoro in carcere e fuori dal carcere: una leva di riscatto”.

Il primo intervento vedrà prendere la parola la programmista Rai nonché conduttrice radiofonica Paola Corti, la quale narrerà alcune emblematiche storie di ex detenuti divenuti a oggi parte attiva e produttiva della società oltre che di imprenditori valdostani che, superando pregiudizi e stereotipi legati alla realtà carceraria, sono stati in grado di riconoscere in loro collaboratori fidati.

Non mancheranno nemmeno le testimonianze di coloro che, proprio attraverso la riabilitazione lavorativa, hanno saputo dimostrare come il binomio tra lavoro e carcere possa essere concretizzato in maniera celere ed efficace: in tal senso, saranno descritte le esperienze imprenditoriali interne alla casa circondariale di Brissogne, ovverosia il panificio Brutti e buoni, gestito dalla cooperativa sociale En.A.I.P. Vallée d’Aoste, e la lavanderia, gestita dalla cooperativa sociale Mont-Fallère.

Completeranno il quadro della conferenza “Per un lavoro fuori” alcuni ospiti provenienti da altre regioni italiane: dopo Fausto Uberto Bona, responsabile di un’unità produttiva di sartoria interna carcere di Biella, sarà la volta di Antonio Franco, presidente dell’Associazione Scugnizzi nonché ideatore del progetto “Finché c’è pizza… c’è speranza” interno allo stesso Istituto penitenziario minorile di Nisida ambientazione della celebre serie tv Rai “Mare fuori”.

Al centro del nuovo incontro di #VdAlavora vi sarà un fondamentale appello al tessuto imprenditoriale valdostano affinché esso si converta in una sorta di ponte con il mondo penitenziario: al fine di consentire alle aziende di assumere una sguardo più manageriale, razionale e inclusivo, sarà peraltro possibile per gli imprenditori presenti prenotare una visita ai laboratori di panetteria e lavanderia del carcere.

“Per un lavoro fuori”, che gode del supporto organizzativo della casa circondariale di Brissogne oltre che di alcuni rappresentanti del terzo settore, si propone di accendere i riflettori su di una realtà carceraria che l’opinione pubblica tende a mantenere a distanza, ignorandone le finalità rieducative.

“Il nostro obiettivo è mettere al centro della nostra azione politica la persona e l’importanza che il lavoro riveste per la crescita individuale e per quella di ogni singola realtà lavorativa – commenta l’assessore regionale Sviluppo economico, formazione, lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, Luigi Bertschy -. È dunque necessario investire in questa direzione e con questi incontri intendiamo dare valore a tutti coloro che con il loro bagaglio di conoscenze, competenze ed esperienze, contribuiscono a costruire cultura del lavoro”.

Per poter prendere parte al primo appuntamento di#VdAlavora, per il quale sono disponibili soltanto 100 posti, è necessario iscriversi tramite il sito web ufficiale o scaricando l’app #VdAlavora su App store o Google Play.

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