La Giunta di Cogne ha approvato tre progetti per la ricostruzione post alluvione

Uno è il quadro esigenziale per la ricostruzione del ponte e la riqualificazione della frazione Valnontey, assieme a due documenti per l’intervento sull'acquedotto nelle località Arpisson e Bouva e per la realizzazione di paramassi e paravalanghe a protezione della strada per Lillaz.
Valnontey
Comuni

La Giunta comunale di Cogne ha approvato, giovedì 26 marzo, tre atti per il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio dopo i danni dell’alluvione del 29 e 30 giugno 2024.

Uno di questi è il quadro esigenziale e gli obiettivi Strategici per la ricostruzione del ponte e la riqualificazione della frazione Valnontey, assieme a due Documenti di indirizzo alla progettazione – i cosiddetti Dip – per l’intervento sulla rete acquedottistica in località Arpisson e località Bouva e per l’intervento di realizzazione di un’opera paramassi e paravalanghe a protezione della strada comunale per Lillaz.

Riqualificazione della frazione Valnontey: il quadro esigenziale

Il documento approvato ha incluso fasi di studio da parte di professionisti del settore — anche attraverso un concorso di idee chiuso proprio a marzo 2026 — oltre ai confronti con la Regione, la Protezione civile ed i principali portatori di interesse.

“Valnontey rappresenta la porta d’accesso più rappresentativa e iconica al Parco Nazionale del Gran Paradiso”, si lega nella nota della Giunta. Per questo, “la ricostruzione è intesa come un’opportunità per ripensare gli equilibri di questo luogo unico, andando oltre il mero ripristino dell’esistente”.

Il quadro esigenziale “non definisce soluzioni progettuali definitive, ma stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi strategici ai quali dovranno attenersi i professionisti e i soggetti coinvolti nelle successive fasi di progettazione ed esecuzione”. Restano ferme, in ogni caso, “le valutazioni di ordine tecnico che saranno approfondite nei successivi livelli progettuali previsti dalla normativa”.

I “principi cardine”

Stando alla Giunta, “il documento individua sei principi fondamentali: la sicurezza dell’abitato come priorità assoluta; la minimizzazione dell’impatto visivo e ambientale di tutte le opere, anche dalla veduta aerea; l’armonia con il paesaggio circostante e la coerenza con il contesto del Parco Nazionale del Gran Paradiso; l’utilizzo di materiali consoni al contesto montano; la promozione della mobilità dolce e della pedonalità; la massimizzazione della permeabilità dei suoli”.

La questione centrale: la posizione del nuovo ponte

Uno degli aspetti più rilevanti del documento riguarda la collocazione del nuovo attraversamento del torrente Valnontey, “che costituisce il nodo progettuale centrale dell’intera riqualificazione”. Il quadro esigenziale non fissa una posizione definitiva, ma “indica che la scelta sarà determinata dall’esito di un approfondito studio idraulico, delineando due ipotesi alternative”.

L’ipotesi A prevede la realizzazione di un ponte unico — carrabile e al contempo pedonale — “qualora si individui una soluzione idraulica idonea nella fascia compresa tra la posizione del ponte attuale e i primi 50 metri a valle dello stesso. In questo scenario il manufatto integrerebbe tutte le funzioni di attraversamento, con spazi dedicati ai pedoni, rampe e scalinate di accesso, in sintonia con l’architettura e il paesaggio circostanti”.

L’ipotesi B, invece, è “da adottarsi qualora non si riuscisse a trovare una soluzione idraulica adeguata nell’area sopra indicata” e “prevede due strutture distinte: un ponte carrabile collocato più a valle e una passerella pedonale nella zona del ponte attuale, in modo da garantire la continuità di fruizione tra le due sponde della frazione ed evitare l’isolamento dell’abitato”.

In entrambe le ipotesi, dice la Giunta, “gli indirizzi rispondono a precise esigenze: garantire la massima sicurezza dell’insediamento separando il traffico veicolare dalla zona residenziale; prevedere una zona di espansione del torrente a monte del ponte in sinistra orografica, dove il flusso durante l’evento di piena possa ridurre la propria energia; e soprattutto evitare il ripetersi dell’effetto a tappo verificatosi durante l’alluvione del giugno 2024, quando il ponte esistente ha generato un forte rigurgito con conseguente innalzamento dei livelli idrici ed esondazione”.

Il documento indica inoltre che il nuovo ponte “dovrà essere realizzato con materiali consoni al territorio: acciaio Corten per gli elementi strutturali a vista, pietra locale per i rivestimenti e legno per parapetti e finiture, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto visivo del manufatto”.

Difese spondali, mobilità e riqualificazione

Non solo, perché il quadro indica anche “la necessità di interventi di difesa spondale dalla zona a monte del campeggio Gran Paradiso lungo la destra orografica fino al campeggio Lo Stambecco, con soluzioni che prediligano terre armate negli ambiti naturali e murature rivestite in pietra nelle zone urbane. Le opere dovranno garantire la possibilità di esondazione controllata in sinistra orografica”.

In tema di mobilità, il documento prevede l’istituzione di due zone a traffico limitato: una sulla sinistra orografica dal ponte e una nella parte alta del paese. Gli indirizzi suggeriscono l’eliminazione dell’asfalto a favore di sampietrini o soluzioni in pietra locale, “restituendo alla frazione il carattere di villaggio alpino”. Il parcheggio a valle, invece, “dovrà essere mantenuto e significativamente rinverdito, con piantumazione di vegetazione autoctona e pavimentazioni permeabili, dotandolo di un sistema di controllo degli ingressi con pannelli informativi”.

È inoltre previsto l’indirizzo per una passerella stagionale smontabile per attraversare le piste da sci di fondo durante il periodo invernale, ma anche la riqualificazione dell’area del parco giochi con materiali naturali e sostenibili.

L’intervento sulla rete dell’acquedotto nelle località Arpisson e Bouva

Come detto, il secondo atto approvato in Giunta è il Documento di indirizzo alla progettazione per l’intervento sulla rete acquedottistica nelle località di Arpisson e Bouva, per un importo complessivo di 910mila euro.

In località Arpisson – l’importo previsto è di 460mila euro -, l’intervento riguarda la rete che alimenta la frazione di Epinel, gravemente compromessa dall’alluvione del giugno 2024. Già oggetto di interventi di somma urgenza nel 2025, l’area vede “una copiosa venuta d’acqua sorgiva ad oggi non captata”. Per questo, il Dip fornisce gli indirizzi per la progettazione di una nuova captazione, una vasca di raccolta e un desabbiatore, con l’obiettivo di potenziare la portata dell’acquedotto a servizio di Epinel e potenzialmente anche della frazione di Cretaz.

In località Bouva  – l’importo previsto è di 450mila euro -, l’intervento mira invece a “potenziare le captazioni della sorgente che costituisce la primaria fonte di approvvigionamento idrico del capoluogo. A supporto della progettazione sono state condotte indagini geofisiche che hanno consentito di definire il modello idrogeologico della sorgente. Sulla base di tali risultanze, il Dip indica come possibili direzioni progettuali la realizzazione di una trincea drenante o di pozzi di captazione a monte della captazione attuale per garantire portate sufficienti anche nei periodi di maggiore affluenza turistica. Le soluzioni definitive saranno individuate nelle successive fasi progettuali”.

L’opera paramassi e paravalanghe sulla strada per Lillaz

Il terzo atto approvato è il Documento di indirizzo alla progettazione per l’intervento di protezione della strada comunale per Lillaz, con un importo massimo per lavori pari a 950mila euro.

L’area di intervento interessa la strada comunale poco prima della frazione di Champlong, in corrispondenza di un impluvio soggetto al rischio di caduta massi e valanghe. Durante l’alluvione del giugno 2024, una colata detritica ha invaso la carreggiata interrompendo il collegamento viario con Lillaz.

Il Dip indica come obiettivo “la riduzione della vulnerabilità del tratto stradale attraverso la possibile realizzazione di una galleria paramassi e paravalanghe e/o interventi di protezione attiva lungo il versante”. Il documento prevede anche “che vengano sviluppate diverse alternative progettuali, ciascuna con la quantificazione del rischio residuo, lasciando alla fase di progettazione la definizione della soluzione ottimale”. Non solo: “È contemplata – spiega ancora la nota di Giunta – la possibilità di esecuzione in lotti successivi qualora le soluzioni individuate superassero le risorse disponibili”.

La minoranza di Cogne lancia la propria proposta: nuovo ponte e ZTL per salvare Valnontey

23 marzo 2026
di Silvia Savoye

Progetto ponte proposta minoranza
Progetto ponte proposta minoranza

La realizzazione di un nuovo ponte coerente con quello esistente; l’introduzione di una zona a traffico limitato; la realizzazione di opere di difesa idraulica integrate con il paesaggio, ma anche la valorizzazione degli spazi pubblici.

Alle cinque proposte arrivate al concorso di idee per la riqualificazione della Valnontey, se ne aggiunge oggi un’altra, presentata dal gruppo di minoranza “Ensemble pour l’avenir de Cogne”.

“La proposta nasce da un’analisi approfondita delle soluzioni progettuali elaborate negli ultimi tempi, dal confronto con le posizioni espresse sul territorio e dalla volontà di mantenere centrale il ruolo della comunità nelle scelte future.” spiega una nota.

Il ponte, nelle intenzioni della minoranza, dovrà richiamare architettonicamente quello esistente, a due o tre campate, con
struttura portante in legno e pila o pile centrali in muratura, comprendente una corsia carrabile e una ciclo-pedonale.

Nella zona antistante la chiesa è prevista la creazione di una piazzetta, con scalinata e raccordi, destinata a spazio di aggregazione
urbana. Altri dettaglio della proposta riguardano: la realizzazione di un parapetto in muratura lungo il torrente, con funzione sia di protezione che di arginatura per garantire il franco di sicurezza; la costruzione   di arginature in muratura in cemento armato rivestite in pietrame malta nel tratto tra le pompe dell’acquedotto e la fine del piazzale/ aree verdi; la costruzione di arginature in terra armata con acciottolato verso il campeggio e a valle dei piazzali/aree verdi sino ai canaloni di Teuf.

Come accade in Val Ferret la volontà è di andare a realizzare un sistema di monitoraggio automatico della sosta sui piazzali limitando l’accesso alla Valnontey al numero di parcheggi disponibili.

La progettazione complessiva della riqualificazione verrà suddivisa in lotti funzionali, per consentire l’esecuzione contemporanea di più interventi in base alle priorità.

Valnontey dopo l’alluvione: cinque idee per ridisegnare la frazione

16 marzo 2026

Duramente colpita dall’alluvione del giugno 2024, Valnontey inizia a immaginare la propria rinascita. Lo fa attraverso i progetti presentati al concorso di idee per la riqualificazione della frazione di Cogne, illustrati nei giorni scorsi alla cittadinanza.

Tra le cinque proposte depositate, la commissione ha premiato quella di Edileco di Nus, rappresentata dall’ingegner Enea Amato, alla quale andranno 10 mila euro. Al secondo posto si è classificato Atelier Projet Studio Associato con l’architetto Alberto Duc, che ottiene 6 mila euro, mentre 4 mila euro vanno al terzo classificato, il raggruppamento temporaneo formato dagli architetti Giulio Violanti e Gregorio Ninci.

Dalle idee raccolte il Comune intende ora estrarre gli elementi più utili per costruire il Documento di indirizzo alla progettazione, che sarà predisposto nelle prossime settimane.

“Si trattava di un concorso di idee, quindi il Comune non è vincolato a seguire integralmente una proposta piuttosto che un’altra”, spiega il sindaco Denis Truc. “Ci siamo dati l’obiettivo di chiudere il Documento di indirizzo alla progettazione entro una quindicina di giorni, così da poterlo mettere a base di gara. Successivamente dovremo procedere con la gara per la progettazione, poi con l’approvazione del progetto e infine con l’appalto dei lavori. L’obiettivo è riuscire a partire molto probabilmente prima del 2027”.

L’indirizzo dell’amministrazione è chiaro: puntare su una soluzione il più possibile verde, con materiali a basso impatto e rispettosi dell’ambiente. Ma il criterio guida resta soprattutto uno: la sicurezza della frazione.

“L’obiettivo primario resta quello di garantire la sicurezza di Valnontey: è questo il punto che ci ha guidato fin dall’inizio”, aggiunge il sindaco. “Bisogna assicurare un attraversamento sicuro e su questo resta aperto il nodo tra ponte o passerella pedonale. Tra le ipotesi emerse nelle cinque idee progettuali, alcune prevedono una passerella pedonale nella posizione dell’attuale ponte, altre invece la collocano in un punto diverso. Inoltre è stata prospettata anche la possibilità di realizzare un ponte veicolare nella parte finale dell’attuale piazzale. L’altra alternativa è quella di realizzare un’unica struttura, in grado di assolvere sia alla funzione pedonale sia a quella veicolare”.

Il progetto vincitore: due ponti e un paese più pedonale

La proposta di Edileco, vincitrice del concorso, immagina due attraversamenti distinti: un ponte carrabile all’ingresso della frazione e una passerella pedonale in prossimità dell’attuale ponte.

Il primo avrebbe la funzione di garantire l’accesso alle attività commerciali e al Giardino Paradisia, sulla sinistra orografica del torrente. La struttura, semplice e costruita in gran parte in legno, punta a minimizzare l’impatto paesaggistico.

La seconda sarebbe invece una passerella pedonale multifunzionale, collocata in corrispondenza della nuova piazza. In estate sarebbe utilizzata da pedoni e ciclisti; in inverno, per consentire il passaggio della pista di sci di fondo, la corsia ciclabile verrebbe rivestita con tappeti speciali, così da non danneggiare la struttura.

La relazione progettuale insiste molto sull’idea di una Valnontey più lenta e più verde, con le auto tenute ai margini del paese e un abitato restituito a pedoni, biciclette e sciatori. L’area di sosta verrebbe separata da quella pedonale attraverso un grande portale con il nome della frazione, mentre al centro del paese troverebbe spazio una nuova piazza tra la passerella e la cappella di San Leonardo, destinata a diventare il baricentro della vita del villaggio. Il progetto prevede anche una nuova autorimessa interrata e la valorizzazione degli spazi verdi e del parco giochi.

Il costo del progetto è di 8,1 milioni di euro.

La proposta seconda classificata: ponte a valle e navette

Diversa l’impostazione di Atelier Projet Studio Associato, che prende spunto dal modello degli accessi regolati di Val Ferret e Val Veny. L’idea è quella di ridurre il traffico privato a Valnontey, facendo leva sul servizio di navette che già collega Cogne alla frazione.

Secondo gli studi idraulici allegati al progetto, non ci sarebbero alternative al posizionamento del nuovo ponte carrabile a valle della frazione.

La soluzione prevede quindi una nuova diramazione stradale verso sinistra orografica, un parcheggio a raso da 15 posti, un’area di fermata per pullman e navette, un piccolo edificio ipogeo come punto informativo e biglietteria, e soprattutto un parcheggio ipogeo da 93 posti, integrato nel pendio e inerbito. L’obiettivo dichiarato è chiaro: lasciare le auto il più possibile all’ingresso della frazione e rendere il resto dell’abitato maggiormente fruibile a piedi.

Anche questa proposta prevede una forte valorizzazione della mobilità lenta, con il potenziamento dei percorsi pedonali lungo il torrente, un marciapiede in pietra verso la cappella di Saint Leonard e un tracciato dedicato alle mountain bike, pensato in forma sterrata per limitare l’impatto sul territorio.

Il costo della proposta è di 11,4 milioni di euro.

La terza proposta: un anello che abbraccia il torrente

La proposta del raggruppamento formato da Giulio Violanti e Gregorio Ninci si distingue invece per un forte segno geometrico: un grande anello di circa 90 metri di diametro che abbraccia il torrente e organizza l’intero sistema degli attraversamenti.

All’interno di questo disegno si sviluppano due ponti distinti: uno carrabile, con carreggiata da 4 metri, e una passerella ciclopedonale larga 3,5 metri. La scelta progettuale punta a separare in modo netto i flussi veicolari da quelli pedonali e ciclabili, evitando interferenze e aumentando la sicurezza.

L’anello, oltre a definire i ponti, organizza anche lo spazio interno, concepito come un piccolo parco naturale con al centro un punto di ristoro. Grande attenzione è riservata anche ai parcheggi, che vengono trasformati in infrastrutture quasi invisibili grazie a coperture verdi calpestabili, pensate come dune artificiali integrate nel paesaggio.

Secondo i progettisti, il ponte attuale presenta criticità strutturali e idrauliche tali da rendere più conveniente la demolizione e la costruzione di due nuovi attraversamenti, progettati con criteri moderni di sicurezza, durabilità e inserimento paesaggistico.

Il costo è di 2,9 milioni di euro circa.

Approvate le linee guida per il concorso di idee sulla ricostruzione della Valnontey

14 agosto 2025
di Martina Praz
Cogne Valnontey
Turisti in Valnontey.
Valorizzare il paesaggio della frazione, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale, all’identità culturale e alla sicurezza. Nei giorni scorsi, il Consiglio comunale di Cogne ha approvato le linee guida per l‘indizione del concorso di idee sulla ricostruzione della Valnontey, colpita dall’alluvione del 29 e 30 giugno dello scorso anno. Dopo aver presentato una proposta di progetto, che ha sollevato diverse polemiche, l’amministrazione comunale ha scelto un approccio “integrato e partecipato” per immaginare insieme alla comunità il futuro di quell’angolo del paese, in parte ridisegnato dall’esondazione del torrente.

L’iniziativa punta a “acquisire contributi progettuali creativi e innovativi, in grado di orientare le future scelte amministrative e di pianificazione, con particolare attenzione ai criteri tecnici di sicurezza e compatibilità ambientale – si legge nel documento approvato -, garantendo  nel contempo massima libertà progettuale, affinché emerga il meglio della creatività e dell’intelligenza collettiva”. Il concorso – per cui sarà pubblicato a breve il bando – “non comporta l’affidamento diretto di incarichi di progettazione“. I progetti premiati in denaro – con 10.000 euro per il primo classificato, 6.000 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo – potranno, infatti, essere utilizzati dall’amministrazione comunale come “base per eventuali sviluppi progettuali futuri“.

Al concorso, potranno partecipare architetti, ingegneri, paesaggisti, urbanisti e geometri iscritti ai rispettivi Ordini professionali, singolarmente o in forma associata e i lavoratori dipendenti abilitati all’esercizio della professione e iscritti all’ordine professionale, esclusi quelli della stazione appaltante o dell’ente concedente che bandisce il concorso.

Per la redazione del progetto, il Comune metterà a disposizione dei partecipanti le ortofoto del centro abitato della Valnontey dopo l’alluvione con evidenziate le zone esondate, i rilievi topografici, lo studio idraulico del torrente e la sezione tipo dell’alveo in corrispondenza del centro abitato della frazione. I concorrenti “saranno liberi di presentare e proporre qualsiasi ipotesi progettuale, tenendo conto della specificità del contesto ambientale in cui la Valnontey è collocata e potranno essere previsti al massimo due attraversamenti (di cui uno carraio)”. Via libera alla “modifica o al mantenimento della viabilità esistente”. Anche il ponte di Valnontey potrà essere “mantenuto nella posizione attuale o spostato all’intero del centro abitato o nelle aree di sosta limitrofe”, così come le aree di sosta “potranno essere riorganizzate, modificate, previste a cielo aperto o interrate o in forma mista”.

La proposta progettuale – che dovrà essere presentata in forma anonima entro la scadenza che sarà fissata dal bando – dovrà comprendere una relazione illustrativa di massimo 20 pagine che descriva l’idea generale, gli obiettivi e i principi che l’hanno ispirata,  una planimetria generale, le sezioni trasversali tipo, lo schema del nuovo ponte con la pianta e almeno una sezione trasversale ed una longitudinale, eventuali viste prospettiche e render e una scheda sintetica con una stima dei costi. Gli elaborati devono essere presentati su tavole in formato A1/A3 in formato cartaceo e digitale (pdf). I dettagli delle linee guide possono essere consultati sull’albo pretorio online del Comune.

L’amministrazione comunale di Cogne rilancia sul progetto Valnontey: “Un concorso di idee per ricostruire insieme”

19 luglio 2025
di Silvia Savoye

Complici, forse, le prossime elezioni comunali, a Cogne non si placano le polemiche sul progetto di ricostruzione della Valnontey. Per questo l’Amministrazione comunale torna a intervenire, annunciando l’intenzione di promuovere un concorso di idee, all’interno di un percorso condiviso con la popolazione.

“L’Amministrazione comunale di Cogne, consapevole della forte carica emotiva che lega la comunità – residente e non – alla Valnontey, ha scelto di andare oltre le procedure ordinarie, adottando un approccio nuovo, trasparente e partecipato nella gestione della fase post-emergenziale”, spiega una nota.

Pur trattandosi di interventi in somma urgenza, per i quali non è prevista la Valutazione ambientale, il Comune ha scelto di avviare un confronto aperto con cittadini e tecnici, raccogliendo critiche, timori e proposte emerse in questi mesi. Nessuna decisione “calata dall’alto”, dunque, ma una linea fondata su ascolto e condivisione.

In quest’ottica si inserisce l’idea di un concorso pubblico, rivolto a tecnici, professionisti e alla comunità, “per ripensare insieme la riqualificazione dell’abitato, delle aree golenali e della viabilità”.

Il concorso, aggiunge la nota, “sarà guidato da criteri tecnici di sicurezza e compatibilità ambientale, ma offrirà massima libertà progettuale, affinché emerga il meglio della creatività e dell’intelligenza collettiva. Metteremo a disposizione tutti i dati disponibili, dagli studi idraulici al rilievo topografico, affinché le proposte siano concrete, realizzabili e conformi alla normativa vigente”.

Nel frattempo, il Comune chiarisce che le uniche opere affidate al Commissario per la ricostruzione post-alluvione, nominato dal Ministero per la Protezione civile nazionale, riguarderanno il ripristino dei sottoservizi e della viabilità principale, ovvero la strada da Cogne fino al canalone di Teuf. In ogni caso, verranno acquisiti i pareri degli enti competenti (Parco, Sovrintendenza, vincoli idrogeologici).

Per tutti gli altri interventi – dalla messa in sicurezza del torrente alla riqualificazione dell’abitato – l’Amministrazione chiederà formalmente alla Regione Valle d’Aosta di attivare un percorso distinto.

“È stato scelto un approccio nuovo: dalla gestione emergenziale alla visione strategica, dalla progettazione chiusa al confronto aperto – conclude la nota – perché la rinascita di un luogo così speciale non può che partire da chi lo vive e lo ama”.

Il Parco Gran Paradiso: “Nessun confronto sul progetto Valnontey, pronti al dialogo per soluzioni sostenibili”

17 maggio 2025

Gli incontri “non hanno mai avuto come oggetto il rifacimento della viabilità esistente e le modalità di progettazione dei parcheggi, che sono, allo stato attuale, da quanto risulta dai comunicati dell’Amministrazione locale, solo propositi e non ancora un vero e proprio progetto“. Sollecitato da più parti anche l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso interviene sul progetto di riqualificazione della Valnontey.

Il Parco ricorda, in particolare, come dopo l’alluvione abbia “prontamente risposto alle richieste pervenute, anche nel Comune di Cogne, stanziando un significativo contributo finanziario destinato al ripristino di sentieri e muretti a secco danneggiati, con l’obiettivo di tutelare e recuperare le infrastrutture tradizionali e il patrimonio escursionistico dell’area”. Successivamente è stato coinvolto “in riunioni tecniche che hanno avuto come oggetto la progettazione di interventi per il recupero agro-pastorale del fondovalle, il ripristino temporaneo delle prese d’acqua a scopo irriguo e alimentare, nonché delle briglie sul torrente”. Mai in riunioni sul progetto di riqualificazione.

“L’Ente Parco, quando interpellato, – conclude la nota –  sarà come sempre disponibile al dialogo con tutti i soggetti istituzionali coinvolti soprattutto se questo sarà teso, in linea con le strategie già adottate per l’accesso al Colle del Nivolet in alta Valle Orco, alla ricerca di soluzioni che, senza incidere sullo sviluppo delle realtà locali, promuovano una mobilità sempre più sostenibile all’interno dell’area protetta, nel pieno rispetto della missione di conservazione del Parco”.

Il progetto di riqualificazione della Valnontey divide, il comune: “E’ una suggestione”

13 maggio 2025

Non è piaciuto ad una parte degli abitanti di Cogne e non ha neppure convinto gli ambientalisti il progetto ricostruzione e riqualificazione della Valnontey, curato dallo studio Sertec e presentato nei giorni scorsi in una serata pubblica. L’Amministrazione comunale prova a spegnere le polemiche, scatenatesi a seguito della pubblicazione dei video e dalle foto diffuse dai social, parlato di “ipotesi progettuale” e di “una suggestione”. Insomma, quanto mostrato non è il progetto definitivo, che verrà presentato entro due mesi e passerà al vaglio della conferenza dei servizi.

Ma prima, promette l’amministrazione comunale, sarà organizzato un nuovo incontro pubblico, allargato a tutti i residenti di Cogne, per raccogliere “idee e soluzioni alternative da poter valutare serenamente”, nella speranza che “non prevalga da parte dell’opinione pubblica la volontà di mantenere il villaggio di Valnontey un grande parcheggio a cielo aperto”. 

Nell’idea del governo comunale, la riqualificazione vuole trasformare la Valnontey in una zona a traffico limitato e pedonale, eliminando le “troppe aree di sosta a raso esistenti”.  Al contempo Comune, in accordo con il Parco nazionale del Gran Paradiso e la Regione vogliono rinaturalizzare il torrente, realizzare arginature in modo puntuale solo quando necessarie, realizzare interventi di bonifica agraria solo in quelle zone necessarie al mantenimento delle aziende agricole.

Al momento sono in fase di conclusione gli interventi di somma urgenza, realizzati a seguito dell’alluvione del 30 giugno 2024, per garantire un’accessibilità minima alla Valnontey oltre che il ripristino delle sorgenti degli acquedotti di Bouva”.
L’unico progetto che ha iniziato l’iter autorizzavo è quello relativo ai sottoservizi (fogna-acquedotto-linee elettriche-fibra) che ha ottenuto  parere favorevole dagli enti coinvolti. Entro pochi giorni, verrà portato in consiglio comunale il progetto definitivo per l’approvazione e a seguire verranno affidati in urgenza i lavori tramite la S.U.A. (Stazione unica appaltante regionale).

Nel frattempo comune e tecnici hanno lavorato per calcolare le portate del torrente e le larghezze dell’alveo necessarie per far defluire il torrente e capire quali sono state le cause dell’esondazione in corrispondenza dell’abitato. Quest’ultima in particolare è da attribuire “incontroverbilmente il vecchio ponte calcolato per una portata di 93 mc/sec (meno della metà della portata accertata) e la strada che lo collega con la sinistra orografica che ha fatto l’effetto diga”.
Da qui la necessità di pensare ad un nuovo ponte, che “potrà essere collocato ovunque ma dovrà avere per legge il suo imbocco a 3.50 /4.00 metri al di sopra dell’attuale viabilità e dovrà garantire una larghezza d’alveo posta su 2 livelli uno di magra e uno abbinato ad un’area golenale di esondazione, di larghezza complessiva di circa 40 metri”.

Lo studio Sertec propone di spostare il ponte nei pressi del piazzale per minimizzarne l’impatto visivo. Per collegare meglio i due nuclei abitati della Valnontey si è inoltro proposto di realizzare una passerella pedonale creando nel contempo un percorso pedonale che li collegasse entrambi. Il parcheggio interrato “potrebbe nascondere le auto e creare nell’insieme un aspetto più gradevole all’intera frazione”.

Le critiche di Legambiente

“Cosa rimane della naturalità del luogo che attirava tanti turisti amanti della natura?” Legambiente prende posizione sul progetto di ricostruzione e riqualificazione della Valnontey, contestando “limponente modifica di quello che era l’ambiente precedente e il fatto che non ci sia stato alcun iter di coinvolgimento pubblico”.

Fra le critiche mosse dall’associazione la “canalizzazione molto pesante del torrente, una cementificazione e urbanizzazione dei percorsi viari (strade, rotonde, parcheggi per pullman, piste ciclabili) che ricordano quelle periferie nelle quali si costruisce da zero (poiché in questi luoghi non c’è ancora nulla e quindi si può pianificare tutto a tavolino)”.

Legambiente si chiede dove siano stati discussi questi cambiamenti al piano regolatore. “Per l’affidamento dei lavori si fa riferimento allo stato di emergenza che si è creato un anno fa con l’alluvione, in modo da saltare le procedure ordinarie.  – evidenzia l’Associazione – Siamo d’accordo che va ripristinata la viabilità veicolare, al pari di quella sentieristica a valle e a monte dell’abitato. Ma un conto sono i lavori di somma urgenza, un conto sono quelli progettati e programmati ad un anno di distanza dall’evento”.

A luglio partono i lavori di ricostruzione della Valnontey

10 maggio 2025
di Nathalie Grange

I primi lavori riguarderanno i sottoservizi e prenderanno il via, secondo l’amministrazione comunale di Cogne, già a luglio. Poi si prevede l’asfaltatura definitiva della strada di collegamento al capoluogo e la costruzione di nuove opere.

La prima bozza del progetto di ricostruzione e riqualificazione della frazione Valnontey, curato dallo studio Sertec, è stato presentato alla popolazione, nei giorni scorsi, in una serata pubblica incentrata sul futuro della frazione devastata dall’alluvione del giugno 2024.

Il progetto prevede la costruzione di nuove arginature, la realizzazione di un ponte carrabile a valle dell’abitato e di una passerella pedonale appena a monte del ponte esistente, per mantenere e rafforzare il collegamento tra le due aree del villaggio. Durante la serata è stata anche discussa l’idea, ancora in fase di studio, di realizzare un’autorimessa interrata all’ingresso della frazione e un parcheggio per pullman turistici, con l’obiettivo di rendere Valnontey sempre più pedonale e accogliente, nel pieno rispetto del suo contesto naturale.

Tutti gli interventi, ad eccezione dell’autorimessa, sono già finanziati con fondi regionali e statali. I primi partiranno a luglio, cosa per cui durante l’estate sarà attivata una viabilità provvisoria, così da garantire l’accessibilità alla frazione anche durante il cantiere.

21 risposte

  1. Questo progetto ricalca il rendering della Sertec, già criticato per l’impatto negativo sul delicato equilibrio di una valle da preservare avendo cura di minimizzare ogni forma di antropizzazione.

  2. Resto sbigottita di fronte a queste proposte. Mi chiedo: come sia possibile pensare di fare un parcheggio sotterraneo in un’area fragile e gia’ provata dall’alluvione, come sia possibile ambire a ridisegnare Valnontey quando la meraviglia di questo posto e la bellezza della natura deve essere tutelata non stravolta, come sia possibile incrementare i parcheggi quando dovrebbero sparire le auto, come sia possibile parlare di un centro del paese quando la sua bellezza e’ proprio di essere un borgo con poche case, come sia possibile pensare di sostituite il ponte attuale con una passerella e non avere neppure preso in considerazione le proposte del Comitato per la salvaguardia di Valnontey, come sia possibile che il Parco mantenga questo silenzio assordante. Vergognoso!

  3. Vorrei intervenire, da tecnico questa volta e non da cittadino che esprime opinioni varie su un po’ di tutto.
    Da tecnico e da amante del paesaggio io sono, da tutta la mia vita professionale, un sostenitore dell’edilizia in montagna, anche in alta montagna.
    Alla maturità, nel 1981, ho fatto un tema in cui difendevo, argomentando, il complesso Ciel Bleu di Pila; da impiegato in quel di Cervinia ho apprezzato e sostenuto le realizzazioni di grande livello che la caratterizzano come il Giomein; sono stato dalla parte dell’autostrada del Monte Bianco, per la quale ho anche lavorato; più recentemente ho visto con favore e ho difeso sia The Stone che il nuovo condominio in costruzione all’Arco di Augusto e sono in attesa di vedere ultimata la stazione di monte della nuova cabinovia di Pila, la Stella del Cuis, per godermi lo splendido spettacolo che da lì sarà offerto anche a chi, come me alla mia età e in sovrappeso, altrimenti non ci potrebbe andare.
    Un condominio (possibilmente bello) in un versante montano che possa ospitare 100 famiglie comporterebbe una strada di accesso, un acquedotto, una fogna, un cavidotto, uno di tutto insomma, pensiamo invece alla devastazione che causerebbero 100 stupendi e tradizionalissimi chalets, con 100 vialetti, 100 acquedotti, 100 fognature, 100 cavidotti, eccetera.
    Non credo nel valore dell’immutabilità, non credo che l’esistente sia sempre e comunque meglio del nuovo, credo che gli uomini, con la loro creatività e la loro tecnologia possano intervenire sull’ambiente in cui vivono e che non ci debbano essere tabù ma solo fantasia, capacità tecnica e tanto buon senso.
    Anche a Cogne.
    Saluti.

  4. La cosiddetta “riqualificazione” della Valnontey non può essere realizzata con somma urgenza. La somma urgenza è limitata nel tempo e riguarda aspetti fondamentali come il ripristino di un acquedotto o di una strada interrotta. Se i politici di Cogne sperano di aggirare la legge sugli appalti con quell’espediente andranno sicuramente incontro alle indagini della Corte dei conti ed, eventualmente della Procura penale.

  5. A Cogne tutta l’estate, ci sono le navette gratuite. I poveri turisti lascerebbero la loro pregiata auto in paese. E non soffrirebbero affatto.

  6. suggestione dal dizionario della lingua italiana: Condizionamento psichico esercitato da altre persone o da fatti e situazioni o anche ingannevole impressione soggettiva che agisce con tale forza su un individuo da dominare la sua volontà, privarlo del giudizio critico o addirittura del senso della realtà: agire in stato di s. ipnotica

  7. Il video peggiora l’impressione . Forse a qualcuno è sfuggito che si tratta di un parco nazionale…

  8. Ma si: due strade, rotonda, bus, garage,ciclabile…continuiamo così, facciamoci del male…☹️

  9. Frequento la valnontey fin da bambino, oltre 40 anni fa, questo luogo mi ha sempre trasmesso magia e unicità. Lo scorso anno è stato un colpo al cuore vederla devastata dall’ alluvione, ma, approfittare del ripristino dei danni per rivoluzionare e sconvolgere una valle magnifica mi sembra vergognoso. La valnontey è natura, camminate, escursioni, lavorate per ripristinare tutti i sentieri e lasciamo i pullman alla larga.

  10. Mi unisco a Claudio Mongiovetto. Per esperienza i progetti presentati non vengono mai realizzati completamente, ma subiscono varie modifiche, raramente per il meglio. Detto ciò una volta portati lì i turisti che fanno ? I sentieri non ci sono più! E i pullman ? I turisti dei pullman non camminano dove li metti ? Cosa gli fai fare ? La visita guidata dello chalet di Tutino ? Lì porti a calpestare e devastare il Giardino Paradisia ? Poi li ammassi nell’ agriturismo e ristoranti vari ? Hanno provato a fare la stessa cosa (pullman) al Colle San Carlo per andare al lago di Arpy. Un flop ! Gente che non cammina, si affollano al bar e lasciano immondizia dappertutto, specie nei boschi. Non hanno la cultura giusta. I pullman lasciateli a Cervinia, Courmayeur, Aosta il loro habitat naturale. In montagna devono andare gli amanti della natura che ne capiscono e la amano. Esempio 4 anni fa arrivò un pullman di Parma dopo 200 mt si sono fermati a fotografare i camosci con le loro grandi corna ricurve … che emozione ! Erano le capre camosciate dell’ agriturismo ! Nessuno ha visto o sentito i campanacci al collo ! È questo che vogliamo ?

  11. Mi spiace per lo storico ponte, ma immagino che spostarlo a valle della frazione possa servire a ridurre il rischio che, in caso di alluvione, possa ostruirsi e fare da tappo allagando la zona abitata.
    Inoltre mi sembra di capire che al posto dell’attuale ponte carrabile sarà costruita una passerella pedonale, sufficientemente alta per evitare il rischio di cui sopra.

  12. Per quanto alle scelte politiche che hanno portato a questo progetto non mi esprimo, (la burocrazia è un’infernale pastoia che blocca i progetti e non permette di andare da nessuna parte, mentre il libero tutti in mano di pochi rischia di sortire lo stesso risultato. ) Personalmente osservando le elaborazioni informatiche l’idea non mi pare per nulla male. Rispetto alla situazione ante alluvione mi pare ci sia più verde e meno asfalto, si è ridato spazio al torrente, Il nuovo ponte dalla grafica pare enorme ma considerate le utenze credo sarà estremamente ridotto e realizzato in legno, credo non serva un’orribile e impattante struttura in cemento armato o travoni in ferro, il manto stradale della circolazione interna credo possa essere realizzata con metodologie più carine, meno invasive e altrettanto funzionali di una distesa bituminosa. Dalla grafica pare chiara la scelta di pedonalizzare l’intera Valnontey, un parcheggio per quattro pullman prima del ponte, una rotonda e nessun parcheggio previsto per le auto, l’attuale parcheggio diventa zona verde. Il parcheggio sotterraneo da quanto si legge non rientra in questa fase, e dovrà rientrare in un secondo progetto per i quali non ci sono ancora i finanziamenti (sarebbe comunque illogico fare un parcheggio sotterraneo se si è scelto di pedonalizzare)
    Credo comunque che tutto questo non abbia senso di esistere se non si interviene in modo oculato da Leutta fino in fondo alla valle, ripristinando la sentieristica e soprattutto i pascoli che ne erano la vera anima, non penso che Valnontey attirasse e incantasse si tanti turisti solamente per la bella faccia di noi Valligiani.

  13. Buongiorno, come amante della montagna e della Valle di Cogne che frequento da più di cinquant’anni, penso che questo progetto snaturi completamente le bellezze che rendono unica questa realtà: flora, fauna che coesistono in un ambiente che va rispettato. Mi chiedo se il Parco, Comune e abitanti di Cogne abbiano bisogno di quei turisti che ogni estate si stupiscono di non poter andare sul Gran Paradiso in auto. Forse sarebbe ora di cominciare a valorizzare quello che si ha e accogliere il turista partendo da questo. Penso che il progetto di costruzione di un’autorimessa sia semplicemente vergognoso. Spero che gli Enti preposti blocchino questa idea e investano in un turismo consapevole e rispettoso. In montagna si cammina! La storia inoltre ci dice- basta guardare anche foto e cartine vecchie – che il letto del torrente in Valnontey e’ sempre stato amplio e che continuare a restringere il suo corso ha portato solo danni.

  14. Autorimesse interrate e parcheggi per i bus a Valnontey?!? In montagna si va a piedi, rispettando i ritmi della natura!

    1. Vorresti dire che tutti dovrebbero arrivare a Cogne e lasciare li le macchine, i bus scaricare i turisti sempre in centro a Cogne e poi tutti su a piedi a Lillaz e in Valnontey? Ah e anche ad Epinel!
      A questo punto facciamo un gran parcheggio ad Aosta e poi tutti a piedi nelle varie valli laterali!

  15. Luglio, periodo “perfetto” per mettere in piedi un cantiere… ne saranno felici i turisti ospitati come il sottoscritto e i camosci….. mi occupo di lavori pubblici per mestiere e conosco lo Studio Sertec che é della mia zona, sicuramente sarà un progetto ben studiato e curato sotto ogni aspetto, ma da amante della Valnontey ritengo che si sarebbe dovuto e potuto investire sul rendere il luogo idrogeologicamente più sicuro (lavorando in primavera e in autunno, innevamento permettendo) anziché più turistico , preservandone la sua peculiarità, quella di ❤ selvaggio del Parco Nazionale del Gran Paradiso , i turisti lasciamoli in giro a Cogne e alle cascate di Lillaz e a Valnontey ridiamo la possibilità agli escursionisti di godere di posti favolosi come pre alluvione 2024 ….. e il rispristino dei sentieri a che punto é ? E l’Ente Parco cosa ne dice ? Tanti studi e vlutazioni sul Colle del Nivolet, da sempre meta di turisti e motociclisti (ma cosa si vuol studiare, non ci vuole una scienza per capire che gli animali selvatici sono disturbati dal traffico e dall’assalto dei turisti !) e poi ruspe , escavatori e camion a go go in prossimità della zona più incontaminata del Parco e nel pieno della stagione estiva. Mi auguro solo che non sia l’ennesima speculazione per qualcuno !

  16. Mi pare di capire che il ponte di legno davanti la chiesa di san Leonardo sarà sostituito con altri due ponti (uno molto prima e uno dopo ( davanti l’agriturismo)…. asfaltando a monte dove potranno transitare le auto oltre a una pista ciclabile…. sicuramente non sono la persona giusta per esprimere un giudizio che a parer mio è negativo. Sono 40 anni che vengo a Cogne e posso garantire che la magia che si può osservare a valnontey è unica …il senso di pace e la sensazione di essere fuori dalla città e da tutto quello che comporta come le auto, l’asfaltatura… non ha eguali. Valnontey è unica, non credo abbia bisogno di grandi cambiamenti… occupatevi della sicurezza del territorio e non cambiatelo … è così frequentata proprio per la sua naturalezza

  17. Cos’è quel ponte carrabile dopo l’agriturismo, e quelle strade che scempio per il paesaggio

  18. La valle di Cogne è rimasta una delle pochissime a conservare ancora l’originalità dei luoghi! NON ROVINATELA con inutili e impattanti infrastrutture non necessarie! Impegnatevi a mantenere vivo lo spirito primordiale che caratterizza questi magnifici luoghi.
    Nel nostro territorio abbiamo già numerosi esempi di scempi liberamente eseguiti!

  19. Non è stato presentato alla popolazione, ma solo agli abitanti di Valnontey, tutti messi di fronte ad un progetto di fatto compiuto anche se dichiarato “non definitivo” e una formale apertura a suggerimenti ed osservazioni, puntualmente minimizzate dal parere degli “esperti”. Il 30 luglio dovrebbe decadere lo Stato d’Emergenza che ha reso possibile lo studio di un progetto affidato ad una sola ditta , in deroga al parere del Parco nazionale Gran Paradiso, alla Sovrintendenza e a qualunque concorso di idee. Come abitante (e residente tutto l’anno) di Valnontey, non posso che rallegrarmi che finalmente partino i lavori, quanto al progetto in questione avrei invece più di un’obiezione

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