Lupi nel Grand Combin, la Regione punta su controlli e proiettili di gomma. “Situazione insostenibile”

A spiegarlo l'Assessora Speranza Girod in Consiglio Valle. Gli abbattimenti al momento non sono possibili, perché si è in attesa ancora di atti a livello nazionale. La Regione ha chiesto ad Ispra la possibilità di intervenire con la dissuasione attiva. "C'è stato un assenso informale"
Immagine di archivio - Lupi foto di Giovanni Carnemolla
Ambiente

“La situazione del Grand Combin è diventata insostenibile e richiede la massima attenzione. Tutte le azioni che la politica può mettere in campo devono essere valutate con cura.” La preoccupazione degli abitanti della vallata per i recenti attacchi nei borghi dei lupi arriva in Consiglio regionale. “A settembre, in Svizzera sono stati autorizzati abbattimenti di lupi e alcuni esemplari sono arrivati anche in Valle d’Aosta. La popolazione è preoccupata: ci sono genitori che temono di portare i bambini a giocare e gli allevatori guardano con preoccupazione per l’avvicinarsi della stagione del pascolamento” spiega l’Assessora regionale all’Agricoltura Speranza Girod, rispondendo ad una iniziativa di Andrea Manfrin (Lega Vda).

Con l’arrivo della primavera, i lupi  – la stima al ribasso degli esemplari presenti nella nostra regione è di un centinaio – tendono a scendere verso le aree abitate e, finora, sono stati registrati oltre 100 avvistamenti in zone urbane e pre-urbane. I maggiori danni zootecnici si concentrano in sei comuni. Nel 2025, le 51 predazioni hanno comportato risarcimenti per circa 46.000 euro; nel 2026, fino a marzo, si sono registrate due predazioni. “Ma i danni indiretti sono spesso più significativi: pascoli abbandonati, lavoro aggiuntivo per le aziende agricole, costi maggiori e aumento delle ore lavorative” evidenzia l’Assessora.

Al momento nessun lupo è stato classificato come confidente o dannoso in Valle d’Aosta, conditio per poter avviare le procedure per l’abbattimento, al momento non ancora possibili e che, in ogni caso, devono esser autorizzate da Ispra. A livello nazionale si è ancora in attesa dell’emanazione del decreto ministeriale che definirà il numero massimo di capi abbattibili per ogni regione. Per la Valle d’Aosta saranno al massimo tre esemplari. “Questo consentirà di evolvere  da un protocollo di sperimentazione ad un un piano di controllo, anche se dobbiamo attendere i decreti attuativi.” precisa Girod, spiegando come la Regione sta comunque facendosi trovare pronta. “La Regione è già al lavoro per tenere conto dell’esperienza maturata sul campo e del mutato quadro di riferimento. Abbiamo contattato Ispra per accelerare il piano di controllo e ho avuto modo di confrontarmi con altri assessori di Piemonte e Liguria”.

In attesa di poter procedere con eventuali abbattimenti, per venire incontro alle richieste degli abitanti della Grand Combin, la Regione ha chiesto a Ispra una strategia operativa che preveda, tra l’altro, la dissuasione attiva con proiettili in gomma per allontanare i lupi dai centri abitati, avvalendoci del Corpo Forestale addestrato.

“C’è stato un assenso verbale informale” annuncia l’Assessora. Nel frattempo la stazione forestale competente ha già previsto controlli in orario crepuscolare e notturno nei quattro comuni, elevando al massimo l’attenzione sul problema.

Nella replica Andrea Manfrin ha richiamato il comunicato stampa di Forza Italia: “Se avessi grande fiducia nell’Assessore, eviterei di dover fare una nota per indicare le azioni da intraprendere. Forza Italia ha già segnalato che l’Assessore non sta adempiendo ai propri compiti, e la gestione è stata giudicata deficitaria. L’hanno sfiduciata”.

Per il capogruppo della Lega Vda la presenza dei lupi è anche un problema di sicurezza stradale, visti “i 20 lupi morti per investimento stradale”.

Saint-Oyen, i lupi predano anche in paese. Il Sindaco: “la gente è preoccupata”

25 marzo 2026 di Christian Diémoz

Lupi a Saint-Oyen
I lupi avvistati a Saint-Oyen.

Il post sui social network è di un giorno fa ed ha l’eloquente titolo: “La situazione sta diventando invivibile e critica”. Chi lo ha scritto, corredandolo con quattro fotografie, racconta che “ieri sera intorno alle 1 incontro due lupi in mezzo al paese di Saint-Oyen che rincorrono un cervo”.

“Sono riuscita a fermare l’attacco – si legge ancora – e come si può vedere il cervo era ancora vivo, spaventato ma vivo. Decido di chiamare la forestale che non ha saputo aiutarmi, dicendo solo ‘grazie della segnalazione e buona notte’. Finale della storia, il cervo è stato mangiato e i lupi con la pancia piena hanno sempre meno paura”.

La conclusione è: “Aspettiamo che attacchino l’uomo per fare qualcosa? Siamo all’ennesimo attacco in mezzo alle case e ai paesi, ma nessuno ha ancora fatto nulla. Questa non è natura, come mi hanno detto al telefono ieri, perché davanti alla porta di una casa non è in mezzo a un bosco. Chiediamo di essere ascoltati e di trovare una soluzione”.

Sentito in merito, il sindaco di Saint-Oyen, Alessio Desandré, riconosce che “fino a qualche tempo fa, i lupi si vedevano di sfuggita, magari mentre si andava in montagna. Da quest’inverno, forse per la neve che li ha portati a scendere, è un animale sempre più presente, anche nella zona del borgo”.

A conoscenza del primo cittadino, “hanno sempre predato fauna selvatica, ma la loro presenza va a toccare tutta una serie di tematiche, che mettono in difficoltà per primi gli amministratori. Soprattutto la sicurezza”. Premettendo di non essere uno specialista di comportamento del lupo, il Sindaco dice che “diverse persone si sentono preoccupante e, anche a livello turistico, questa presenza va ad intaccare l’immagine: trovarsi una carcassa in paese non è rassicurante”.

Sul tema, racconta ancora Desandré, gli amministratori locali della zona hanno avuto un incontro, proprio la settimana scorsa, con l’assessora regionale all’agricoltura Speranza Girod. “Ci è stato spiegato che il tema è oggetto delle attenzioni della Regione, ma che le leggi nazionali, ad oggi, bloccano anche le istituzioni regionali”. La norma prevede la possibilità di abbattimenti dei lupi confidenti, ma a fronte di una procedura che implica pure un parere dell’Ispra.

Per il Sindaco, tuttavia, “è giusto parlare e far capire il problema all’opinione pubblica. Sarebbe utile capire se si possono attuare misure per ricordare al lupo la differenza tra borgo e bosco. Ho sentito parlare di collari ad ultrasuoni, di proiettili di gomma. Non sono un esperto, ma credo sia  importante porre il tema”.

Nel frattempo, Desandré invita la popolazione a fare ricorso all’app lanciata dall’amministrazione regionale per la segnalazione degli avvistamenti di lupi sul territorio valdostano. Non solo consente di inviare segnalazioni in tempo reale, ma anche di allegare foto o video dell’avvistamento e di geolocalizzare il punto dello stesso. “E’ il primo passo – conclude il Sindaco – per stabilire se un lupo è confidente”.

Forza Italia: “Si attivi un gruppo operativo di pronto intervento”

A dirsi preoccupata per la situazione del Gran San Bernardo è Forza Italia Valle d’Aosta: “La presenza del lupo è un fenomeno che va gestito con equilibrio, ma non può tradursi in un rischio per la sicurezza delle persone né in una minaccia per le attività agricole e zootecniche del territorio.” scrive il movimento ricordando gli strumenti di monitoraggio e il protocollo operativo per la gestione dei casi critici. Forza Italia chiede, quindi, di “rafforzare ulteriormente il coordinamento e la capacità di intervento: per questo, oltre alla convocazione del tavolo permanente di monitoraggio istituito presso l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturali, chiediamo di valutare l’attivazione di un gruppo operativo di pronto intervento per la gestione del fenomeno”. Allo stesso tempo i forzisti ritengono necessario “rafforzare il monitoraggio e i presìdi nelle aree abitate; attivare sistemi di allontanamento dei lupi confidenti; sostenere concretamente gli allevatori velocizzando l’erogazione dei relativi indennizzi” ma anche “semplificare il più possibile le procedure di attivazione degli strumenti previsti dalla normativa in materia, fino agli interventi selettivi nei casi più gravi”.

24 risposte

  1. Ma la domanda è: e che ci fa un cervo in paese??? Non dovrebbe stare nei boschi e con lui gli altri selvatici?? Si va a vivere in campagna/montagna e poi ci si stupisce se all’1 di notte si incontrano animali notturni… XD .. Le assicuro che, a parte qualche volpe capitata per caso, o qualche balordo ubriaco (e non so se sarebbe meglio incontrare un lupo!) in città queste cose non succedono!

  2. Non demonizziamo troppo i lupi. Troppi commenti esagerati dove si evince una non conoscenza del problema. I veri predatori che stanno rovinando questo pianeta sono gli uomini.

  3. Acc… colpa mia, ho espresso male il mio pensiero.
    Evitiamo inutili allarmismi dettati dalla religione, dalla superstizione e dalle favole, così come moltissimi documenti storici vanno letti attentamente con cognizione di causa.
    I nostri amati cani (randagi, ma anche di proprietà e ben accuditi) dal 2009 al 2025 hanno ucciso ben 54 (cinquantaquattro) persone, senza contare le decine di migliaia di feriti.
    La stagione venatoria 2025-2026 per molti hobby, al altri sport si è conclusa con : 8 (otto) persone morte, 37 (trentasette) ferite. Come li chiamiamo? Morti per hobby? Morti per sport?

    Molti parlano e troppi mancano di conoscenza specifica e di competenza.

  4. Attacchi mortali cani in Italia dal 2009 al 2025: 54 (cinquantaquattro), decine di miglia di feriti
    Stagione venatoria 2025-2026: 8 (otto) morti, 37 (trentasette) feriti
    Attendo statistiche sui lupi.
    Molti parlano e troppi mancano di conoscenza specifica e di competenza.

    1. Il problema non è che cosa è successo in 17 anni a partire dal 2009, semplicemente perché fino a pochi anni fa qui in Valle di lupi ce n’erano pochi.
      Ora invece sono tanti e continuano a moltiplicarsi; ieri su Ansa si parlava di almeno 179 lupi calcolati su 307 campioni e quindi di un numero effettivo ancora maggiore.
      Il problema si pone quindi da oggi in avanti e speriamo in bene.
      Sicuramente i lupi che entrano nei paesi e bazzicano i dintorni sono lupi che hanno capito che non rischiano nulla e sono quelli che creano potenziale pericolo.
      Per quanto riguarda i cacciatori, per me potrebbero anche sparire. Non approvo e non condivido la loro insana passione e il pericolo che costituiscono per sè e per gli altri.

      1. Dato che le piace la storia e le ricerche sul web, potrebbe trovare alcuni interessanti articoli inerenti al lupo.
        A cominciare dal fatto che gli antenati del lupo erano già presenti prima che una scimmia decidesse di alzarsi in piedi nella savana africana…
        Dobbiamo tutti ricordare che se l’uomo non avesse addomesticato il lupo, oggi non avremmo i cani soccorritori che trovano le persone sotto le macerie, i cani guida per i non vedenti, i cani pastori che conducono le greggi e paradossalmente i cani da guardiania che le difendono!!
        Abbiamo un grande debito nei confronti di questa specie e dobbiamo rispettarla, il che non significa che non vadano prese delle misure per la sicurezza nei casi estremi, ci mancherebbe, ma che bisogna valutare attentamente caso per caso e non sterminare a prescindere!!
        Sempre per rimanere in tema storico cerchi in rete, i casi di bambini allevati dai lupi…ci sono storie davvero interessanti…a cominciare dalla leggendaria Lupa capitolina…
        Buona lettura…

  5. Quindi se ho capito bene:
    – per la sicurezza degli animali di allevamento che poi uccideremo noi bisogna abbattere i lupi,
    – per la sicurezza dei simpaticoni che vogliono girare pei boschi senza essere disturbati bisogna abbattere gli orsi,
    – per la sicurezza dei cagnolini che vengono lasciati liberi in montagna bisogna uccidere i rapaci,
    – per la sicurezza dei pirla che vogliono andare a funghi con le infradito bisogna sterminare le vipere,
    – per difendere i conigli e le galline bisogna eliminare le volpi,
    – per difendere i cani dei passeggiatori della domenica bisogna eliminare i cani degli alpeggi,
    – per difendere gli orti bisogna abbattere i cinghiali,
    – eccetera.
    Ma non è che forse sarebbe meglio eliminare questa umanità viziata e arrogante e restituire il pianeta a chi c’era prima di noi?

    1. Lupi, orsi, volpi, rapaci ecc. c’erano prima di noi???
      E io che pensavo che ci fossimo evoluti in contemporanea, guarda un po’.
      Evidentemente devo andare a ripassare un po’ di Darwin e fare due chiacchiere con l’homo erectus, quello di neanderthal, l’homo sapiens, ecc., forse, mi sapranno dire…
      Sicuramente l’idea che noi siamo degli intrusi sul pianeta Terra è piuttosto singolare, ma affascinante in questi tempi di poca logica e molto wokismo.

  6. Ma quali lupi affamati? Con l’abbondanza di cervi, caprioli e cinghiali di cui ci si preoccupava fino a poco tempo fa, adesso il problema sono i loro predatori?

  7. Finirà che resteremo solo noi su questa terra, perché avremo eliminato tutti gli animali perché “preoccupati”. Chissà quanto sono preoccupati loro che noi vogliamo farli fuori.

  8. Perché non vi informate cercando in rete “Parigi 1439 – inverno – lupi” tanto per fare un esempio.
    Non sono leggende.
    Per secoli in Francia ci sono stati i Louvetiers du Roi, fin verso la fine del 18 secolo, il cui compito specifico era cacciare i lupi per difendere gli umani.
    Imparare dalla Storia sarebbe fondamentale per non ritrovarsi con i problemi dei nostri antenati.

    1. … perché siamo nel 2026??!! XD … un po’ di evoluzione della specie anche per il genere umano, no???

      1. Sveglia! I problemi che i branchi di lupi affamati creano e creeranno sono gli stessi che creavano secoli fa.
        O pensi che i lupi siano diventati ambientalisti da salotto anche loro?

        1. … sicuramente saranno stati affamati pure loro nel 1439… XD. Ma da allora è passato qualche annetto e l’essere umano “moderno” dovrebbe avere mezzi, tecniche e conoscenze diverse per risolvere i problemi, piuttosto che sterminare … ma probabilmente mi sbaglio…
          E comunque, fonte https://www.nationaldailypress.it/parigi-linverno-e-i-lupi-1439-la-vera-storia-dellinverno-del-terrore/
          “(…)I lupi approfittarono del caos del Medioevo
          Tra il 1337 e il 1453, il regno di Francia fu dilaniato da conflitti, carestie e pestilenze. Le campagne si spopolarono. Gli uomini erano al fronte, le città assediate, e intere regioni rimasero abbandonate. Fu in questo vuoto che la natura tornò a dominare”.
          Non mi sembra esattamente la stessa situazione di oggi..

          1. La natura tornò a dominare, ma i lupi entrarono a Parigi per fare la pappa a base di esseri umani.
            Tra l’altro quello del 1439 è solo un esempio. Per almeno 7 secoli ci furono i louvetiers, segno che il problema c’era eccome, ed era diffuso, mica solo per un inverno parcolarmente rigido.
            Se un branco di lupi è affamato e non trova cibo in natura, il problema rimane lo stesso allora come ora.

  9. Al lupo! Al lupo!
    Io ho settantadue anni e sono nato in abruzzo dove i lupi sono sempre stati presenti e ancora lo sono.
    A mia memoria nessuno dei vecchi del paese si è mai trovato a tu per tu con un lupo, salvo qualche avvistamento dubbio.
    Per contro, ricordo che periodicamente, passava qualcuno a dorso di mulo, mostrando una pelle di lupo(?) da lui cacciato e chiedeva un contributo alle persone del paese che lui aveva liberato dal tremendo pericolo.
    Naturalmente faceva il giro di tutti i paesi del circondario al fine di far rendere al massimo quella pelle di lupo che magari era un cane morto di vecchiaia.
    Evidentemente gridare al lupo sortisce ancora qualche effetto.
    Ma solo sugli ingenui.

  10. Ma quale problema di sicurezza!!
    La politica pensasse alle liste d’attesa eterne per le visite negli ospedali!! Queste sì che sono pericolose!!
    Il lupo che caccia un animale, che nel periodo invernale o primaverile è normale che si trovi a quote più basse, non rappresenta rischio per nessuno!
    Invece durante tutto il periodo venatorio, quando decine di cacciatori armati sono in giro a sparare a tutto ciò che si muove questo si che rappresenta un rischio!! Andate a vedere le statistiche sugli incidenti di caccia e le aggressioni di lupo a persone prima di fare allarmismo!!
    Spostare l’attenzione delle persone verso chi non può difendersi invece di guardare quali sono i reali problemi, e cercare di risolverli, della nostra regione è una maniera di fare politica decisamente disgustosa…

  11. Il problema che gli ambientalisti e gli animalisti non vogliono vedere non è tanto che i lupi da sempre predano cervi e caprioli, bensì che da qualche tempo hanno iniziato a farlo nei centri abitati e addirittura, in certi casi, anche nei giardini di casa. Questa è la nuova emergenza, non che si riempiano la pancia con la carne delle loro prede, come sempre hanno fatto. Vedere scorrazzare tra la case un lupo, almeno per me, che ho anche un bambino piccolo, non è esattamente come vedere passeggiare un bassotto sotto casa.

    1. Ha detto bene “delle loro prede” che però non hanno o hanno molto di meno… quindi che fanno?? Cercano quello che trovano ma non certo i bambini!!!! ma per favore!!! XDD. Queste “fregnacce” servono solo a fare allarmismo!
      Se “le loro prede” vengono date in pasto ai cacciatori anziché lasciare che ci pensi la natura a sfamarsi di selvaggina, forse avrebbero più da fare e DI CERTO non si arrischierebbero ad avvicinarsi alla brutta razza che è l’essere umano!
      Diciamo le cose come stanno, nel 2026 è più facile sparare ed eliminare così il problema che risolverlo con il cervello, che dovrebbe (dico dovrebbe!) essere quello che ci contraddistingue…

      1. Le uccisioni effettuate dai cacciatori sono infinitamente meno di quelle dei lupi.
        I lupi sono in giro a caccia tutto l’anno e tutti i giorni.
        Tu credi davvero che un branco di lupi affamati non attaccherebbe un bambino?
        Ma che favole ci volete raccontare? Quelle del lupo ambientalista, oculato nella gestione della fauna e buono con i bambini?

  12. Cancellatemi se lo considerate pubblicità, ma suggerirei a tutti il libro “Le conseguenze del ritorno” di Luca Giunti, un guardiaparco esperto di lupi, che affronta la problematica in modo “agnostico” e competente.
    Approfondendo un po’ l’argomento è facile comprendere, al di là delle posizioni di principio e di paura, come per la sopravvivenza di entrambe le specie, lupo e uomo, sia indispensabile:
    1-Considerare come inevitabile la predazione da parte del Lupo (l’unica alternativa sarebbe l’estinzione).
    2-Adottare strumenti che lo tengano lontano dalle case degli umani, impedendone la confidenza. Ricordando, nella scelta degli strumenti, che un lupo morto è solo un lupo morto, mentre un lupo spaventato dagli uomini lo insegna al branco ed alla propria discendenza, evitando futuro dolore a entrambi, lupi ed umani.
    Un caro saluto

  13. Quindi un lupo che caccia un cervo non è normale? E il passo successivo per il lupo sarà cacciare l ‘uomo? Siamo alla follia e al non riconoscimento di un evento naturale. Chi porta equilibrio sul numero dei cervidi non sono i cacciatori umani, ma i predatori all’apice della catena alimentare, cioè i lupi. Invece di gioire di un ritrovato equilibrio, si evoca l’atavica paura. Impariamo a conoscerlo e a rispettarlo e conviviamo sereni.

    1. Ma che ritrovato equilibrio!!!
      Non ci sono quasi più cervi in giro, per non parlare dei caprioli!
      Il ritrovato equilibrio sarebbe che esci di casa e devi scansare i lupi che sbranano il povero cervo di turno in mezzo alle case???
      Ma vi rendete conto delle enormità che scrivete?
      Qui non siamo negli sterminati territori del nord-America o nella steppa caucasica, qui siamo in una regione fortemente antropizzata e i lupi sono un di più, creano danni sia alla fauna selvatica sia agli animali d’allevamento, e costituiscono un pericolo per tutti.
      Vogliamo aspettare il fattaccio, quando non avranno più prede selvatiche, ma la fame, quella sì, continueranno ad averla?
      L’atavica paura non è un pregiudizio figlio della notte dei tempi, è il condensato di quello che i lupi facevano quando l’uomo non aveva ancora le armi da fuoco. Solo dopo ha iniziato a temere l’uomo.
      In Francia, ancora nel 1700 c’erano i “lupari” (louvetiers) stipendiati dal re per eliminare questi predatori che creavano danni agli allevamenti e aggredivano le persone.
      Basterebbe leggere e imparare la Storia e non pensare di essere più intelligenti dei nostri avi.

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