Alla votazione dell’ultima variazione di bilancio approvata dalla Giunta comunale il 4 marzo, il sindaco di Chamois era assente giustificato. Pochi giorni prima, il 26 febbraio, il Consiglio comunale era chiamato a votare il bilancio di previsione dell’ente. In quell’occasione il sindaco Remo Ducly, presente all’inizio della seduta insieme all’assessore Marco Rigollet, ha lasciato la sala consiliare durante la discussione e la votazione del punto.
A spiegare l’uscita dei due esponenti dell’amministrazione è lo stesso atto approvato: “Si allontanano dalla sala consiliare alle ore 10:10 al fine di evitare che possa adombrarsi l’ipotesi di potenziali conflitti di interessi, incompatibilità e violazione dei principi di imparzialità”.
Fatti che oggi portano la minoranza a denunciare: “Chi governa davvero Chamois?”
La questione era emersa già all’indomani dell’insediamento della nuova amministrazione guidata da Ducly, già sindaco del paese dal 2006 al 2020. Proprio i consiglieri di minoranza avevano sollevato la presunta incompatibilità tra la carica di sindaco, con delega al bilancio, e quella di assessore con l’impiego di Ducly e Rigollet nella società Chamois Servizi srl, partecipata comunale che gestisce la funivia che collega Buisson al paese.
Una tesi che il gruppo torna oggi a rilanciare alla luce delle ripetute assenze del sindaco e dell’assessore nei momenti decisivi per l’approvazione degli atti più importanti dell’ente. Ma anche dell’arrivo di un parere redatto dal segretario comunale e dal revisore dei conti, che avrebbero evidenziato una situazione di potenziale conflitto di interessi legata al ruolo di “capo servizio” ricoperto dal sindaco all’interno della stessa società.
“Il parere esiste ed era noto fin dall’inizio. Quando si discute di determinati argomenti io mi assento per una scelta di opportunità e seguendo anche le indicazioni ricevute dai legali. – replica il primo cittadino Remo Ducly – Questo non significa che la maggioranza abbia difficoltà a discutere i provvedimenti. Anzi, la maggioranza non ha alcun problema ad affrontare questi temi. Secondo i legali, peraltro, io potrei anche essere presente durante la discussione e astenermi: la mia assenza non dipende dal fatto che non voglia votare il bilancio, ma dalla volontà di evitare qualsiasi dubbio sollevato dalla minoranza. La minoranza ha infatti presentato delle segnalazioni alla Corte dei conti e alla Regione e siamo in attesa di ulteriori chiarimenti. Noi stiamo agendo nella massima correttezza e trasparenza”.
Sulla delega al bilancio, attualmente nelle sue mani, il sindaco aggiunge: ” Stiamo ragionando anche sulla questione delle deleghe. In ogni caso il bilancio è il risultato di un lavoro corale della Giunta. L’assetto di governo del Comune è solido, chiaro ed efficiente. In questi primi mesi di amministrazione abbiamo lavorato con determinazione, recuperando numerosi dossier e temi rimasti sospesi dalla precedente amministrazione e portando avanti diverse iniziative concrete per il nostro territorio.1 risultati raggiunti dimostrano la volontà di governare con serietà, pragmatismo e responsabilità”.
Ad assumere le funzioni operative nelle votazioni “sensibili” è il vicesindaco Alberto Cialdella, al quale sono state conferite tutte le deleghe relative a Chamois Servizi, comprese quelle connesse ai diritti del socio e alla nomina degli amministratori e dei componenti del collegio sindacale, prerogative che normalmente spettano al sindaco.
“Il vero tema non è il documento contabile: è l’assetto di governo del Comune, sempre più opaco e istituzionalmente fragile – sottolineano i consiglieri di minoranza Roberto Rigollet, Claudia Valabrega e Simone Cecchetto – Il sindaco può dirsi realmente estraneo alle decisioni più rilevanti semplicemente perché assente o astenuto?”.
Per l’opposizione: “Un Comune non può essere amministrato ‘a intermittenza’, con un sindaco che si sottrae ai passaggi decisivi. È una questione di etica, oltre che di equilibrio istituzionale: prima dei numeri viene la credibilità delle istituzioni”.
Nella Chamois Servizi srl, Remo Ducly ricopre il ruolo di caposervizio dell’impianto, mentre Marco Rigollet è agente di pedana e di vettura. La presunta incompatibilità richiamata dalla minoranza farebbe riferimento al decreto legislativo 267/2000 e alla legge regionale 4 del 1995, secondo cui “la duplice posizione di amministratore comunale e dipendente della società in house del medesimo ente configurerebbe una condizione di incompatibilità oggettiva e permanente”, già evidenziata – sostengono i consiglieri – da Anac, Ministero dell’Interno e Corte dei Conti.
Ducly era già stato sindaco del paese dal 2006 al 2020. “In quel periodo – ha spiegato – la funivia era alle dipendenze della Regione e io ero dipendente regionale. Il passaggio della gestione al Comune è avvenuto nel 2022”.
A Chamois l’opposizione attacca: “Presunta incompatibilità per sindaco e assessore”
10 ottobre 2025 di Martina Praz

Sono dipendenti della società Chamois Servizi srl, la partecipata comunale che gestisce la funivia che da Buisson sale in paese, e per questo sarebbero incompatibili con la carica di sindaco e di assessore. È la tesi sostenuta dal gruppo di minoranza del Consiglio comunale di Chamois. Durante la prima riunione di ieri, giovedì 9 ottobre, i consiglieri di opposizione Roberto Rigollet, Claudia Valabrega e Simone Cecchetto hanno parlato di “potenziali cause di incompatibilità” e “conflitto di interessi strutturale” riguardanti il neo eletto sindaco Remo Ducly, già primo cittadino dal 2006 al 2020, e l’assessore Marco Rigollet, entrambi dipendenti della società interamente partecipata dal Comune.
La segnalazione ha come riferimenti normativi il decreto legislativo 267/2000 e la legge regionale 4 del 1995 e evidenzia come “la duplice posizione di amministratore comunale e dipendente della società in house del medesimo ente configuri una condizione di incompatibilità oggettiva e permanente, già riconosciuta dall’Anac, dal Ministero dell’Interno e dalla Corte dei Conti”. Per i consiglieri di opposizione, “in tale situazione si crea una sovrapposizione tra controllore e controllato, che compromette i principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”. Per questo, il gruppo di minoranza ha chiesto che la segnalazione venga acquisita agli atti e allegata al verbale della seduta e che il segretario comunale esprima un parere scritto e motivato sulla legittimità della deliberazione di convalida degli eletti.
Alla Chamois Servizi srl, Remo Ducly è caposervizio dell’impianto e Marco Rigollet è un agente di pedana e di vettura. Per la minoranza la giurisprudenza è chiara. “Anche chi, pur senza firmare ordini di servizio formali, impartisce istruzioni operative o organizza il lavoro di altri, esercita poteri di coordinamento riconducibili alla funzione di capo servizio – spiega -. Nel caso di specie, Remo Ducly, pur privo di autonomia gestionale o di spesa, svolge di fatto un ruolo di direzione operativa del personale“. E aggiunge: “Non si tratta di un atto politico, ma di una questione di rispetto della legge e delle regole democratiche”.
“Avevamo già approfondito la questione prima di candidarci – spiega il sindaco Ducly -. Io e l’assessore all’interno della Chamois Servizi non abbiamo ruoli di rappresentanza né tantomeno di coordinamento dell’ente. Io sono un caposervizio dell’impianto e mi occupo della gestione ordinaria della funivia, non coordino nulla. Il mio collega è agente di pedana e di vettura. Secondo la normativa, l’incompatibilità non sussiste a queste condizioni, ci sarebbe soltanto se fossimo l’amministratore delegato o il direttore operativo“. Ducly era già stato sindaco del paese dal 2006 al 2020 ma, “in quel momento la funivia era alle dipendenze della Regione e io ero dipendente regionale. Il passaggio della gestione al Comune è avvenuto nel 2022”, ricorda.
Nel mirino dell’opposizione c’è anche la mancata richiesta di aspettativa da parte del Primo cittadino. “Secondo loro il sindaco dovrebbe essere a tempo pieno, scelta che non condivido, e sostengono che io benefici di due stipendi provenienti dallo stesso ente – prosegue Ducly -. È una polemica abbastanza sterile perché uno riguarda il mio lavoro ed è un partita di giro che arriva anche dalla Regione, con cui il Comune e la società hanno un accordo di programma, e l’altro è l’indennità di carica per cui valuteremo una riduzione. Ma sono due cose diverse“.
Toccherà ora il segretario comunale a definire la questione. “Si è preso del tempo per approfondire e anche noi faremo un’ulteriore verifica con i nostri consulenti, cosa che avevamo già fatto altrimenti non ci saremmo candidati”, conclude Ducly. L’invito della minoranza è di “trasmettere la questione all’Anac, alla Prefettura e alla Corte dei Conti, affinché vengano svolte le opportune verifiche di competenza”.

2 risposte
Ci sono piu amministratori che cittadini ….ecco la vera tristezza
Che tristezza… 😔