Case a 1 euro, a Oyace sono stati assegnati i primi due immobili

A Oyace sono stati assegnati i primi due edifici coinvolti nel progetto "Case a 1 euro" che verranno adibiti ad abitazioni private.
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A meno di un anno dalla prima manifestazione di interesse da parte del consiglio comunale di Oyace per l’iniziativa “Case a un euro”, i primi immobili  sono stati assegnati. Gli edifici in questione sono due. Il primo stabile, situato in località Chalambé, è stato assegnato a un uomo e una donna residenti nel bolognese. Il secondo, situato in località Voisonal, nel centro storico di Oyace, se l’è aggiudicato un uomo residente in Olanda. Entrambi gli edifici verranno adibiti ad abitazioni private.

I progetti presentati dagli assegnatari sono stati analizzati dalla commissione esaminatrice, composta da un geometra, un architetto e un ingegnere di madre lingua inglese. Le due istanze sono state selezionate tra le 14 presentate originariamente e ritenute ammissibili dalla commissione.

Il bando prevede che entrambi gli edifici vengano ultimati entro 54 mesi dalla cessione. In entrambi i casi i lavori di ristrutturazione saranno ultimati entro 4 anni. Come riporta la sindaca di Oyace Stefania Clos: “Per adesso ciò che noi auspichiamo che venga fatto è innanzitutto la formalizzazione degli atti tra privati, quindi confidiamo che l’atto di compravendita avvenga nel mese di novembre. Una volta fatto questo ci auspichiamo che queste persone vogliano colloquiare con il comune per presentare formalmente il progetto e tutti gli altri atti che servono per iniziare i lavori in primavera”.

Nonostante siano già arrivate delle cessioni parziali, è ancora presto per definire quali saranno i prossimi immobili coinvolti nel progetto. Come ricorda Stefania Clos: “Ogni volta che riceviamo istanze parziali, come comune contattiamo con una comunicazione scritta gli altri proprietari e gli chiediamo se sono interessati ad aderire al progetto o meno. Trattandosi però di un progetto basato sulla volontarietà, pensare di dare una tempistica massima per l’adesione risulterebbe irragionevole.”

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