Luigi Guzzo racconta il satellite che sta mappando la struttura dell’Universo

Martedì 16 gennaio alle 21 presso la biblioteca regionale di Aosta, il Professore e ricercatore Luigi Guzzo parlerà del progetto "Euclid" un satellite recentemente lanciato che ha il compito di mappare la struttura tridimensionale dell'Universo nello spazio e nel tempo. Modera il ricercatore dell'Osservatorio valdostano Matteo Calabrese.
Euclid spacecraft pillars

Il 1° luglio 2023 un vettore Falcon 9 dell’azienda aerospaziale statunitense SpaceX ha lanciato con successo da Cape Canaveral il satellite Euclid dell’agenzia spaziale europea ESA. Il suo obiettivo scientifico è mappare la distribuzione delle galassie su un’area che copre un terzo del cielo del cielo, a una profondità mai raggiunta prima.

Ne parlerà Luigi Guzzomembro fondatore del progetto e non solo, durante la conferenza invernaleIl geometra dell’universo oscuro”, martedì 16 gennaio alle 21 presso la biblioteca regionale di Aosta. A moderare l’incontro Matteo Calabrese, ricercatore presso l’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta.

Le osservazioni del satellite, nel giro di circa sei anni, hanno come obiettivo quello di ricostruire la struttura tridimensionale dell’Universo nello spazio e nel tempo, fornendo dati per cercare di svelare il mistero della materia oscura e dell’energia oscura, componenti che risultano indispensabili nel modello cosmologico standard, ma la cui natura è ignota.

Per capire meglio di che cosa si tratta, gli astronomi illustreranno in termini divulgativi che cosa sappiamo dell’Universo, quali sono le domande aperte e in quale modo Euclid si propone di risolvere quel che ancora non comprendiamo. Guzzo descriverà poi le caratteristiche del satellite e degli strumenti che porta a bordo, raccontando la storia di questa impresa iniziata nel 2007: il lancio, le operazioni di verifica di tutte le procedure di funzionamento e l’avvio della campagna di osservazioni scientifiche per cui è stato costruito.

Il professor Luigi Guzzo
Il professor Luigi Guzzo

I partecipanti a “Il geometra dell’universo oscuro”

Luigi Guzzo è Professore Ordinario all’Università degli Studi di Milano e ricercatore associato dell’INAF.  Ha lavorato come visiting scientist presso diverse istituzioni estere, tra cui lo European Southern Observatory (ESO) e gli istituti Max Planck in Germania, e le università di Edimburgo nel Regno Unito, Marsiglia in Francia e Princeton negli Stati Uniti. È autore di più di 250 pubblicazioni scientifiche su riviste con referee. Il suo interesse è rivolto alla cosmologia, in particolare alla ricostruzione e all’analisi della distribuzione a grande scala delle galassie. In questo ambito ha ricevuto nel 2012 un ERC Advanced Grant dell’Unione Europea, grazie al quale ha costituito un gruppo di ricerca internazionale per studiare l’origine della misteriosa energia oscura. È membro fondatore e coordinatore scientifico della missione Euclid dell’ESA, il satellite per mappare la geometria dell’Universo oscuro lanciato il 1° luglio 2023 da Cape Canaveral.

Matteo Calabrese, laureato in fisica all’Università degli Studi di Torino, ha conseguito il dottorato di ricerca in astrofisica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste. Attualmente lavora all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, dove si occupa principalmente di trasferimento tecnologico per il Dipartimento di Genomica computazionale per il Progetto 5000genomi@VdA, con capofila l’Istituto Italiano di Tecnologia, ma anche di ricerca scientifica in ambito cosmologico, in particolare per la missione Euclid dell’agenzia spaziale europea ESA. È stato Visiting Student al Max-Planck-Institut für Astrophysik di Monaco di Baviera, in Germania, e post-doc all’Università degli Studi di Milano. È autore e coautore di decine di pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, su vari temi di ricerca: la cosmologia, le scienze dei beni culturali, la scienza statistica e l’economia. Crede infatti che la Scienza con la maiuscola sia una sola, da declinare in modo opportuno in ciascun campo di studi, laddove il compito dello scienziato sia quello di guardare il mondo sotto ogni aspetto con occhi curiosi.

La Conferenza di stagione-Inverno 2024 è resa possibile dal contributo della Fondazione CRT a sostegno del progetto “Antartide e Cosmologia 2023 — Studiare l’Universo invisibile”.

 

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