Controlli sull’immigrazione clandestina: tre cinesi espulsi e due denunciati

In due giorni i carabinieri valdostani hanno controllato 394 persone, di cui 119 stranieri. I controlli, avevano lo scopo di reprimere l'immigrazione clandestina, in particolar modo, i servizi erano mirati a verificare affitti in nero a clandestini.
Cronaca

In due giorni i carabinieri valdostani hanno controllato 394 persone, di cui 119 stranieri. I controlli, eseguiti martedì e mercoledì scorso, avevano lo scopo di reprimere l’immigrazione clandestina, in particolar modo, i servizi erano mirati a verificare affitti in nero a cittadini extracomunitari non in regola. Infatti, la nuova normativa, varata dal governo Berlusconi, è molto severa. Ai proprietari che affittano case ai clandestini, l’appartamento vieno loro confiscato.

In Valle d’Aosta il fenomeno non è emerso. 130 militari hanno controllato 26 immobili e 55 esercizi commerciali. Solo due cinesi, in regola con i documenti, sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Infatti, in due appartamenti dello stesso stabile di via Roma, a Saint-Vincent, regolarmenti affittati uno ad un cinese, di 43 anni di professione cuoco e l’altro ad una entreneuse cinese di 43 anni, erano ospitati anche, all’insaputo dei proprietari, due connazionali privi di documenti. I due cinesi irregolari sono stati espulsi, mentre la coppia, in regola con i documenti, denunciata.

“Stiamo cercando di capire a che titolo erano ospiti di questi due cinesi, entrambi in regola – spiega il comandante dei carabinieri Guido Di Vita – i proprietari degli appartamenti non ne sapevano nulla, avevano fatto regolari contratti di affitto. Sono un centinaio i cittadini cinesi presenti su tutto il territorio valdostano. Sono in aumento, soprattutto a Saint-Vincent, dove stanno aumentando anche i cinesi che frequentano la casa da gioco”.

Un altro cittadino cinese, sempre a Saint-Vincent, è stato denunciato ed espulso in quanto aveva il permesso di soggiorno scaduto.
A Châtillon, invece, i carabinieri hanno trovato un altro cinese, a cui la la procura di Milano doveva notificare un obbligo di dimora. L’uomo dovrà così ritornare nel capoluogo lombardo.

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