È passato poco più di un mese dalla sentenza con cui il Tribunale di Torino ha dichiarato la nullità delle registrazioni dei marchi “Cervinia” e “Breuil-Cervinia” effettuate da Claudio Salto e Mauro Collomb nel 2024.
Nella riunione del Consiglio comunale di giovedì 30 aprile, la sindaca Elisa Cicco ha aggiornato sulla vicenda, rispondendo a due interrogazioni presentate dalla minoranza riguardo al risarcimento per l’uso improprio dei marchi.
Ammontano a ben 63.273,44 euro (inclusi onorari e oneri di legge) le spese legali sostenute dal Comune per la difesa in giudizio, distribuite sugli esercizi 2024, 2025 e 2026. Il Comune aveva quindi avanzato nel giudizio la richiesta di 200mila euro a titolo di danno all’immagine. L’obiettivo era di mettere maggiore pressione sulle controparti e impedire loro di effettuare nel frattempo azioni ostili nei confronti del Comune, come era stato da loro inizialmente minacciato.
Se la domanda di nullità è stata accolta, il Tribunale ha però ritenuto che non ci fosse la prova di un danno economico derivante dalla lesione dell’immagine.
Il Tribunale ha quindi riconosciuto in favore del Comune, a titolo di rimborso delle spese di lite, la somma di euro 11.268,00 oltre IVA (22%), oneri previdenziali e cassa forense (4%), spese forfettarie al 15% e il rimborso del contributo unificato (1.036 euro).
La sentenza è passata in giudicato e il Comune si sta attivando per il recupero delle somme dovute.
