“Il Sindaco dice il falso”, “non avete rinunciato all’aumento”. In Consiglio ad Aosta è ancora scontro sulle indennità

Cinque mesi dopo l'approvazione dell'aumento del 20% delle indennità, è di nuovo scontro in aula. Girardini (La Renaissance) accusa Rocco di aver mentito sulle cifre. Il Sindaco riconosce un errore, di cui si "incolpa" il segretario generale e contrattacca: "Su 29 consiglieri solo due hanno rinunciato".
Avanti il prossimo Giovanni Girardini e Raffaele Rocco
Comuni

Cinque mesi dopo l’approvazione dell’aumento delle indennità del Consiglio comunale di Aosta, alzate del 20 per cento all’insediamento della nuova consiliatura, lo scorso 29 ottobre, il tema torna a scaldare gli animi di un’Assemblea fino ad allora sonnacchiosa.

Dai banchi dell’opposizione, Giovanni Girardini – capogruppo de La Renaissance – usa toni pacati ma parole secche per dire che, parlando della quantità dell’aumento e del suo penso sul bilancio comunale, il Sindaco abbia mentito.

Di suo, il Primo cittadino Raffaele Rocco replica che sì, si è alzata tanta polvere sugli aumenti ma che su 29 componenti del Consiglio comunale solamente due abbiamo formalmente rinunciato al 20 per cento di aumento: la leghista Sylvie Spirli – già contraria ad alzare le cifre nel 2023, mentre il suo gruppo, ma non solo, metteva sul tavolo una riflessione su un possibile aumento, considerato non così peregrino – e Giuseppe Cipollone di Fratelli d’Italia.

Il casus belli è la mozione presentata da Girardini dal titolo “La verità e il buon senso prima di tutto”, nella quale il capogruppo del La Renaissance spiegava: “Quando abbiamo chiesto quale peso avessero gli aumenti, il Sindaco ha parlato di circa 75mila euro in più – ha spiegato –. Invece, si parla di 153.309mila euro e cioè di più del doppio di quanto dichiarato”.

Insomma, per Girardini, “credo che la cosa più scorretta sia l’inganno, la non trasparenza o la non verità. Noi costiamo 970mila euro ai nostri cittadini – ha aggiunto –. Non vi sembra esagerato? Al di là di questo, la bugia non ci sta proprio. E mi dispiaccio, perché so che il Sindaco non è persona disonesta. Ma è brutto si sia dichiarato questo”.

Rocco replica: “Quei 75mila euro sono saltati fuori a mezzanotte del 30 dicembre 2025, durante una mozione sull’adeguamento Irpef – ha risposto –. Discutendo quella mozione, che non riguardava le indennità, mi sono rivolto al Segretario generale perché non avevo il numero presente in quel momento e mi venne detta quella cifra. È stata un’inesattezza, ma non una forzatura né una menzogna”.

Il Sindaco aggiunge: “L’importo è di 153mila euro. Ma quella cifra non è stata svelata il mattino del 30 dicembre. Nel primo Consiglio comunale seguente parlammo dell’indennità e nessuno chiese a quanto ammontasse l’aumento. Ma era scritto precisamente negli atti. E gli atti riportano, da quella data, sempre la cifra esatta. Non esiste un solo atto di questa Amministrazione con una cifra diversa da quella reale e vera, quindi dai 153mila euro”.

Giovanni Girardini
Giovanni Girardini

La temperatura sale

Poi, la stoccata: “Nel dibattito in Aula del 2023, la consigliera Spirli prese una posizione nettamente contraria a quella del suo gruppo – dice ancora Rocco –. Coerentemente, ad ottobre 2025, la consigliera Spirli ha votato contro, così come il collega Cipollone. In cosa si differenziano dal resto dell’opposizione? Dal fatto che sono gli unici hanno rinunciato all’aumento del 20 per cento. Ecco perché parlo di coerenza. Qui si continua a gettare sale sulla ferita, ma l’adeguamento è stato accettato da tutti”.

Girardini non ci vede più: “Certo che sui documenti è indicata la cifra giusta. Ma non tutti noi ricordiamo documenti di un anno prima, o di due anni fa. Non ho mai negato, in onestà intellettuale, che un aggiornamento degli emolumenti ogni tanto debba essere fatto. Ma l’affermazione del Sindaco è populistica. Volutamente io non ho rinunciato all’aumento perché non ho mai tenuto per me lo stipendio da consigliere. Sono andati tutti in beneficenza. Il mio stipendio va tutto in beneficenza e non devo rendere conto a nessuno, così come fanno le colleghe Dattola e Viglino (le altre due elette in quota Renaissance, ndr.)”.

Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco
Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco

Le parole del Segretario generale

Rocco pretende le scuse, Girardini rispedisce al mittente. Tirato in ballo dal Sindaco, interviene a microfono aperto il segretario generale del Comune Stefano Franco: “Sono abituato a prendermi le mie responsabilità – ha spiegato –. Confermo quanto accaduto quella sera a mezzanotte: il Sindaco si è rivolto a me per dare una risposta immediata. Forse sarebbe meglio non dare subito una risposta affrettata. Avevo in testa l’incremento di spesa perché sono stato subito coinvolto. Forse mi ha indotto in errore la consapevolezza che nell’incremento della spesa c’era quello volontario del 20 per cento e quello della modifica della legge 54”.

Quella, cioè, che ha aumentato di imperio il numero di assessori nelle Giunte comunali e che aveva creato qualche tafferuglio in Aula già nella scorsa consiliatura.

“Io, sbagliando, ho sottratto i soldi per un assessore – ha aggiunto Franco –. Confermo che il Sindaco non si è inventato delle cifre. Si è rivolto a me perché sono la persona più autorevole per avere informazioni corrette ed è stato tratto in inganno dal mio errore. Chiedo scusa, a volte volontà di dare una risposta immediata induce in errore. Terrò in considerazione questa esperienza per il futuro”.

Tutto finito? Macché

Tra gli interventi dei vari gruppi in Aula, sono di nuovo i due “contendenti” a chiudere la partita. E le posizioni non possono essere più lontane: “Il Sindaco continua a girare la frittata e ripetere cose personali. Queste dichiarazioni fanno pena – ha detto Girardini –. Ringraziamo il Segretario generale per la sua dichiarazione, che politicamente ‘salva’ il Sindaco. Ma è grave che il Primo cittadino decida degli aumenti degli emolumenti non sapendo le cifre di cui si parla”.

Anche qui, però, arriva una stoccata. E non proprio in punta di fioretto: “Il nostro ruolo è quello di essere più attenti possibile all’attuazione dei programmi e verificare che le cose dichiarate in quest’Aula siano rispettate e vere – ha detto ancora il capogruppo Girardini –. È nostro compito, come lo sarebbe se il prossimo 7 maggio Consiglio di Stato ribaltasse la situazione delle elezioni. E se lo facesse riabbasseremo gli stipendi, con massima trasparenza e chiarezza”.

“La Renaissance non ritiene di dovere delle scuse? Vivrò benissimo lo stesso – ha chiuso Rocco –. In quest’aula si riportano atti formali ma la forma è sostanza. Io ho solo detto che su 29 consiglieri solo due hanno rinunciato formalmente all’aumento. È vero che i toni non devono mai andare sul personale. Ma se vengo accusato di dire il falso come Sindaco, un po’ sul personale la posso prendere”.

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