Courmayeur, franati due grandi massi dal Mont Chétif: evacuata la stalla consortile di Dolonne

Le pietre, di un paio di metri di larghezza l’una, sono finite accanto all’azienda zootecnica. Dal sopralluogo di amministratori e tecnici sono emersi l’innalzamento “del livello di pericolosità” e la necessità di “ulteriori analisi”. Da lì, lo sgombero.
Frana Mont Chétif
Cronaca

Due sassi franati venerdì scorso, 18 novembre, finendo vicino alla stalla consortile di Dolonne, hanno riacceso i riflettori sul Mont Chétif, a Courmayeur, e sui movimenti rocciosi che lo interessano. Nell’attesa di approfondire la situazione, ma valutato un aumento della pericolosità, l’Amministrazione comunale ha chiuso la zona della caduta, evacuando l’azienda agricola situata in prossimità del crollo.

Le due pietre presentavano dimensioni importanti (un paio di metri di larghezza l’una) e il giorno dopo la loro caduta, cioè sabato 19, è scattato il sopralluogo di amministratori e tecnici, sia nella zona dove hanno terminato la loro corsa, sia sul versante ove è accumulato il materiale roccioso, con un sorvolo in elicottero.

Oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale (il sindaco Fabrizia Derriard e l’assessore all’ambiente Federica Cortese), alle verifiche hanno preso parte anche personale della stazione di Pré-Saint-Didier del Corpo Forestale Valdostano e il dirigente delle attività geologiche del Dipartimento regionale programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, Davide Bertolo.

La relazione di quest’ultimo, contenente le prime valutazioni sull’evento, sottolinea la necessità “di effettuare ulteriori analisi in condizioni di terreno favorevoli” ed evidenzia “che il livello di pericolosità per la zona della stalla posta a valle dell’accumulo di crollo si sia ulteriormente innalzato”. Il dirigente dell’Amministrazione regionale ha indicato, infine, “di adottare opportune misure di protezione civile”.

Segnalazioni che il sindaco Derriard ha recepito e posto in atto con un’ordinanza, “dato atto della necessità di adottare a titolo precauzionale tutte le azioni atte a garantire la tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità fino all’effettuazione dei necessari approfondimenti”.

Domenica 20 novembre, la famiglia Jordaney – che utilizza la stalla, una delle poche rimaste nella frazione – ha dovuto quindi lasciare la struttura. L’accesso agli immobili e all’intera area è ora vietato. Una situazione non semplice per gli allevatori, che oltretutto ricoveravano là una trentina di mucche, oltre a cavalli e pony, capre e vari altri animali da cortile.

Malgrado la repentinità degli eventi, i Jordaney – noti in paese per la tradizione zootecnica familiare, esercitata da più generazioni – hanno compreso la situazione, organizzando lo spostamento degli animali, avvenuto con il camion dell’azienda e grazie all’aiuto di alcuni amici, verso un’altra stalla della Valdigne, reperita attraverso il “passaparola” nel settore. L’ordinanza comunale prevede che lo sgombero sia in essere fino al termine delle “ulteriori operazioni di verifica dell’attualità del rischio di ulteriori crolli”.

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