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Anniversario Polizia, il Questore: “manca la consapevolezza della bassa delittuosità”

Nella mattinata di oggi, venerdì 10 aprile, a Palazzo regionale, le celebrazioni per i 174 anni della Polizia di Stato. Il questore Angela Cannavale: “la distanza tra istituzioni, e tra le stesse e i cittadini, porta ad un cortocircuito informativo”.
Cronaca

Dopo un paio d’anni di scelte diverse, la celebrazione dell’anniversario della Polizia, quest’anno il 174esimo, è tornata oggi, venerdì 10 aprile, a Palazzo regionale. Da dieci giorni a capo degli uffici di corso Battaglione si è insediato il questore Angela Cannavale, che ha spiegato essersi trattato di una volontà precisa: “sia per la sua centralità che sorregge uno dei nostri motti insieme tra la gente’, ma anche per sottolineare l’importanza del lavoro corale da parte di tutte le istituzioni per l’unico scopo che è e deve essere il perseguimento del pubblico bene”.

Anche perché, ha proseguito Cannavale, “troppo spesso la distanza tra le istituzioni e tra le stesse istituzioni e i cittadini, porta ad un cortocircuito informativo, per cui, mentre l’Italia ha tassi di criminalità più bassi di altre nazioni, la percezione di insicurezza può apparire ancora alta”. Non solo, perché “la stessa Valle d’Aosta ha uno dei livelli di delittuosità meno elevati del Paese, ma purtroppo non sempre vi è consapevolezza di tale realtà, poiché, complice soprattutto la partecipazione continua e costante alle notizie (specie quelle negative), vengono alimentate paure ed ansie poco giustificate o scollegate dai fatti reali”.

Certo, ha detto ancora il nuovo Questore, “i gravi conflitti ed i contrasti che affliggono il panorama internazionale non aiutano a rasserenare la nostra visione ormai globalizzata”. Un approccio cosmopolita che “è accompagnato dal crescere dell’individualismo, in base al quale di frequente vengono rivendicati i diritti dei singoli, non sempre guardando all’interesse collettivo”. Al riguardo, Cannavale ricorda l’attualità delle parole dello scrittore Corrado Alvaro: “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”.

Parole a cui il Questore di Aosta ha affiancato “il materialismo, la ricchezza inseguiti ad ogni costo, le violazioni più o meno gravi commesse da ognuno costruendosi poi una propria giustificazione personale, diritti spesso rivendicati senza tener conto della loro ricaduta sulla libertà e sui diritti degli altri”.

I dati sull’attività nel 2025

La celebrazione dell’anniversario è poi stata l’occasione per divulgare alcuni dati sull’attività della Polizia nel 2025. Gli arrestati sono stati 75, cui si affiancano 396 denunciati a piede libero. 21.403 le persone identificate nei controlli effettuati, assieme a 8.142 veicoli. Quanto alle misure di prevenzione, gli avvisi orali sono stati 66, gli ammonimenti per stalking e “Codice rosso” 51. A questi si affiancano 8 Daspo (l’inibizione all’ingresso nelle strutture sportive) e 15 Dacur (il divieto di accedere alle aree urbane).

Le perquisizioni svolte sono state 109. I sequestri di stupefacenti hanno visto il recupero di quasi 1,8 kg di cocaina e di 7,2 kg di Hashish/Marijuana. Nel campo delle armi, sono stati sequestrati 9 coltelli e confiscati beni per 19.305 euro. La polizia scientifica ha curato 78 sopralluogbi e 272 fotosegnalamenti. La Stradale ha elevato 17.917 contravvenzioni, introitando 2,6 milioni di euro. Arrestate due persone e denunciate 54. Rilevati 171 incidenti, sequestrate 87 autovetture, oltre a 112 fermi amministrativi.

La Polizia di frontiera ha operato 11 arresti e controllato 18.372 veicoli. La Ferroviaria ha al suo attivo 2 arresti e tre denunce, oltre a 13 contravvenzioni. 315 i servizi di vigilanza alle stazioni e 44 pattugliamenti delle linee ferroviarie. Per concludere la “panoramica” delle specialità, la Polizia postale ha denunciato 43 persone, ricevuto 153 denunce/querele e, nel campo della prevenzione, partecipato a 26 tra incontri nelle scuole, convegni e seminari. La festa si è conclusa con la consegna di lodi ed encomi al personale distintosi in servizio.

3 risposte

  1. D’accordissimo con la dr.ssa Cannavale, solo chi mette il nasino fuori dalla Valle è consapevole di cosa voglia dire vivere tranquillamente come ancora accade da noi. Certo reati sono fisiologici al vivere sociale, altrimenti saremmo tutti abitanti dell’isola che non c’è, sig. Balafre si svegli e torni su questo pianeta!

    1. Ma svegliati tu. Proprio perché so che cosa accade a Torino dico che non è per niente consolante pensare al peggio per stare meglio.
      Che un Questore, all’inizio del suo mandato, faccia un discorso del genere, anziché di contrasto alla criminalità (micro o macro che sia) denota una scarsa volontà di agire per migliorare Aosta.
      Certi reati saranno anche fisiologici, come dici tu, ed è ancora da vedere, ma se aumentano col passare del tempo e peggiorano in quantità e portata, dimostrano che chi dovrebbe agire non ha agito nel modo corretto e con tempestività.
      Se poi ci si mette a dire “non lamentatevi troppo, che altrove si sta peggio”… ah beh, allora il Questore lo può fare chiunque.

  2. Quindi, visto che a Torino si sta peggio, dobbiamo stare sereni e far finta di non avere ladri, spacciatori, rapinatori, truffatori, stalker, ecc.
    E, di conseguenza, quelli che abitano a Torino, dovrebbero pensare che a Ciudad Juarez si sta infinitamente peggio, e quindi lanciare coriandoli e cotillon a Barriera di Milano.
    Se queste sono le premesse del nuovo Questore…

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