Botte nella notte della “Veillà”: risarcimento danni dai tre giovani di “Casapound”

Non è, tiene a sottolineare il loro difensore, l’avvocato Davide Sciulli, un’ammissione di colpa. Per effetto dell’intesa, le due presunte vittime dell’aggressione non si costituiranno parte civile. Prossima udienza, il 30 maggio.
Tribunale di Aosta
Cronaca

Non rappresenta – come il loro difensore, l’avvocato Davide Sciulli, tiene a sottolineare – un’ammissione di colpa, ma tra i tre ragazzi che fanno riferimento al movimento di destra radicale “Casapound”, accusati dalla Procura di un pestaggio avvenuto nella notte della “Veillà” di Sant’Orso del 2016, e le due presunte vittime dello stesso è stato raggiunto un accordo per il risarcimento dei danni. Per effetto dell’intesa, gli aggrediti eviteranno di costituirsi parte civile nel procedimento.

E’ quanto è emerso stamane, nell’udienza del processo a carico di Alessandro Conti (23 anni), Valerio Aiello (25) ed Erik Saderi (25), tutti residenti ad Aosta, chiamati a comparire dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, per rispondere di lesioni personali aggravate in concorso

Secondo l’accusa (le indagini erano state coordinate dal pm Carlo Introvigne), i tre, assieme ad altre persone non identificate, nelle ore tra il 30 e il 31 gennaio 2016 avevano picchiato inizialmente un ventiquattrenne di origini nordafricane, aggredendo in seguito anche uno degli amici intervenuti in sua difesa (un ventunenne di un comune della cintura di Aosta). 

Il primo aveva riportato delle policontusioni, giudicate guaribili in quindici giorni, mentre al secondo era stato riscontrato un trauma cranico, con due giorni di prognosi. Stando alle risultanze dell’inchiesta, condotta dalla Digos della Questura di Aosta, oltre all’aggravante dell’aver agito in gruppo, Aiello avrebbe colpito il ventiquattrenne con un violento calcio alla testa, sferrato con crudeltà e prendendo la rincorsa, nonostante questi fosse già a terra, mentre Conti e Saderi avrebbero utilizzato, nell’aggressione, transenne e i cavalletti in ferro dei banchi della fiera. Il processo riprenderà il prossimo 30 maggio.

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