Auto pirata, chiesta in appello una riduzione di pena per Francesco Grauso

I fatti risalgono al dicembre 2011 quando i due valdostani scesi a Torino per acquistare dell'eroina investirono e uccisero un bambino di 7 anni, Alessandro Sgrò. Per Grauso è stata chiesta oggi, nel processo d'appello, una riduzione di pena da 11 a 8.
Francesco Grauso, Alessandro Cadeddu - Foto: La Stampa
Cronaca

Per Francesco Grauso, il 27enne di Aosta, condannato in primo grado a 11 anni di prigione, per l’uccisione del piccolo Alessandro Sgrò, il pg ha chiesto oggi in appello una riduzione della pena di tre anni. La richiesta è stata motivata con il fatto che Grauso era il passeggero dell’auto pirata, mentre è stata chiesta la conferma di pena a 11 anni per Alessandro Cadeddu, che si trovava al volante.

La tragedia si era consumata il 3 dicembre 2011. Cadeddu e Grauso erano scesi a Torino per acquistare dell’eroina a bordo di una Renault Clio. Alla guida dell’auto, di proprietà di Grauso, c’era Cadeddu. I due investirono l’intera famiglia Sgrò che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali dopo essere appena uscita da un negozio dove il piccolo Alessandro aveva scelto il regalo di Natale. Il piccolo Alessandro morì sul colpo mentre il padre, Calogero Sgrò rimase in coma molti mesi e la madre, Simonetta Del Re, si ruppe una gamba. Dopo aver investito la famiglia i due valdostani proseguirono senza fermarsi. Continuarono a tutta velocità e si recarono dallo spacciatore per acquistare la droga, dopodiché tornarono ad Aosta. Le indagini avviate dalla polizia municipale di Torino sui pezzi della macchina rimasti sul luogo dell’incidente permisero poi di risalire ai due valdostani intorno alla metà del mese di gennaio, quando fu ritrovata l’auto nel garage dell’abitazione di Grauso.

La sentenza di appello è ora attesa il prossimo 9 luglio.

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