Un fumettista che ha disegnato fumetti su un altro fumettista. È questa la storia del successo di Sergio Gerasi, conosciuto soprattutto per i graphic novel Valentina è vera (2024) e Valentina, quanto ti amo! (2025). Entrambi sono basati sull’opera del fumettista Guido Crepax, noto soprattutto per il suo personaggio di Valentina, ideato negli anni ’60.
Gerasi arriva per la prima volta in Valle d’Aosta sabato 28 giugno alle 17.30, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto a Saint-Vincent. L’autore presenterà i suoi due volumi sulla Valentina di Crepax, in un’intervista condotta dalla sceneggiatrice Erika Centomo, cui seguirà un momento di firma copie.
L’iniziativa è promossa da Aps Grün, associazione nata nel 2021 con l’obiettivo di sostenere lo spirito comunitario di un piccolo villaggio della collina di Saint-Vincent. Anche questo appuntamento si inserisce in quella stessa idea di comunità, proponendo un momento culturale aperto al territorio e costruito attorno al dialogo con l’autore.

Sergio Gerasi nasce a Milano nel 1978. Esordisce come disegnatore sulle pagine di “Lazarus Ledd”. Disegna per le testate “Jonathan Steele”, “Nemrod”, “Cornelio” , “John Doe”, “Valter Buio”, “Rourke” (copertinista) e molte altre.
Attualmente lavora per la Sergio Bonelli Editore per “Dylan Dog” e “Mercurio Loi”. Per ReNoir Comics realizza “G&G” (recentemente ripubblicato da BeccoGiallo), graphic novel omaggio a Giorgio Gaber e “Le Tragifavole”, libro a fumetti con dentro un disco. I suoi ultimi lavori come autore unico sono Un romantico a Milano e In inverno le mie mani sapevano di mandarino, entrambi editi da Bao Publishing.
Collabora con le trasmissioni TV di Michele Santoro (da Servizio Pubblico a M – La7 e Rai3), realizzando inchieste a fumetti. Ha disegnato per importanti riviste nazionali tra cui “La Lettura” e “7 del Corriere della Sera”. È batterista e fondatore della punk rock band 200Bullets. Si esibisce in teatro insieme ai Formazione Minima con spettacoli di teatro-canzone illustrato.
“La sfida più grande era cercare di far rivivere, con le dovute proporzioni, quelle sensazioni che evocava il maestro, senza tradire la mia personalità”, si esprime Gerasi sul suo rapporto con l’opera del maestro Crepax, “non un atto di copiatura, ma un omaggio forte, che potesse essere al contempo antico e contemporaneo”.
