Il nuovo centro del riuso di Aosta aprirà a maggio

L'apertura, inizialmente, era prevista per fine 2025. Ora, il nuovo centro del riuso in via Caduti del lavoro, ad Aosta, ha una data per l'inaugurazione.
isola ecologica via caduti del lavoro Aosta
Ambiente

L’apertura, inizialmente, era prevista per la fine del 2025. Nel mezzo, i lavori. Ora però sembra tutto pronto per l’apertura del centro del riuso di Aosta in via Caduti del lavoro.

Il servizio dovrebbe prendere il via a maggio: “Entro pochi mesi Aosta avrà un suo centro del riuso – ha detto, durante i lavori dell’EcoForum, Sarah Burgay del Circolo Legambiente Valle d’Aosta e già consigliera comunale cittadina –. In Italia ce ne sono sempre di più, da quelli più piccoli a quelli più grandi ed efficienti. Il nostro, perlomeno sulla carta e visto l’entusiasmo dei vari enti che hanno contribuito al tavolo di co-progettazione, promette di essere un gran bel centro del riuso”.

Come funzionerà, lo spiega sempre Burgay: “Il Testo unico ambientale prevede la creazione di appositi spazi per lo scambio di beni usati. Quindi è un mercatino dell’usato? Non proprio. I beni verranno ceduti gratuitamente al centro, beni che sarebbero altrimenti destinati ad essere rifiuti. Questo porta anche un valore ambientale diminuendo i conferimenti in discarica”.

“Ma non è tanto la quantità che rende il centro interessante, ma la possibilità di provare ad accompagnare le persone da un’economia lineare del consumo, produco, butto a una circolare. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le persone a queste pratiche anche attraverso iniziative artistiche, culturale, un circolo creativo, una biblioteca degli oggetti e la collaborazione con le scuole”.

“L’attività che riguarda i rifiuti è sempre di interesse collettivo – prosegue Burgay – ed è il fulcro di questo progetto. Il Comune l’ha reso concretamente possibile con un importante investimento e con i fondi Pnrr, mentre Quendoz che lo gestirà. Poi, viene coinvolto il mondo volontariato: Legambiente e Valle Virtuosa per animare e rendere vivo il luogo, ma anche la Caritas, che ha messo a disposizione la sua esperienza per aiutare persone in difficoltà; così come Forrest Gump e la cooperativa Mont Fallère che impiegherà persone fragili per l’inserimento lavorativo, grazie ai fondi regionali”.

Manca una cosa sola. Il nome. Anzi no: “Lo chiameremo Seconda Chance, per gli oggetti che qualcuno ha deciso che non abbiano più valore ma che invece possono ancora dare tanto. Il prossimo passo è un’ulteriore riunione di co-progettazione, il 1° aprile, in cui dettagliare il Regolamento di gestione del centro per partire il prima possibile con le attività vere e proprie non appena sarà completata la struttura”.

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